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Come sta la comunicazione in Italia? Telefoni fissi e mobili, internet, radio, tv e giornali. Ecco tutti i dati

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Sintesi Osservatorio sulle Comunicazioni del 27 ottobre 2017

(fonte: Agcom; elaborazione dati: Osservatorio Associazione consumatori CODICI)

 

 

Rete Fissa:

gli accessi complessivi della rete fissa crescono per il terzo trimestre consecutivo grazie all’andamento delle linee a banda larga, che nella prima metà dell’anno hanno sfiorato i 16,2 milioni, con una crescita su base annua pari a 880mila unità. I dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni diffusi oggi da Agcom mostrano, in particolare, una riduzione degli accessi broadband in tecnologia xDSL (-790mila accessi), diminuzione, però, più che bilanciata dalla crescita (+1,67 milioni) degli accessi in altre tecnologie (qualitativamente superiori), le quali a fine giugno superano i 4,4 milioni di accessi grazie soprattutto alla crescita delle linee FTTC-FTTH. Dal lato delle prestazioni, le linee broadband con una velocità superiore ai 10 Mbit/s superano il 60% del totale, mentre quelle ultrabroadband (velocità superiore ai 30 Mbit/s) hanno superato il 20% (rispetto all’11% registrato a giugno 2016). In relazione al segmento degli accessi broadband e ultrabroadband, il quadro competitivo ha visto Tim per la prima volta arrestare la flessione della propria quota rispetto al trimestre precedente (guadagna 0,1 punti percentuali), e consolida la propria posizione di primo operatore con il 45,5%. Seguono Wind Tre, Fastweb e Vodafone con quote comprese tra il 14 ed il 15%.

Rete Mobile:

in questo settore, si registra un aumento complessivo, su base annua, di 1,4 milioni di sim, dovuto all’andamento delle sim M2M cresciute di 3,6 milioni di unità, mentre le sim “solo voce” e “voce+dati” si riducono di 2,2 milioni. Con il 32,1%, Wind Tre è leader di mercato: tale posizione si rafforza (35,8%) se si considerano unicamente le sim “human” escludendo, cioè, le M2M. Prosegue in misura consistente la crescita della larga banda mobile: nel secondo trimestre dell’anno le sim che hanno effettuato traffico dati hanno sfiorato i 52 milioni (+5,6% su base annua), con un consumo medio unitario di dati stimabile in 2,37 GB/mese (+41,2% vs giugno 2016). Nel periodo osservato (giugno 2013-giugno 2017), le sim che hanno svolto traffico dati sono passate dal 34,7% al 62,2% delle complessive sim “human”. Prosegue, la riduzione degli sms inviati (10,1 miliardi da inizio anno); -18% su base annua e -76% rispetto al giugno 2013.

Mercato televisivo:

rispetto a giugno 2016, la Rai riduce gli ascolti dal 36,9 al 35,9%, mentre l’audience di Mediaset cresce dal 29,1 al 30,1%. Nello stesso periodo, tra gli altri operatori televisivi, risulta in calo la quota di ascolto di 21° Century Fox/Sky Italia (-0,6 punti percentuali) e di La7 (-0,3 punti percentuali), mentre risulta in crescita la quota di Discovery (+0,7 punti percentuali) e degli altri operatori nazionali e locali (+0,2 punti percentuali). Analizzando l’evoluzione delle audience delle edizioni serali dei principali programmi di informazione (i telegiornali) nel giorno medio, Tg1 e Tg5 risultano i più seguiti (complessivamente con oltre 7 milioni di ascoltatori nel giorno medio); tuttavia, escludendo il Tg1, le audience degli altri principali Tg (Tg2, Tg3, Tg3 Regione, Tg5, Tg4, Studio Aperto e TgLa7), presentano un trend in contrazione rispetto al 2012.

