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Come il nuovo laboratorio AI di John Deere sta progettando attrezzature agricole per un futuro più sostenibile

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fonte: visionari.org

L’acquisizione di una startup per la visualizzazione computerizzata accelera l’obiettivo dell’azienda di aiutare gli agricoltori a coltivare cibo a sufficienza per una popolazione mondiale in piena crescita.

 

In un isolato del quartiere SoMa di San Francisco, vicino alla sede centrale di LinkedIn e a decine di startup, un’azienda di 180 anni molto nota per la produzione di trattori ha aperto uno splendente nuovo ufficio nella Silicon Valley. Ma al suo interno, invece di costruire l’ultima app, John Deere si concentra su come utilizzare l’intelligenza artificiale per creare attrezzature agricole in grado di rispondere alle moderne sfide della sostenibilità e della produzione alimentare.

John Deere Labs, che ha aperto le sue porte in primavera, ha fatto il suo primo grande affare il 6 settembre. L’azienda ha speso 305 milioni di dollari per acquisire Blue River Technology, una startup con tecnologia di visione computerizzata e di apprendimento della macchina in grado di identificare le erbacce, rendendo possibile spruzzare erbicidi solo dove necessari. La tecnologia riduce l’uso di sostanze chimiche di circa il 95%, migliorando anche la resa.

È un passo nell’abbraccio di John Deere alla “agricoltura di precisione”, l’uso della tecnologia per mirare alle colture e al suolo per ottimizzare produttività e salute. Il produttore ha iniziato a incorporare aspetti dell’agricoltura di precisione più di due decenni fa, costruendo l’autopilota in trattori molto tempo prima che iniziasse a comparire nelle automobili. Ma i progressi nell’AI implicano che le attrezzature agricole possono ora migliorarsi in modo più significativo.

“Ciò che la tecnologia Blue River ci permette di fare è passare al livello dell’impianto ed iniziare a gestirlo”, afferma Alex Purdy, direttore di John Deere Labs. “Questo avrà un potere di trasformare l’agricoltura sia in termini di rendimento che di costi per i coltivatori”.

Blue River sapeva di aver sviluppato la tecnologia più avanzata del suo genere nel settore, ma ha scelto di collaborare con John Deere per raggiungere il passo successivo. “Era giunto il momento di scalare”, afferma Willy Pell, direttore della nuova tecnologia di Blue River Technology. “Questo significa fare lotti e lotti e lotti di grandi pezzi di metallo. Non si tratta solo di acquistare nuovi server”. Piuttosto che sviluppare il proprio marchio, la startup si è anche resa conto che era sensato collaborare con un’azienda di cui gli agricoltori già si fidavano — anche se John Deere, in particolare, è stato criticato negli ultimi anni per aver venduto trattori ad alto contenuto tecnologico difficili da riparare in autonomia.

La tecnologia sarà commercializzata in primo luogo ai coltivatori di cotone, che lottano per affrontare le erbacce che hanno sviluppato resistenza alle sostanze chimiche negli erbicidi convenzionali. “Ci sono tutti i tipi di erbacce che si sviluppano e che non puoi più uccidere con il Roundup”, dice Pell. Prima, gli agricoltori avrebbero cercato di utilizzare Roundup insieme al cotone “Roundup-ready” progettato per tollerare le sostanze chimiche. Ora, utilizzando la tecnologia della visione computerizzata per identificare e spruzzare solo erbe infestanti, gli agricoltori possono passare ad altri erbicidi, compresi potenzialmente anche gli erbicidi organici ai quali le erbe infestanti non hanno ancora sviluppato resistenza (e che altrimenti potrebbero uccidere il cotone, se fossero irrorati ovunque). Uccidendo le erbacce in modo preciso, i raccolti possono raddoppiare, anche quando l’erbicida si riduce radicalmente. L’azienda prevede di puntare anche ai coltivatori di soia.

Per gli agricoltori, la nuova tecnologia “vedi e spruzza” per gli erbicidi può essere molto interessante perché può far risparmiare denaro producendo una coltura più grande. Ma l’azienda afferma che anche gli agricoltori riconoscono la necessità di alternative più sostenibili. “Si può immaginare che i coltivatori vedano dollari e centesimi quando vedono una riduzione del 95% nell’erbicida, il che li rende chiaramente interessati. Ma con tutto quello che stiamo vedendo nell’ultimo anno, con la resistenza agli erbicidi e alla loro tendenza, questo sta diventando anche un gioco di sostenibilità molto più importante”.

La tecnologia di visione computerizzata e di apprendimento della macchina può essere utilizzata anche in ogni altra fase dell’attività agricola: lavorazione del terreno, semina dei semi nei luoghi ottimali, irrorazione di fertilizzanti o nutrienti e raccolta. Le macchine che raccolgono il mais, per esempio, in genere fanno cadere una percentuale di mais sul terreno. Una macchina con lame in grado di adattarsi dinamicamente alla larghezza di un peduncolo di mais potrebbe aumentare la resa (e ridurre gli sprechi di risorse utilizzate per coltivare il raccolto) semplicemente catturando più raccolto.

