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Salute

Come gestire l’ansia con creatività

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Respiro che si accorcia, sensazione di dover fare qualcosa impellentemente, confusione, paura non ben identificata, difficoltà a rilassarsi e a riposarsi. Vi è mai capitato? Giovanni Porta, psicoterapeuta ed attore ci spiega come limitare i danni e affrontarla per sconfiggerla.

L’ansia come la paura può essere affrontata e sconfitta. Giovanni Porta, psicoterapeuta ed attore, ha messo a punto un metodo che mischia meditazione e creatività.
“L’ansia è strettamente connessa alla paura, – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta – ma mentre la paura presenta un oggetto identificabile, l’ansia non è connessa a nessuna minaccia specifica. Si tratta di una sensazione generica di preoccupazione riguardo al futuro che è difficile da combattere proprio perché poco chiara, generica, apparentemente non legata a nulla in particolare. Chi soffre d’ansia ha ben presente come il tempo a propria disposizione sembri abbreviarsi, e si viva nella perenne sensazione di essere in ritardo, di dover assolutamente fare qualcosa ma non si sa che cosa. L’ansia, in altre parole, abbrevia lo spazio tra me e il futuro, quasi che l’evento temuto dovesse verificarsi a breve, brevissimo, e non in un futuro magari lontano”.
Cosa fare allora? “Il primo passo per affrontare l’ansia consiste nel trovare la calma e il coraggio per guardarci dentro e capire quale sia la situazione che temiamo. – continua Giovanni Porta – Finché questa situazione rimane nascosta, non avremo possibilità di affrontarla né di fare le cose necessarie affinché ci procuri il minor danno possibile. In questa operazione di “chiarimento del pericolo” può essere di grande utilità la meditazione: fermarsi qualche momento e fare spazio dentro di noi, lasciare che tutte le nostre parti si esprimano senza giudicarle.
L’ansia è parente stretta della paura, e come tale ha un importante significato adattivo: segnalare la presenza di un pericolo, dandoci la possibilità di prepararci ad esso per poterne uscire indenni.
Dato che l’oggetto temuto che genera l’ansia si trova a volte in una dimensione non consapevole, ecco che ci può venire in aiuto l’arte: creando una rappresentazione artistica, ad esempio pittorica, di ciò che temiamo, possiamo trovare un importante mediatore che permetta alle nostre parti non consapevoli di esprimersi, lasciandoci chiara testimonianza del loro passaggio.
Una volta identificata la minaccia, attraverso il lavoro di psicoterapia, è possibile trovare il modo di confrontarsi con essa, di prepararsi ad affrontarla oppure di scegliere una strada che ci permetta di evitarla, se riteniamo di non avere sufficienti risorse per farvi fronte.
La psicoterapia è infatti un processo di scelta, e di indirizzamento delle nostre risorse nella direzione che consapevolmente riteniamo migliore per noi”.

Le tecniche per affrontare l’ansia, spiegate dallo psicoterapeuta ed attore, Giovanni Porta
Date queste due caratteristiche dell’ansia (minaccia non identificata e sensazione di mancanza di tempo) ci sono tre modi per intervenire:

1 ) LA MEDITAZIONE
Meditare consente di fare spazio dentro di sé, cioè si trovare un luogo interno tranquillo in cui prendere atto di ciò che mi sta succedendo: ascoltare le mie emozioni, sensazioni e pensieri senza identificarmi con esse, ma osservandole come si guarda scorrere l’acqua di un fiume. La meditazione permette di rallentare i ritmi, e dunque di interrompere, almeno momentaneamente, la sensazione di stress e fretta, osservando se stessi dall’esterno, se possibile, perfino con un po’ di ironia. Un tipo di meditazione che consiglio per la sua semplicità è la “vipassana”, antica meditazione di origine indiana in cui, semplicemente, si rimane fermi ad ascoltare ciò che ci succede dentro provando a lasciar scorrere le nostre emozioni, pensieri ecc. senza attaccarci a nessuno di essi.

