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Comprare casa. Il confronto Roma VS Milano

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01.07.2016

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato le caratteristiche del mutuatario tipo e quelle del prodotto più richiesto nel 2015, prendendo in esame le operazioni di sottoscrizione di un finanziamento ipotecario attraverso le agenzie a marchio Kìron ed Epicas a Milano e Roma.
 
AREA DI PROVENIENZA
Nelle due città vengono finanziati in maniera nettamente preponderante i cittadini italiani, che rappresentano quasi l’82% a Milano e il 93,1% a Roma. Milano si rivela più multietnica rispetto a Roma: i cittadini europei, infatti, sono l’8,5% (a fronte del 5,1%), mentre gli extra-europei sono il 9,7% (e solo l’1,8% a Roma). Da segnalare che a Milano si è registrato un forte incremento di cittadini non italiani, passati complessivamente dal 9,3% dell’anno scorso al 18,2%.
 
ITALIA
EUROPA
RESTO DEL MONDO
MILANO
81,8%
8,5%
9,7%
ROMA
93,1%
5,1%
1,8%
 
ETÀ ANAGRAFICA
A livello nazionale l’età media di chi nel 2015 ha sottoscritto un mutuo è 39,2 anni, con valori tendenzialmente più bassi nel Nord Italia e più alti al Sud e nelle Isole. L’età di chi richiede un finanziamento a Roma è superiore alla media (40,1 anni), mentre a Milanol’età media si abbassa (37,7 anni).
La tendenza ad accedere al mutuo in età più giovane è più evidente a Milano, dove il 44,4% del campione ha un’età compresa tra 18 e 34 anni. Nella Capitale gli under 35 rappresentano esattamente un terzo del totale mentre la fascia dove la concentrazione è maggiore è quella compresa tra 35 e 44 anni (che a Milano, invece, costituisce il 34,7%).
 
 
18-34
ANNI
35-44
ANNI
45-54
ANNI
55-64
ANNI
65
ED OLTRE
ETÀ
MEDIA
MILANO
44,4%
34,7%
14,0%
4,9%
2,0%
37,7 anni
ROMA
33,3%
36,4%
21,8%
6,7%
1,8%
40,1 anni
 
PROFESSIONE
Come ampiamente ipotizzabile, gli istituti di credito tendono a finanziare maggiormente i soggetti che hanno redditi certi: i lavoratori a tempo indeterminato rappresentano l’85,9% a Milano e l’81,7% a Roma, mentre i pensionati costituiscono rispettivamente il 2,5% e il 3,9%. Chi ha un lavoro flessibile (liberi professionisti/autonomi e titolari d’azienda) viene finanziato in media per il 9%; i contratti a tempo determinato, invece, sono il 2,2% a Milano e il 3,3% a Roma.
 
TEMPO
INDETERMINATO
LIBERO PROF./
AUTONOMO
TEMPO
DETERMINATO
TITOLARE
D’AZIENDA
PENSIONATO
ALTRO
MILANO
85,9%
5,2%
2,2%
3,1%
2,5%
1,1%
ROMA
81,7%
6,7%
3,3%
2,8%
3,9%
1,6%
 
TIPOLOGIA DI MUTUO
Nelle due principali città italiane la tipologia di mutuo preferita è a tasso fisso: Milano si ferma al 48,7%, mentre Roma arriva al 63,9%. La seconda scelta è il tasso variabile, che incide per il 29,1% nel capoluogo lombardo e per il 25,6% nella Capitale. Una differenza importante emerge sui mutui a rata costante, che a Milano rappresentano il 21,9% del totale e a Roma soltanto l’8,6%.
 
TASSO
FISSO
RATA
COSTANTE
TASSO
VARIABILE
TASSO VARIABILE
CON CAP
MILANO
48,7%
21,9%
29,1%
0,3%
ROMA
63,9%
8,6%
25,6%
1,9%
 
DURATA DEL MUTUO
Nel 2015, sul territorio nazionale, la durata media del mutuo è stata di circa 24 anni e mezzo. Milano e Roma si discostano solo leggermente dalla media nazionale, in quanto in entrambe le città la durata media è di poco superiore a 25 anni.
 
FINO A
20 ANNI
21-30
ANNI
DURATA MEDIA
MUTUO
MILANO
21,6%
78,4%
25,3 anni
ROMA
28,4%
71,6%
25,1 anni
 
IMPORTO DEL MUTUO
Nel corso del 2015 l’importo medio di mutuo erogato sul territorio nazionale è stato pari a circa 111.200 €. Milano e Roma fanno registrare un importo medio di mutuo nettamente superiore alla media nazionale: Milano viene finanziata mediamente con 123.400 €, mentre Roma con 132.300 €.
Segmentando il campione per fasce di erogato, si nota come a Milano e Roma vengano finanziati maggiormente mutui di importo medio, compresi tra 100 e 150.000 €: la percentuale è di poco superiore al 44% a Milano, mentre Roma incide per il 41,5%. Si evidenziano differenze sugli importi delle altre classi: mutui di valore inferiore a 100.000 € si erogano maggiormente a Milano, quelli oltre 150.000 € a Roma.
 