Ognuna di queste applicazioni della tecnologia è un modo per contribuire a prepararsi alla crescita demografica globale; ci saranno altri 2,4 miliardi di persone da nutrire nei prossimi tre decenni. Senza cambiamenti nella tecnologia agricola, è improbabile che saremo in grado di coltivare abbastanza cibo per tutti.

“In termini di fornitura, ciò in cui si traduce la crescita della popolazione è che l’offerta alimentare globale dovrà quasi raddoppiare”, afferma Ganesh Jayaram, vicepresidente della tecnologia dell’informazione di Deere & Co. La produttività agricola, dice, ha bisogno di crescere di circa l’1,7% su base annua per soddisfare tale domanda; negli Stati Uniti ora, la crescita è attualmente dell’1% o meno. “Non c’è molto altro terreno da mettere in produzione, quindi quello che dobbiamo fare è fare di più con meno”.

“Il settanta per cento della crescita verrà dalla tecnologia”, dice Purdy, “e dobbiamo farlo nel modo più sostenibile possibile”.

A tal fine, l’azienda continua a sviluppare la tecnologia dei trattori elettrici (il suo prototipo più recente può funzionare per quattro ore prima della ricarica). Continuerà inoltre a cercare nuove startup che si occupano di tecnologia in ambito agricolo e a reclutare esperti di macchine ad autoapprendimento per il suo personale.

“San Francisco è davvero la patria del machine learning e sembra essere il nucleo del luogo in cui si svolge questa attività”, dice Purdy. “Ci siamo trovati, quando stavamo reclutando i candidati esperti in questo ambito, a trascorrere molto tempo qui in giro e ad avere difficoltà a muoverli a Moline o Des Moines, Iowa”.

“Mentre l’azienda ha sviluppato una tecnologia simile a quella di Blue River, l’acquisizione ha avuto più senso che cercare di costruirla internamente. Ci sarebbe voluto molto tempo e avremmo corso molti rischi per cercare di eguagliare il tipo di competenze che questo team porta in ambito agricolo, e pensiamo che il tempo sia essenziale. Si tratta di muoversi rapidamente e di portare queste capacità ad un utilizzo molto più ampio”.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: FastCompany


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150 milioni di euro per il Fondo efficienza energetica Ecco come ottenere un finanziamento

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Questo inizio 2018 potrebbe portare ad un’altra ottima notizia per quello che riguarda la strategia energetica italiana. Proprio in questi giorni infatti la Corte dei Conti sta vagliando il decreto di costituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il decreto consentirebbe a pubblici e privati di chiedere ed ottenere finanziamenti per interventi di efficienza energetica su edifici, strutture e processi produttivi. Ed anzi a tal proposito è importante sottolineare che la società Invitalia è già impegnata per valutare proposte, così come centinaia di aziende energetiche al lavoro per rivedere i processi energetici pubblici. Invitalia infatti gestirà il Fondo, che ha natura rotativa ed è coperto già dai primi 150 milioni di euro.

Decisamente una bella somma, a cui si aggiungerà un ulteriore introito annuale da 35 milioni di euro, destinato dal Ministero di Calenda fino al 2020. Un impegno concreto per sostenere tantissimi progetti di abbattimento di emissioni inquinanti, che sarà sostenuto anche dal già citato Ministero dell’Ambiente (anche qui è già stata annunciata disponibilità di risorse).

Di seguito alcuni degli interventi eseguibili finanziabili: si va dall’illuminazione pubblica alla trasformazione di caldaie, dalle reti per il teleriscaldamento all’installazione di apparecchiature ecocompatibili, passando addirittura per l’ammodernamento di centrali termiche.

Un sistema dunque che sembra aprire le porte a forme di paternariato pubblico-privato e che andrà ancora più incontro alle esigenze dei cittadini se consideriamo che la Legge di Stabilità 2018 ha ampliato anche i meccanismi di eco-prestiti ed eco-bonus.

Comunicato associazione consumatori CODICI

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Sacchetti bio: occhio allo scontrino

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Codici: verificate che non vi vengano addebitati se non li utilizzate

E’ di questi giorni la notizia che i consumatori, da quando è stato imposto il pagamento dei sacchetti bio, stanno cambiando abitudini di acquisto preferendo i prodotti confezionati, generando quindi molti più rifiuti, smascherando la praticamente inesistente anima “ambientalista” del provvedimento.


Poiché molti, tra cui il nostro segnalatore, scelgono il prodotto confezionato proprio per protesta contro questo ennesimo balzello, è facile immaginare la rabbia del Consumatore che si è visto addebitare, su un prodotto confezionato, un inesistente sacchetto bio.

Ad onor del vero, il Punto Vendita ha immediatamente restituito la somma al consumatore e rettificato l’errore nei loro archivi, ma se il consumatore non se ne fosse accorto?

