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Condizionatore, tenerlo acceso ci costa 4 Euro al giorno

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Combattere l’afa costa caro agli italiani. Tenere acceso il condizionatore 12 ore al giorno costa circa 3 euro, utilizzarlo per tutta l’estate comporta una spesa di oltre 160 euro, secondo un’indagine dell’Adoc.

“Sfuggire al caldo torrido costa in media 4 euro al giorno, tenendo acceso il condizionatore per 12 ore – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – un uso intensivo per tutta l’estate comporta quindi un aggravio sulla bolletta energetica di circa 240 euro. In questo senso, per risparmiare energia e ottenere un conto meno salato in bolletta, l’Adoc ha diffuso un vademecum di consigli su come utilizzare al meglio il condizionatore.”

L’Adoc rinnova inoltre l’invito ai centri commerciali di continuare la loro azione sociale, accogliendo gli anziani e i soggetti più deboli, permettendo loro di passare le ore più calde della giornata al fresco.

Di seguito l’Adoc diffonde il vademecum per il risparmio energetico del condizionatore,  per l’acquisto dello stesso e il decalogo di consigli per limitare l’effetto del disagio, una guida utile soprattutto per anziani e bambini.

VADEMECUM RISPARMIO ENERGETICO

1) Usare il condizionatore solo nei casi di effettiva necessità e solo nelle ore più calde della giornata.
2) Installare il condizionatore in modo che l’aria circoli liberamente davanti alle prese di entrata e d’uscita.
3) Collocare l’apparecchio in una posizione non soleggiata. Un condizionatore esposto direttamente al sole consuma il 5% in più di energia di quello collocato in una posizione d’ombra.
4) Accertarsi che porte esterne e finestre siano ben chiuse, in modo che il fresco rimanga dentro la casa.
5) Schermare, ove possibile, i vetri con parasole o pellicole antisole. I doppi vetri rendono più efficace il climatizzatore e fanno risparmiare in consumo di energia.
6) Garantire un corretto smaltimento dell’acqua di condensa.
7) Regolare il termostato non al massimo ma in modo da mantenere tra interno ed esterno una modesta differenza di temperatura (non più di 6 gradi).
8) Utilizzare la funzione Deumidificazione. Eliminando l’umidità è possibile ottenere il benessere senza raffreddare pesantemente l’ambiente.
9) Controllare che i filtri siano sempre puliti. Filtri sporchi, infatti producono un maggior dispendio di energia.

10) Isolare l’ambiente climatizzato rispetto agli altri locali non climatizzati.
11) Evitare di usare elettrodomestici che producono calore, quali forno e lavastoviglie, durante le ore più calde. 

DECALOGO DI CONSIGLI PER LIMITARE IL DISAGIO DEL CALDO

  • Bere molta acqua a temperatura non troppo bassa. Gli anziani devono prestare molta attenzione, dato che lo stimolo della sete spesso diminuisce con l´età avanzata.
  • Mangiare molta frutta e verdura; è preferibile mangiare pasta e carboidrati piuttosto che carne e formaggi fermentati. Fare attenzione alla conservazione degli stessi 
  • Evitare di uscire tra le 11 e le 17 sono le ore più calde della giornata
  • Vestirsi con abiti leggeri, chiari, non aderenti, di cotone, lino o comunque fibre naturali.
  • Usare tende o chiudere le imposte nelle ore più calde e limitare l´uso del forno e dei fornelli.
  • Evitare il flusso diretto di ventilatori o condizionatori e le correnti d´aria. 
  • Fare bagni o docce con acqua tiepida.
  • Se la casa è rinfrescata con i climatizzatori, è importante pulirne i filtri periodicamente e regolare la temperatura a 25-27 ºC,. E’ importante che la temperatura all’interno della casa non sia troppo più bassa rispetto a quella esterna, in modo da evitare bruschi sbalzi di temperatura.
  • Non sostare in automobili ferme al sole
  • Evitare esercizi fisici all’aperto o in luoghi non condizionati limitando le attività all’aria aperta alle ore mattutine e serali.

