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Confconsumatori, privatizzare rete ferroviaria è rischioso per i consumatori

La dismissione della rete elettrica FS può incidere negativamente sull’utenza: Confconsumatori chiede un confronto con le Istituzioni

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Parma, 5 febbraio 2015 – Mentre questa mattina al Ministero dell’Economia i tecnici del Mef incontravano gli advisor individuati per la privatizzazione delle Ferrovie dello Stato, Confconsumatori ha scritto una lettera a tutte le Istituzioni coinvolte nell’operazione della cessione della rete elettrica delle FSI, esprimendo preoccupazione circa la ricaduta che tali decisioni potrebbero avere sui consumatori

Nella lettera, firmata dalla presidente di Confconsumatori Mara Colla, l’associazione esprime «Viva preoccupazione che la dismissione della proprietà della rete elettrica servente i trasporti ferroviari possa incidere negativamente sull’utenza, in particolare in relazione ai livelli tariffari, sia dei servizi di trasporto sia del costo dell’energia». Tra i destinatari della lettera ci sono il Presidente Matteo Renzi, i Ministri Pier Carlo Padoan e Maurizio Lupi, il Presidente di Agcm Giovanni Pitruzzella, il Presidente dell’Aeegsi Guido Bortoni e il Presidente dell’Art Andrea Camanzi.

«Poiché si tratta di beni già facenti parte del demanio ferroviario, – continua la missiva – a suo tempo trasferito alle FS con un chiaro vincolo di destinazione, riferito anche agli utili netti della gestione (art. 15 Legge 17 maggio 1985 n. 210), vincolo sempre ribadito anche dalla successiva giurisprudenza civile ed amministrativa, riteniamo necessario che oltre al procedimento avviato dall’Aeegsi (di cui alla Del. 22 gennaio 2015) sia anche intrapreso un percorso di approfondimento dei vincoli giuridici ed economici che connotano tutta la rete ed i servizi ferroviari in termini di interesse pubblico.

Indispensabile appare di conseguenza il confronto, fin da subito e non a cose fatte, con le associazioni dei consumatori e con tutte le Autorità a vario titolo necessariamente interessate a questa complessa e significativa questione».

In base alla nuova legge di Stabilità, infatti, Terna, gestore della rete di trasmissione nazionale, potrà acquistare le linee elettriche delle Ferrovie dello Stato, un network elettrico a media e alta tensione che corre lungo i binari per circa 9 mila km e valutata 1 miliardo dall’AD di FS Michele Elia. Il rischio, però, è che Terna trasferisca parte del costo ai consumatori nella bolletta della luce, quando, invece, gli italiani hanno già pagato la rete attraverso le tasse.

LA PARTITA DELLE PRIVATIZZAZIONI – La cessione delle linee elettriche è solo il primo step di un complesso percorso mirato a fare entrare i privati nel gruppo FS. Nei giorni scorsi la task force alla guida dell’operazione ha annunciato gli advisor scelti dal Tesoro per affiancarsi nel processo di privatizzazione.

Se per il Governo la partita delle privatizzazioni di Enel, Poste e Ferrovie sarà «Vantaggiosa per le Aziende e per abbattere il debito pubblico», per Confconsumatori l’attenzione dovrà restare puntata sul servizio garantito al consumatore: l’efficienza del servizio, il mantenimento dei collegamenti locali a bassa velocità e, soprattutto, nessun costo aggiuntivo.

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MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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