 
FINO A
50.000 €
50.000-
100.000 €
100.000-
150.000 €
150.000-
200.000 €
OLTRE
200.000 €
IMPORTO
MEDIO
MILANO
1,4%
32,0%
44,1%
13,6%
8,9%
123.400 €
ROMA
1,6%
25,0%
41,5%
21,9%
10,0%
132.300 €
 Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa
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Pubblicità giochi, Codacons chiede dimissioni di CARDANI AGCOM

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Dimissioni immediate del presidente dell’Agcom, Marcello Cardani e procedimento disciplinare contro gli autori materiali delle direttive dell’Autorità che mirano a bloccare il divieto di pubblicità ai giochi. A chiederlo il Codacons, a seguito delle linee guida varate dall’Autorità per le comunicazione e che annullano del tutto i passi fatti nella lotta alla ludopatia.

“Dopo l’esposto presentato nei giorni scorsi contro l’Agcom per istigazione al gioco d’azzardo crediamo che ora il presidente Cardani debba dimettersi – spiega il presidente Carlo Rienzi – La presa di posizione dell’Autorità in fatto di giochi è un intervento a gamba tesa contro il Parlamento e a favore della lobby dell’azzardo, e rischia di avere ricadute economiche enormi per il paese, considerati i costi sociali della ludopatia in Italia”.

Il Codacons chiede inoltre alla Presidenza del Consiglio di avviare un procedimento disciplinare contro gli autori materiali delle direttive dell’Agcom che mirano a bloccare il divieto di pubblicità ai giochi, accertando se il loro comportamento abbia violato le normative vigenti e possa essere sanzionato.

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Diamanti: 120 mila euro di rimborso integrale per tre risparmiatori

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Hanno ottenuto rispettivamente 91.000,00 €,  19.584,00 € ed € 7.326,00 senza dover affrontare un percorso giudiziario lungo e, come spesso accade, incerto. 

Consumatori Attivi prosegue la sua battaglia per l’integrale ristoro di quei risparmiatori che sono stati indotti ad acquistare diamanti da investimento, commercializzati da IDB s.p.a. e Diamond Private Investment s.p.a., oggi in fallimento, per il tramite degli sportelli bancari di Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM e Banca Aletti.

Abbiamo già ottenuto per i nostri assistiti soddisfazione integrale in relazione a diverse posizioni di acquisto di diamanti da investimento attraverso le Banche. Lo abbiamo ribadito più volte: o il rimborso è integrale o andremo avanti. Si da atto come Intesa Sanpaolo, Unicredit e, da ultimo, MPS stiano liquidando ai risparmiatori traditi l’intero prezzo pagato per l’acquisto a suo tempo dei diamanti a fronte della restituzione delle pietre all’istituto. E’ questo ad esempio, tra tanti, il caso di tre nostri associati che hanno ottenuto rispettivamente 91.000,00 €,  19.584,00 € ed € 7.326,00 senza dover affrontare un percorso giudiziario lungo e, come spesso accade, incerto. 

Riepilogando i passaggi fondamentali di questa ennesima vicenda di risparmio tradito, si ricorda come le società di cui sopra abbiano per anni (soprattutto fra il 2011 e il 2016) commercializzato  diamanti da investimento per il tramite di varie Banche del territorio.

In particolare, presso gli sportelli bancari, i funzionari, avvicinando i clienti più storici e fidati (in genere piccoli risparmiatori, spesso pensionati o padri/madri di famiglia, del tutto privi di competenze in materia bancaria e finanziaria), consigliavano loro di impiegare parte dei propri risparmi nell’acquisto di diamanti da investimento. Si trattava, infatti, a loro dire, di un investimento sicuro e prontamente liquidabile, avendo per oggetto un “bene rifugio” migliore dell’oro e di grande valore.

In particolare, per invogliare i consumatori a procedere con l’acquisto, i funzionari evidenziavano come la liquidazione sarebbe avvenuta in base ai valori in costante ascesa pubblicati periodicamente su quotidiani economici come il Sole24Ore e MilanoFinanza, nonostante si trattasse in realtà di prospetti elaborati ad hoc dalle stesse società venditrici. Ovviamente in un momento in cui la sfiducia verso i mercati finanziari è ai massimi livelli a causa degli scandali che negli anni hanno lacerato l’affidabilità, quale miglior investimento di un diamante che notoriamente “è per sempre”?! Così clienti dal bassissimo profilo di rischio, motivati da sempre alla conservazione dei propri risparmi per poter far fronte alla spese della propria vita e di quella dei propri familiari, veniva spinta a disinvestire le somme impiegate in titoli di stato o fondi a basso rischio per acquistare diamanti.