2) IL DISEGNO
Più che disegnare, scarabocchiare, lasciarsi liberi di usare dei colori su un foglio senza avere il compito di creare nulla di fedele o artistico, ma generare uno scarabocchio puramente a scopo espressivo. Quando non ci si sofferma sui significati e si permette alla propria mente di vagare libera, si esalta l’attività dell’emisfero cerebrale destro, dominante per quanto riguarda gli aspetti emotivi, metaforici e immaginativi. Esprimere la propria ansia con uno scarabocchio o con un disegno permette anche alle preoccupazioni e paure non consapevoli di affiorare sul foglio. Osservando il disegno, in un secondo momento, attraverso un lavoro di ricostruzione logica, è spesso possibile dare un senso a quanto appare sul foglio, dare evidenza ad elementi che prima erano confusi o assenti nella propria consapevolezza, collegare il disegno con quanto si sta vivendo e prendere coscienza di aspetti che magari non sono facili da ammettere.

3) IL LAVORO DI PSICOTERAPIA VERO E PROPRIO
Una volta ripreso il contatto del proprio ritmo respiratorio ed esistenziale attraverso la meditazione e una volta contattate le paure che, se non identificate e proiettate nel futuro, provocano ansia, è possibile lavorare sulla paura, preparandosi all’evento temuto.
La paura è infatti un’emozione fondamentale per la sopravvivenza, in quanto ci avvisa che sta per verificarsi una minaccia (in tempi antichi, ad esempio, l’arrivo di un predatore). L’ansia è una sua cugina, che può anch’essa avere una chiara utilità e non solo essere fonte di fastidi, se ben utilizzata. L’importante, come dicevo in precedenza, è individuare l’oggetto dell’ansia.
Immaginiamo ad esempio che mi senta in ansia in vista un colloquio lavorativo importante che dovrò tenere tra una settimana. L’ansia indica che per me quel colloquio costituisce un evento significativo, magari perché sono alla ricerca di un posto di lavoro.
Chiarito questo, potrò decidere di rimanere in ansia oppure, per esempio, di prepararmi al colloquio studiando, o scegliendo dei vestiti adatti, o informandomi sulla storia e valori dei datori di lavoro che dovrò incontrare. Le azioni appena elencate sono un esempio di come si possa trasformare l’ansia in azione, cosa in grado di far notevolmente diminuire la spiacevole sensazione di ansia.
Perché l’ansia diminuisca ancor di più, è necessario che accetti i rischi connessi all’evento temuto (nell’esempio precedente, il fatto di non venire assunto) e che mi prepari ad affrontare le eventuali conseguenze di questo insuccesso (ad esempio, trovando come partecipare ad altri possibili colloqui di assunzione).

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Latte in povere contaminato, Codacons chiede chiarezza la ministero

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Le rassicurazioni del Ministero della salute circa il fatto che in Italia non sia stato commercializzato latte in polvere contaminato da salmonella non ci convincono, e le dichiarazioni del dicastero ci appaiono del tutto inaffidabili. Lo afferma il Codacons in merito allo scandalo Lactalis e alla nota diramata dal Ministero della salute secondo cui non vi sarebbero lotti incriminati spediti verso il nostro Paese.

Già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che “non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale”. Peccato che appena poche ore dopo questo annuncio l’Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil, e una serie di sequestri compiuti nel nostro paese accertò la presenza di ingenti quantitativi di uova contaminate.

“Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”.

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Malasanità, 400 i morti imputati ad errori personali e carenze strutturali

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Sono anni che Codici lotta al fianco dei consumatori contro la malasanità e, purtroppo, questa “battaglia” sembra ancora davvero troppo lontana dall’essere vinta. Come riportato infatti dal “Termometro della salute” di Eurispes ed Empam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità, sono diversi i dati riguardanti il nostro Paese a generare preoccupazione.

L’Italia continua a spendere meno della media europea per mantenere il proprio sistema sanitario (14,1% del proprio Pil), che continua ad essere danneggiato da precariato, insufficienza degli organici, ed invecchiamento del personale sanitario. Basti pensare che entro il 2023 si prevede il pensionamento di quasi 22mila medici, che saranno sostituiti da non più di 6mila nuovi ingressi.