Audience radiofonica:

i dati mostrano una sostanziale stabilità degli ascolti con l’emittente RTL 102.5 che mantiene la leadership (+2% di ascolti in più rispetto a giugno 2016); per il gruppo Rai, ad eccezione di Radio 3, si registra un calo negli ascolti, mentre l’audience delle emittenti appartenenti al gruppo Fininvest sono in crescita (R101 +9%; Radio 105 +5%; Virgin Radio +2%). Con riferimento al gruppo GEDI, invece, cresce l’audience di Radio Deejay (+9%), mentre si riduce quella di M2o e Radio Capital, rispettivamente del 7% e del 2%. Il confronto tra l’audience della radio e della televisione per fascia oraria, mostra un andamento contrapposto a conferma del rapporto di complementarità esistente tra i due mezzi di comunicazione; in particolare, e come ampiamente prevedibile, l’ascolto della radio si concentra principalmente nelle fasce orarie del cosiddetto drive time (mattina e pomeriggio/sera in corrispondenza degli spostamenti collegati agli orari di lavoro).

Editoria quotidiana:

continua la flessione di questo settore. Nello scorso giugno, la vendita di quotidiani (copie cartacee e copie digitali) è risultata di poco superiore ai 3,5 milioni di copie, in flessione dell’9% rispetto allo stesso mese del 2016. La percentuale di quotidiani venduti sotto forma di copie digitali e multiple è diminuita passando dal 9% del giugno 2016 al 8,2% dello stesso mese del 2017. Nonostante una riduzione su base annua di 0,8 punti percentuali, il gruppo GEDI risulta essere il leader nella distribuzione delle copie vendute con il 20,7% seguito a poca distanza da RCS Mediagroup con il 19,5%.

Internet:

Google e Facebook consolidano la posizione di leadership facendo registrare entrambi, rispetto a giugno 2016, un incremento di oltre 2 milioni di utenti; mediamente la navigazione su Facebook (che comprende anche l’utilizzo da parte degli utenti di Whatsapp) è di poco inferiore alle 27 ore, mentre su Google ha di poco superato le 7 ore mensili. Analizzando l’audience dei Social Network, ad esclusione di Facebook che risulta nettamente quello più utilizzato dagli italiani con circa 25 milioni di utenti unici nel mese di giugno 2017, di particolare rilevo risulta la crescita di Instagram, anch’esso appartenente al gruppo Facebook, e Linkedin, ciascuno con poco più 4 milioni di utenti in più rispetto a giungo 2016.

Settore postale:

ricavi complessivi nel primo semestre dell’anno sono aumentati del 3,8%, con i servizi di corriere espresso in crescita del 9,3% e quelli postali in flessione del 2,9%. I volumi dei servizi compresi nel servizio universale risultano in flessione del 13,4%, mentre gli invii di pacchi risultano in crescita del 10,0%. Il quadro concorrenziale del settore, nel suo complesso, vede Poste Italiane spa principale operatore con il 38,5% (il gruppo sfiora il 44% includendo SDA); tale quota arriva al 75% per i servizi postali liberalizzati, mentre il segmento dei servizi di corriere espresso mostra un maggiore livello di competizione (i tre principali operatori risultano essere DHL con il 21,8%, UPS con il 19,9% e BRT con 17,9).

 

revisione Luigi Gabriele

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Telemarketing aggressivo, scoppia il caso della truffa sui Bitcoin

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Trading online: la terza fase delle truffe

Codici: dopo energia e telefonia adesso spunta il trading online

Molteplici fattori possono influenzare il comportamento delle persone quando si tratta di mutare abitudini e comportamenti, ma negli ultimi anni un trend anomalo ha visto crescere esponenzialmente le persone che cascano nella facile convinzione di poter guadagnare tanto investendo poco.

In parallelo, si è sviluppato un tipo di telemarketing molto aggressivo, da parte di società che contattano con la promessa di un facile e veloce guadagno. Queste ultime in genere hanno sede a: Londra, Malta, Est Europa e varie località italiane. Arrivano a chiamare fino a 20 volte al giorno e successivamente, se non si risponde al telefono, inviano una mail.