Invitiamo quindi tutti gli esercenti, soprattutto la Grande Distribuzione, ad adottare i sacchetti di carta riciclata, o addirittura i sacchetti di carta in materiale compostabile, prodotti realmente amici dell’ambiente insomma.

Soprattutto però invitiamo i consumatori a verificare sempre sullo scontrino se il numero di sacchetti pagati coincida con quelli utilizzati.

L’errore è sempre dietro l’angolo ma, chissà perché, raramente è a favore del consumatore.

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GAS: LE VERITA’ NON DETTE SUL PIANO DI SOSTITUZIONE DEI CONTATORI

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fonte: orizzontenergia.it

Il piano di sostituzione dei contatori del gas è in corso già da diversi mesi; sono numerosi i consumatori che hanno ricevuto la notifica di sostituzione del contatore dal proprio operatore. L’Associazione Codici precisa che la sostituzione non è obbligatoria per ogni consumatore: se infatti il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività non è necessaria la sostituzione. Nel corso dell’articolo vengono forniti maggiori dettagli in merito.Migliaia di consumatori stanno ricevendo le lettere dal proprio distributore locale per la sostituzione del contatore del vecchio contatore meccanico del gas con il nuovo apparecchio elettronico che consente la tele-lettura dei consumi a distanza.

Questa sostituzione, in capo al distributore locale, è dettata da una delibera dell’Aeegsi n. 631/2013/R/gas del 27 Dicembre 2013, la quale prevede l’installazione dei contatori tele-letti. Questi dovrebbero facilitare la lettura attraverso display e la trasmissione del dato di lettura.

Ricordiamo al consumatore che non è obbligato a sostituire il contatore del gas come invece scritto nella lettera che viene recapitata a casa, infatti, come ci spiega Luigi Gabriele (Responsabile Affari Istituzionali e regolatori di CODICI): “In capo all’utente non c’è alcun obbligo di sostituzione del contatore”. “È il distributore ad essere obbligato a garantire che i contatori funzionino e ogni 15 anni “dovrebbe” fare un controllo metrico su ogni apparecchio per verificare che risponda alle condizioni metrico legali”.

Ma questi controlli hanno un costo elevato per i distributori che quindi preferiscono sostituire direttamente i contatori, ricevendo poi una cospicua remunerazione, prevista dalla stessa delibera dell’Autorità. Solo Italgas incasserà 3 miliardi e mezzo di euro da questa operazione.

L’unico obbligo che ha il consumatore è quello di accertarsi che il proprio contatore funzioni correttamente dopo 15 anni di vita. Ne deriva che, se il nostro apparecchio ha più di 15 anni, non siamo nelle condizioni di rifiutare l’operazione di sostituzione, mentre se abbiamo un contatore più moderno possiamo evitarla.

Il piano di installazione ha diverse scadenze a seconda del contatore e della dimensione del distributore.
Ad esempio al 30 Giugno 2017, secondo lo stato di avanzamento del piano di sostituzione dei contatori domestici pubblicato sul sito di Italgas Reti, risultano installati il 27% contatori, pari a 1.680.000 unità. L’obiettivo al 31 Dicembre 2018 è del 52% a fronte di un obiettivo minimo del 50% fissato dall’Autorità.

gas meter

L’operazione di sostituzione dei contatori del gas è sostanzialmente analoga a quella dei contatori dell’energia elettrica, ma ha fatto meno rumore perché c’è una differenza sostanziale – spiega Luigi Gabriele – Nel settore del gas, a differenza di quello dell’energia elettrica, la distribuzione è parcellizzata in un numero molto consistente di distributori, soprattutto a livello locale con decine di municipalizzate”.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Aeegsi, in Italia il 50% delle fatture è ancora basato su consumi stimati e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che milioni di contatori non vengono letti almeno una volta all’anno, come previsto dalle delibere dell’Autorità. Ed è anche per questo che i distributori si stanno affrettando a sostituire i contatori per cercare di riallinearsi con le letture.

CodiciCodici non ha aderito al Protocollo di intesa con Italgas; nonostante questa operazione massiva, non crediamo che magicamente avverrà la fine delle letture stimate e dei maxiconguagli, perché il distributore pur essendo remunerato in bolletta attraverso gli oneri di sistema non adempie ai propri obblighi.  Inoltre l’operatore, nella lettera recapitata a casa dei consumatori, continua ad affermare che il cliente non può rifiutare la sostituzione del contatore; noi ribadiamo che l’obbligo è in capo al distributore non al consumatore e quest’ultimo può liberamente scegliere di sostituirlo in base al fatto che il contatore abbia o meno 15 anni.

Il problema di detenere in modo esclusivo il dato di misura  conferisce al distributore un potere immenso e da questo deriva la madre di tutti i problemi, ovvero i maxiconguagli e le stime.

E’ stato sempre iniquo retribuire automaticamente in bolletta un’operazione che non veniva svolta e che nemmeno in futuro lo sarà, dato che anche il nuovo smart meter sarà tele-letto.

 

Articolo redatto da Codici in collaborazione con Orizzontenergia

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