Primi passi verso la ripresa dei consumi in Italia. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi da Confcommercio. L’aumento dei consumi dell’1,2% rispetto allo scorso anno è un dato positivo, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga – spiega l’associazione – Il gap da recuperare, infatti, è pari alla maxi-cifra di 80 miliardi di euro, corrispondente alla riduzione della spesa operata dalle famiglie negli ultimi 7 anni. Ora è il momento di sostenere i consumi, attraverso una reale liberalizzazione del commercio, che passi dalle aperture libere dei negozi e senza limiti di orario, alla abrogazione dei saldi di fine stagione, lasciando al commerciante la libertà di scegliere quando e come scontare la propria merce tutto l’anno.

Roma, 6 luglio 2015 – Il calo monitorato da Confcommercio non ci sorprende – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – Del resto i dati diffusi dall’Istat sul reddito e il risparmio delle famiglie nel I trimestre la dicono lunga sulla situazione delle famiglie italiane.

Le famiglie italiane hanno ben chiaro che la ripresa che alcuni indici stanno evidenziando è una ripresa ancora molto debole – prosegue Giordano – Ecco perché nonostante il lieve aumento del reddito disponibile  e quindi di potere d’acquisto, preferiscono risparmiare e non si lanciano in investimenti. E fanno bene. La crisi ha insegnato alle famiglie più cautela e una maggiore consapevolezza negli acquisti. Si acquista scegliendo anche in base alla sostenibilità sociale, ambientale e economica di un prodotto/servizio, dando quindi un segnale, una sorta di voto col portafoglio. Ecco perché per far ripartire l’economia c’è bisogno di abbassare la pressione fiscale, di razionalizzarla andando a colpire l’evasione e l’elusione da un lato e di defiscalizzare, sul modello della normativa sul risparmio energetico, beni e servizi sostenibili, dall’altro.