Scegliamo consapevolmente il nostro modo preferito di lavare i piatti!

Tra le incombenze domestiche, lavare i piatti è forse la meno gradita. L’Istituto Italiano Marchio di Qualità – IMQ ha stimato che mediamente una famiglia impiega in una settimana quattro ore e mezza per pulire le stoviglie. Questa cifra equivale ad un ammontare di circa 230 ore annuali, oppure 29 giorni lavorativi di otto ore ciascuno. Un vero supplizio per il nostro, già troppo limitato, tempo libero e per il portafogli? Non necessariamente: consoliamoci pensando che, se non possiamo evitare di lavare i piatti, almeno possiamo risparmiare facendolo.

Un recente “esperimento” ha verificato che è possibile tagliare sensibilmente le spese domestiche adottando qualche piccolo accorgimento. Infatti, chi possiede una lavastoviglie o è in procinto di comprarne una, da ora potrà fare in prima persona il test, tenendo in considerazione le variabili che potrebbero alterare le bollette: il tipo di contratto stipulato per il gas e la luce, il tipo di detersivo (meglio se biodegradabile perchè, oltre ad incidere su igiene e costo del lavaggio, riduce l’impatto ambientale), il costo dell’acqua nel comune dove si risiede, la classe energetica e l’efficienza della propria lavastoviglie.

Sono stati messi a confronto tre metodi e tipologie di consumi:

Tre modi di lavare i piatti

  • un ciclo economicodi lavastoviglie (circa 50°C) con relativo utilizzo di acqua ed elettricità;
  • gas e acqua impiegati in un lavaggio di stoviglie a mano lasciando scorrere l’acqua del rubinetto;
  • oppure riempiendo il lavandino e sciacquando i piatti in un secondo momento.

I risultati sono sorprendenti: se per la lavapiatti vengono utilizzati 12 litri di acqua e 0.8 Kwh di elettricità, lavando i piatti a mano e mettendoli in ammollo si impiegano 27 litri di acqua e 0.23 m³ di gas, mentre lasciando scorrere l’acqua corrente servono ben 90 litri e 0.4 m³ di gas.

Non è difficile immaginare quanto la rapida evoluzione della tecnologia abbia contribuito nel rendere più efficienti le lavastoviglie: gli apparecchi più recenti hanno infatti un consumo medio di elettricità di oltre il 50% in meno rispetto al 1980, mentre per l’acqua è tre volte inferiore rispetto allo stesso periodo.
Questi cambiamenti portano ad un costo per lavaggio di circa 16 centesimi di euro: circa 60 euro ogni anno.

Per calcolare le spese del lavaggio a mano è stato invece necessario tenere in considerazione che i prezzi dell’acqua variano molto sul territorio nazionale e portano il lavaggio delle stoviglie a mano con l’acqua corrente ad aggirarsi tra i 69 euro annui a Milano e i 112 euro annui a Firenze. Più cometitivi sono invece i costi relativi al lavare i piatti in ammollo: tra i 36 euro all’anno nel capoluogo lombardo e i 51 euro all’anno in quello toscano.

La scelta tra i diversi modi di sbrigare questa incombenza domestica spetta ad ognuno di noi: quale metodo ci aiuta di più ad essere sostenibili?

Orizzontenergia.it