VADEMECUM PER L’ACQUISTO DI UN CONDIZIONATORE

  • L’Adoc ha preparato un decalogo per tutti coloro che si apprestano ad affrontare la spesa d’acquisto per un condizionatore, chiedendo di porre attenzione in particolare ai seguenti punti:
  • Per il futuro se si intende acquistare un condizionatore, è preferibile farlo durante l’inverno: si avrà a disposizione una maggiore scelta che ci permetterà di acquistare il modello realmente adatto alle nostre esigenze oltre ad essere pronti ad affrontare i primi caldi, anche se fuori stagione.
  • Ove possibile preferire i cosiddetti modelli “Split”: a parità di freddo ceduto all’ambiente, consumano di meno. Cercare anche di acquistare modelli dotati di alimentazione ad “inverter”: nel funzionamento a potenza ridotta (la più comune) consumano anche il 30% in meno.
  • Sui manuali in dotazione all’apparecchio dovrebbe sempre venire indicato il coefficiente di rendimento (Cop): più questo valore è elevato, più l’impianto è economico. Fare inoltre attenzione a che il condizionatore che stiamo acquistando, utilizzi gas refrigeranti ecocompatibili, così da non nuocere all’ambiente.
  • Il buon funzionamento del condizionatore dipende sia dalla qualità della macchina, sia da una perfetta installazione, lavoro “a regola d’arte” che si ottiene solo rivolgendosi a un tecnico di serietà ed esperienza. La prima regola è quella di verificare che colui che effettua l’installazione sia un operatore qualificato. Verificarlo è facile, basta chiedere in visione un certificato della Camera di Commercio della ditta nel quale deve essere riportata la dicitura ‘Abilitato per la lettera A e C ai sensi della Legge 46/90’.
  • Verificate la presenza dei marchi di sicurezza che attestano la rispondenza dell’apparecchio alle norme nazionali ed europee. La legge obbliga i produttori a esporre su ogni apparecchio una targhetta in cui devono essere chiaramente indicati: nome e marchio della casa produttrice; nome e numero del modello; consumo energetico espresso in KW/anno; decibel di rumorosità; simbolo CE (non rappresenta un marchio di qualità vero e proprio, ma indica che il prodotto soddisfa gli obblighi legislativi della Comunità europea. Bisogna, però, fare attenzione: i “soliti ignoti” importano macchine di bassa qualità dove CE vuol significare China Export (almeno secondo loro); marchi di sicurezza, diversi per ogni nazione.

L’IMQ, per esempio, garantisce che l’apparecchio è stato realizzato in conformità alle norme di sicurezza e viene conferita da enti controllori. Il marchio EI (etichetta informativa) garantisce che i dati contenuti nella confezione e peculiari al prodotto sono veritieri. Il marchio Eurovent garantisce la veridicità e la certificazione dei dati forniti dal produttore.

Più certificazioni di qualità ha la macchina e l’azienda che scegliete (ISO9001, ISO14001, ecc…), più tendenzialmente costa, ma maggiori sono le garanzie per chi acquista;

Un consiglio di carattere generale ma che è sempre utili seguire: scegliete sempre apparecchi che garantiscano un buon rapporto qualità/prezzo, non sempre maggior costo vuol dire migliore qualità, ma risparmiare all’osso é sempre controproducente;

Assicuratevi che nel prezzo finale non ci siano sorprese e cioè chiedete il prezzo comprensivo di installazione e IVA.

Chiedete chi garantirà l’eventuale assistenza tecnica e preferite marche e professionisti che vi assicurino questo servizio. Magari non subito, ma in seguito trovare un pezzo di ricambio e chi viene a sostituirlo sarà molto importante.

Effettuate periodicamente la pulizia dei filtri, ne va della vostra salute!

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Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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