Le cifre più sconcertanti sono però, ancora una volta, quelle che riguardano la malasanità: i dati presentati dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario parlano di 570 denunce rilevate in 4 anni (più precisamente dall’aprile 2009 al dicembre 2012). Un numero spaventoso, reso ancora più grave dal fatto che fra queste, 400 sono relative a casi che hanno portato alla morte del paziente, o per disfunzioni/carenze strutturali, o per errore imputato al personale medico e/o sanitario.

Oltre la metà dei decessi di cui sopra (precisamente 232, ovvero il 58%) si è verificata in regioni del Sud ed Isole: Molise, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Basilicata. Un dato che evidenzia quanto siano gravi le discrepanze territoriali rispetto ad un Nord che presenta molte meno criticità. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia e 107 in Campania.

Un altro aspetto particolarmente degno di attenzione è quello relativo all’evasione fiscale, soprattutto se riferita ad esenzioni indebite del pagamento del ticket: a tal proposito solo nel 2016 quasi 900 soggetti hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche tramite false autocertificazioni, evitando di pagare più di 800mila euro. Oltre la metà delle esenzioni di cui sopra si concentra in appena cinque regioni: al primo posto il Veneto (123), seguito da Calabria (101), Puglia (100), Lazio (91) e Piemonte (87).

Stiamo parlando di azioni che non solo sono inaccettabili, ma che sono semplicemente criminali.

Se avete dei reclami da fare non esitate a ricorrere a Codici: l’Associazione vi metterà a disposizione avvocati con esperienza consolidata, fornendovi servizi specializzati a costi accessibili, abbattendo i tempi di risoluzione ed aumentando sensibilmente le vostre possibilità di vittoria.

Per ulteriori informazioni o richiedere come potersi iscrivere all’Associazione, si può contattare lo sportello legale al numero 06.5571996, scrivere una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org, oppure recarsi presso la sede di Roma di Via Giuseppe Belluzzo, 1 (00149), aperta tutti i giorni dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

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Ambiente, le soluzioni tecnologiche al disastro

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Fonte: visionari.org

STORMO DI DRONI

Come la stampa 3D si è messa al servizio della medicina, i droni sono diventati uno strumento utilissimo per la salvaguardia dell’ambiente e delle creature viventi.

In Africa, un drone aiuta i ricercatori a monitorare le popolazioni animali, compito che da sempre è svolto manualmente in spedizioni aeree o fotografiche. Il drone cattura filmati, un sistema di apprendimento automatico conta i diversi tipi di animali, e volontari umani aiutano a formare l’algoritmo verificando le rilevazioni. Una protezione per le specie a rischio, più veloce, più economica, più facile e più precisa.

E nel Bengaluru, i ricercatori dell’Istituto Indiano di Scienza stanno combattendo la deforestazione con droni dotati di videocamera che rilasciano semi in aree che altrimenti non sarebbero in grado di esplorare. Il loro obiettivo è quello di seminare ben 10.000 ettari nella sola regione.

AUTO VERDI E RIDUZIONE DELLA CO2

Prima Volvo, poi la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Le grandi dell’automotive e gli stati Europei — ma non solo — hanno annunciato l’intenzione di abbandonare l’energia fossile in favore delle rinnovabili, in un’ottica di attenuazione dell’impatto sul pianeta.

Nel frattempo, opere di ingegneria climatica elaborano strategie per riparare ai danni: è di Climeworks l’installazione per risucchiare CO2 dall’aria ed immagazzinarla per produzioni energetiche, e di Harvard lo studio che vuole capire come attenuare il flusso di calore che dal Sole entra nell’atmosfera.

OCEANO DI PLASTICA

La piaga del materiale plastico nell’oceano è tanto importante da mobilitare svariati intenti in tutto il mondo. Impressionanti le immagini di un’isola del Pacifico completamente ricoperta da rifiuti plastici. Fortunatamente, quest’anno sono emerse possibili soluzioni al problema: una biologa italiana ha scoperto bruchi in grado di decomporre a velocità impressionante la plasticauna nave da ricerca all’avanguardia è stata sviluppata in Norvegia per lo studio e la prevenzione dei mari, e l’ambizioso progetto The Ocean Cleanup ha svelato al mondo i primi prototipi per attuare la pulizia delle acque oceaniche.


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