Queste società raggirano la regolazione, intesa come tutela del risparmiatore, come ad esempio la direttiva Mifid II, sulla base della quale non si può investire in determinati prodotti, se prima non è stata svolta un’analisi ben precisa del profilo di rischio del risparmiatore.

E’ un tipo di truffa “sottile” perché si rivolge a chiunque, quindi non necessariamente solo a chi è completamente digiuno di nozioni finanziarie, inoltre non insospettisce troppo, perché l’investimento minimo richiesto ammonta a 250 euro.

Sostanzialmente, dopo le fasi uno e due delle truffe perpetrate dalle compagnie telefoniche e dagli operatori dell’energia, ora ci troviamo all’interno della terza fase delle truffe, attraverso cui si sta sviluppando un nuovo e profittevole settore: è un mercato che vale 4 miliardi di dollari al giorno.

Si specula principalmente sulla differenza di prezzo tra una moneta e l’altra, inoltre con la diffusione delle cripto valute (monete virtuali) è ancora più facile truffare: si è arrivati ad un livello di profilatura della persona tale che, se solo si acquista cripto valuta senza fare trading, si cedono comunque i propri dati e a questo punto veniamo agganciati da queste società solo per essere stati su quella piattaforma. Esiste un monitoraggio incredibile a cui è praticamente impossibile sfuggire e se si prova a bloccare la chiamata, si viene contattati da un’altra nazione; l’obiettivo è quello di farsi dare il denaro o dal conto corrente o dai propri wallet cripto perché i broker di queste società li utilizzano per speculare a livello internazionale sotto la nostra responsabilità civile e penale.

 

Guarda il video della telefonata choc realizzato da Mimandarai3 e Luigi Gabriele

“Chi vi chiama a casa, è entrato in possesso dei vostri dati e certamente è intenzionato a raggirarvi, è una truffa sicura, infatti attraverso le valute elettroniche vogliono arrivare ai soldi “veri”. Non accettate mai offerte derivanti dal teleselling, chi vuole investire deve rivolgersi solo a professionisti seri o a dei consulenti finanziari che non entrano in contatto con un possibile investitore con queste modalità” – afferma Luigi Gabriele  dell’Associazione Codici.

 

Ecco quattro regole d’oro per non incappare nella trappola del trading online:

1) Non investire se non si sa in che cosa consiste

2) Non fare prove di nessun tipo nemmeno con soldi “virtuali”

3) Non diffondere numeri di conto o di carte di credito

4) Rivolgersi ad Associazioni dei consumatori al minimo dubbio

Per non ricevere più telefonate moleste, ribadiamo di iscrivervi al registro delle opposizioni (http://www.registrodelleopposizioni.it/) e potrete in queste modo tutelare nell’immediato il vostro numero fisso,  a breve anche il numero di cellulare. Per dubbi o problemi scrivete a: segreteria.sportello@codici.org o chiamare allo 06.5571996.

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Sanità, 44 milioni di italiani si rivolgono ai privati

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Aumento della spesa per la Sanità privata che vola a 40 miliardi

CODICI avverte: aumento spesa privata è segnale che il SSN non riesce a soddisfare il diritto alla salute

La situazione in cui versa il Servizio Sanitario Nazionale, come più volte segnala la nostra Associazione CODICI, tra casi di malasanità, liste d’attesa interminabili e Ospedali affollati, ha portato la diretta conseguenza di un aumento considerevole del numero di italiani che si rivolge a strutture private pur di accedere alle prestazioni sanitarie in tempi ragionevoli.

Lo stato d’emergenza dell’assistenza sanitaria pubblica, specie nel Lazio e al Sud, porta inevitabilmente a rivolgersi a strutture private, anche per coloro che non ne hanno le possibilità economiche, con il risultato che sono sempre di più gli italiani che si indebitano per avere accesso alle cure.

