Il boom dei Compro Oro è finito. Nell’ultimo ha chiuso il 60% dei locali, a causa sia del ribasso delle quotazioni dell’oro ma, soprattutto, dell’esaurimento da parte delle famiglie dei beni da scambiare in denaro.
“Le famiglie hanno smesso di rivolgersi ai Compro Oro, ormai non c’è più niente da dare via, anche le ultime risorse extra per far quadrare i conti sono terminate – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – è per questo, oltre che per il ribasso del valore dell’oro, che ha chiuso il 60% dei locali Compro Oro in un anno, dopo il boom degli ultimi cinque anni.

E’ anche un segno che i consumatori hanno imparato a non rivolgersi più a questa tipologia di attività, dato che le truffe sono spesso dietro l’angolo. Se c’è la necessità, crediamo sia preferibile rivolgersi ai banchi dei pegni, più affidabili, legati al circuito bancario e in grado di calmierare il crescere dei compro oro. I banchi negli ultimi 10 anni hanno visto incrementato, in media, del 7% il numero dei clienti. La maggior parte degli oggetti impegnati sono gioielli e orologi, spesso d’epoca e di famiglia, con un valore massimo di circa 25-30 mila euro. Di questi, circa il 5-6% non viene riscattato e finisce all’asta pubblica. Se tempo addietro il ricorso al monte dei pegni era visto come ultima spiaggia, oggi viene considerato come un’alternativa al credito al consumo, con la formazione di una clientela abituale che si rivolge al banco per superare la crisi economica che stiamo affrontando.”

Per l’Adoc la crisi dei Compro Oro è anche un ulteriore segno che è necessario intervenire subito a sostegno delle famiglie. “Crediamo sia urgentissimo intervenire a sostegno delle famiglie, prevedendo forti detrazioni e defiscalizzazioni, in modo da incentivare i consumi, il risparmio e gli investimenti – continua Santini – Le famiglie sono veramente allo stremo, senza futuro e con un presente pieno di problemi. Come sottolineato anche dall’indagine Svimez, i consumi sono crollati del 13% in cinque anni, il 40% delle famiglie al Sud sono in condizioni di povertà, non si fanno più figli.