L’82,6% di coloro che vorrebbero la connessione internet in fibra ottica si deve accontentare invece di velocità che non superano i 20 Mbps.

Per le piccole e micro imprese spesso, alle difficoltà legate al periodo di crisi, si aggiungono anche quelle relative alla connessione internet che non è sufficientemente veloce. Questo perché in Italia ad oggi solo l’11,3% dei lavoratori titolari di partita Iva può accedere ad una connessione internet veloce tramite le offerte delle maggiori compagnie di telefonia.

A rilevarlo è stato l’Osservatorio SuperMoney, unico portale accreditato Agcome, sottolineando come il basso numero di contratti business sottoscritti dai titolari di partita Iva, per internet in fibra ottica a 100 Mbps, non sia dovuto principalmente ai costi, ma alla scarsa diffusione ad oggi di tale servizio di connessione internet e voce sul territorio nazionale.

Ecco perché per molti professionisti e piccoli imprenditori fare business diventa in tutto e per tutto un’impresa, specie se si opera in zone dell’Italia dove sussiste ancora un divario ed un handicap strutturale che incide negativamente sulla crescita del Paese.

L’Osservatorio SuperMoney, nell’analizzare un campione di ben diecimila richieste di confronto giunte attraverso il sito tra gennaio e ottobre 2013, ha rilevato che l’82,6% di coloro che vorrebbero internet in fibra ottica si deve accontentare di velocità che non superano i 20 Mbps, fatta eccezione per città come Milano dove gli operatori di telefonia fissa hanno realizzato investimenti per portare la banda a 100 Mega.

Secondo quanto dichiarato dall’Amministratore Delegato di SuperMoney, Andrea Manfredi, tra cloud, e-commerce e digitalizzazione il modo di fare impresa rispetto al passato è cambiato, ragion per cui non si può pensare al rilancio dell’attività delle imprese italiane senza che si possa quantomeno avere un’infrastruttura tecnologica adeguata e necessaria per poter lavorare ed essere competitivi sul mercato.

fonte: supermoney.eu