L’associazione delle microimprese italiane Comitas ha riscontrato che nel 2012, per la gestione di un conto corrente, ogni microimpresa ha speso mediamente 250 euro, e non 101 euro come ha affermato ieri Bankitalia fornendo le cifre sui costi bancari medi in Italia. Gli interessi bancari a carico delle piccole imprese appaiono in costante crescita – prosegue Comitas – così come aumentano i balzelli, le commissioni e le voci di addebito, spesso imposte dalle banche con grande fantasia e creatività. Gli oneri pagati sui fidi sono aumentati del 12% e non si è fatta la dovuta chiarezza sulla puntuale applicazione della legge sull’usura.

Secondo Bankitalia occorre migliorare la sensibilizzazione dell’utenza sui vantaggi che derivano da una verifica periodica dei costi del conto corrente e dal confronto tra le offerte alternative presenti sul mercato. Su questo Comitas è pienamente d’accordo, con l’aggiunta che occorre anche controllare le spese e gli addebiti, soprattutto gli interessi attivi e passivi; troppo spesso le condizioni vengono modificate senza una efficace informazione.

Sul fronte delle banche e in favore delle piccole e microimprese Comitas auspica una forte azione per la semplificazione, standardizzazione e comparabilità dei contratti bancari, e che il cambio di un conto possa beneficiare di una cornice giuridica in grado di assicurare il rapido trasferimento di rapporti quali gli addebiti e gli accrediti automatici, che ad oggi manca; sarà importante in tal senso la concretizzazione della direttiva europea sui conti di pagamento.