La bolla scoppiava così nell’ottobre del 2016, quando l’inchiesta condotta da Report rivelava come i diamanti commercializzati da IDB s.p.a. e DPI s.p.a. avessero un valore nettamente inferiore rispetto al prezzo pagato, determinando la vanificazione di ogni finalità di investimento e prudente conservazione del risparmio perseguita dagli ignari risparmiatori.

A seguito della pronuncia dell’Antitrust del settembre 2017, confermata in appello dal Tar Lazio, le responsabilità non solo delle società, ma anche e soprattutto degli Istituti di credito, in relazione alla fornitura ai consumatori di informazioni ingannevoli e decettive, emergeva in tutta la sua gravità, giustificando le richieste avanzate dalla nostra associazione di integrale ristoro delle posizioni coinvolte.

Anche la Procura di Milano ha avviato nel gennaio 2019 una vasta indagine penale nei confronti di Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM e Banca Aletti, nonché di IDB s.p.a. e DPI s.p.a, portando al sequestro di oltre 70 milioni di euro. Alla luce di un tanto, Consumatori Attivi ha prestato assistenza ai cittadini risparmiatori per sporgere denuncia e chiedere così alle competente autorità l’accertamento anche penale dei fatti occorsi.

I ristori conseguiti dalla maggior parte dei risparmiatori da noi seguiti confermano quanto da mesi continuiamo ad affermare, ovvero che le Banche non potranno sottrarsi alle evidenti responsabilità che hanno nei confronti dei loro clienti, la cui fiducia è stata irrimediabilmente tradita.

Nonostante, però, la soddisfazione per il capitolare di alcuni degli Istituti (Intesa San Paolo, Unicredit e di recente anche Monte dei Paschi di Siena), rimane da vincere la battaglia contro Banco BPM e Banca Aletti, che ostinatamente continuano – nonostante le roboanti promesse di integrale indennizzo pubblicate anche di recente sulla stampa – a rimanere sordi rispetto alle legittime richieste di rimborso, proponendo, tutt’al più, risarcimenti solo parziali e comunque del tutto incongrui, e tutto ciò nonostante il Tribunale di Verona, di recente, abbia riconosciuto la responsabilità di Banco BPM per le condotte realizzate nei confronti di un ignara risparmiatrice nella vicenda dei diamanti da investimento, condannandola a risarcirle quanto versato per l’acquisto dei preziosi, detratto il reale – ed esiguo – valore degli stessi.

Alla luce di un tanto, Consumatori Attivi sta ponendo in essere tutte le iniziative necessarie per la definizione con il ristoro integrale delle posizioni coinvolte ed è pronta a costituirsi parte civile nel processo penale che si radicherà contro i responsabili, valutando, caso per caso, anche l’opportunità di procedere giudizialmente nei confronti di quegli istituti che non procedessero volontariamente al ristoro dei nostri associati.

Infine, Consumatori Attivi resta a disposizione di tutti i risparmiatori per fornire assistenza. Per informazioni seguiteci sui social e comunque contattateci al numero 0432 1721212, 3473092244 oppure scrivete a info@consumatoriattivi.it. Personale competente saprà aiutarvi!

Comunicato Stampa Consumatori Attivi

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Mutui prima casa, è ufficiale: il Fondo Consap è stato rifinanziato. Al via le domande

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L’avevamo già anticipato lo scorso 2 aprile, a seguito dell’annuncio fatto dal ministro Luigi Di Maio, ma ora è ufficiale. Il Fondo di garanzia gestito dalla Consap per l’acquisto della prima casa è stato rifinanziato. Il provvedimento è stato inserito nel Decreto Legge Crescita pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 aprile.

È quindi ora possibile presentare la domanda per chiedere la garanzia del 50% per un mutuo di massimo 250mila euro per l’acquisto della prima casa, non di lusso, anche con interventi di ristrutturazione purché tesi all’aumento dell’efficienza energetica.

La garanzia può essere chiesta da tutti senza limite di reddito e di età, a patto di non essere proprietari di altri immobili, fatta eccezione per quelli ricevuti a seguito di successione o concessi a titolo gratuito a genitori o fratelli.

Attualmente sono 180 gli sportelli bancari presso i quali è possibile consegnare la domanda.

Per scaricare il modulo di richiesta al Fondo Consap, clicca qui

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