Solo nell’arco dell’ultimo anno sono stati 44 milioni gli italiani che hanno fatto ricorso ai propri risparmi per pagare prestazioni sanitarie per intero o, in parte, con il ticket.

Questi numeri che fanno riflettere derivano dal rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute presentati al «Welfare Day 2018».

Naturalmente i costi della sanità privata incidono proporzionalmente in misura maggiore sulle famiglie dal reddito basso.

Dunque è appurato che gli italiani finiscono per indebitarsi per pagare la sanità. Ben 7 milioni di italiani nell’ultimo anno si sono indebitati e 2,8 milioni hanno dovuto fare ricorso ai propri risparmi. Dalla ricerca, inoltre, emerge che il 47% degli italiani taglia le altre voci di spesa far fronte alla sanità.

La conclusione è che coloro che guadagnano meno, devono trovare naturalmente più soldi per pagare le spese sanitarie.

“La capacità di mettere a disposizione un buon servizio sanitario pubblico è da sempre un criterio per stabilire quanta attenzione il Governo riservi nei confronti dei cittadini, il cosiddetto welfare – ha affermato il Segretario Nazionale di CODICI, Ivano Giacomelli – ma in questi anni non è mai stato raggiunto un livello soddisfacente e chiediamo che la sanità torni al centro dell’agenda politica. Inoltre – ha continuato il Segretario – noi di CODICI, che ci siamo sempre battuti per il diritto alla salute dei cittadini, riteniamo che dati come questi siano un indice molto grave: la spesa sanitaria privata è tra le maggiori forme di disuguaglianza, dato che incide naturalmente sulle famiglie con difficoltà economiche.

In questa giungla della sanità non mancano coloro che per avere accesso alle cure sono arrivati a ricorrere a raccomandazioni: 12 milioni di italiani hanno saltato le lunghe liste d’attesa nel Servizio sanitario grazie ad amici e parenti. Infine, altro dato sconcertante è rappresentato da quel 54,7% di italiani non ha più fiducia nelle opportunità di diagnosi e cure sanitarie.

Questo il quadro di un settore, quello sanitario, che fa acqua da tutta le parti e chiede sacrifici proprio alla fetta della società con redditi più bassi.

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Consumatori

Energy Rating: Sorgenia decide di farsi dare il rating dai consumatori

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Milano, 8 giugno 2018

 

Prende il via la collaborazione tra l’Associazione Consumatori Codici e Sorgenia, volta a verificare il livello di tutela dei consumatori nei processi aziendali, certificato attraverso un audit composto da molteplici tappe. Questo, infatti, è il primo passo per la realizzazione completa del progetto che prevede altri due incontri e conclusione il prossimo luglio.

 

Le politiche e le procedure aziendali sono e saranno fondamentali, soprattutto alla luce della prossima liberalizzazione del mercato dell’energia. Per questo la trasparenza nei confronti dei consumatori sarà imprescindibile per tutte le aziende che vorranno fare parte del mercato e competere in modo corretto e leale. 

 

Sorgenia ha deciso di aderire con piena trasparenza e partecipazione al Codici Energy Rating per valutare i processi aziendali relativi alla tutela del consumatore, consapevole dell’importanza di garantire una customer Experience appagante e sempre più vicina alle esigenze dei clienti.

 

Trasparenza ed assenza di rischi per il consumatore dovranno essere i punti di riferimento per chi opera in questo segmento di mercato, in una logica di assoluta tutela dei consumatori.

 

Il modo di fare e pensare il mercato deve ispirarsi alla correttezza, alla trasparenza, alla qualità dei processi e dei servizi offerti. Il Codici Energy rating mira a valutare e a sostenere le buone pratiche che valorizzano esattamente questi aspetti.

 

Durante il primo incontro, sono stati analizzati i processi relativi a servizio clienti, attività di sales e piani di formazione degli operatori nel loro complesso. Inoltre le risorse umane, intervenute sul tema formazione, si sono rese disponibili a somministrare un questionario sul clima interno.

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