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Consumatori digitali: gli italiani conoscono poco i propri diritti

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Solo 1% dei cittadini ha consapevolezza dei tempi per comunicare alla banca pagamenti non autorizzati o inesatti, mentre il 4% quelli per richiedere un rimborso in caso di acquisto difettoso

 

Tutti i dati dell’indagine condotta da YouTrend per conto di C4DiP – Consumers For Digital Payments

Roma, 8 settembre 2018 – I consumatori digitali conoscono poco i propri diritti. È questo il dato che emerge da un’indagine condotta da YouTrend per conto di C4DiP. Se, infatti, da un lato l’ecommerce cresce del 16% nel 2018 e l’utilizzo della moneta elettronica negli ultimi anni ha visto un’accelerazione considerevole (i pagamenti con carta in Italia sono cresciuti di oltre il 10%), è ancora lunga la strada da percorrere per aiutare i cittadini ad avere maggiore consapevolezza riguardo ai pagamenti digitali, sia in merito ai vantaggi e alle possibilità che offrono sia in termini di tutele e garanzie per i consumatori.

Ne è la prova il fatto che soltanto l’1% dei cittadini sa di avere 13 mesi di tempo per comunicare alla propria banca un pagamento inesatto o non autorizzato, nonostante più del 60% degli intervistati sappia, ad esempio, di avere il diritto a pagare con carta anche importi molto bassi e circa il 40% sia a conoscenza della possibilità di venire rimborsato in caso di utilizzo fraudolento della propria carta.

“Abbiamo voluto fondare la Coalizione C4DiP proprio per informare i cittadini dei vantaggi e della sicurezza legati ai pagamenti digitali e dei diritti che spettano ai consumatori – Commenta Francesco Luongo, presidente della coalizione – La mancata conoscenza dei tempi di richiesta di rimborso per pagamenti non autorizzati, ad esempio, oppure della possibilità di farsi rimborsare in caso di frodi, rappresenta un deterrente alla diffusione e all’utilizzo dei pagamenti elettronici”.

Secondo i risultati emersi dal sondaggio, circa il 15% degli intervistati utilizza quasi tutti i giorni carte o applicazioni digitali di pagamento, mentre coloro che li usano almeno una volta a settimana sono il 30%. Dal punto di vista della sicurezza, ci sono ancora molti passi in avanti da fare: solo il 42% del campione ha salvato sul proprio cellulare il numero per denunciare il furto o lo smarrimento della carta di pagamento e solo il 40% degli intervistati è cosciente del fatto che sarà rimborsato completamente delle spese effettuate dopo la denuncia.

Parlando di acquisti online, invece, la conoscenza dei cittadini è molto limitata: solo il 22% sa di avere 14 giorni di tempo per cambiare idea sull’acquisto effettuato, mentre circa il 33% è consapevole di avere diritto a rimborso e annullamento dell’acquisto in caso di ritardo sulla consegna a partire da un mese dopo l’avvenuto pagamento. Solo il 4% del campione sa di poter richiedere un rimborso entro due mesi se il prodotto comprato non è conforme alle caratteristiche dichiarate o è difettoso. In tema di pagamenti all’estero con valute diverse dall’euro, il 28% è consapevole della maggior convenienza di un pagamento con carta anziché di un prelievo da sportello locale.

“Quest’indagine – conclude Luongo – è la prima di una serie di iniziative che la Coalizione ha predisposto per sensibilizzare i cittadini in tema di pagamenti digitali. Il nostro obiettivo è che sempre più persone conoscano gli enormi vantaggi che un acquisto con moneta elettronica può dare, sia in termini di sicurezza, comodità, possibilità di acquisto, sia a livello economico e sociale. Non dimentichiamo, inoltre, che la tracciabilità dei pagamenti garantita dai sistemi di e-payment è la soluzione più semplice per contrastare l’economia sommersa”.

 

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Mobile App: il caso dell’App Eni Gas & Luce mette in evidenza le criticità relative alla tutela dei dati personali

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Sono necessarie regole più stringenti e una corretta informazione agli utenti sui diversi sistemi di acquisizione.

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Eni Gas & Luce a quanto riportato dai giornali con riferimento alla segnalazione avanzata dalla Federconsumatori sui sistemi di accesso alla loro applicazione per smartphone e tablet.

Già in sede di riscontro alla diffida che la nostra Associazione ha inviato alla Società, la stessa negando ogni tipo di responsabilità, sottolineava che “il sistema operativo denominato Android, sviluppato da Google per numerosi dispositivi mobili, presenta alcuni vincoli di ordine tecnico non escludibili e, quindi, inderogabili da parte degli sviluppatori di applicazioni che funzionano su tale sistema. Tra questi vincoli è ricompresa la necessità di consentire ad Android – imposizione di ordine puramente tecnico – di accedere ai contenuti multimediali e file direttamente sul dispositivo dell’utilizzatore […]”.

Ci preme ribadire che la nostra è una battaglia contro un sistema, assai diffuso, di acquisizione dei dati che vìola in modo palese i diritti di riservatezza degli utenti.

Accogliamo, pertanto, con estremo favore e seguiremo in modo dettagliato l’iter decisionale stabilito dal Garante della Privacy che ha chiesto a Google di fornire entro 15 giorni dalla comunicazione osservazioni e chiarimenti sulla vicenda.

Alla luce degli accadimenti sopra evidenziati, la Federconsumatori ha avviato un monitoraggio dei sistemi (tra cui spiccano le applicazioni scaricabili per i dispositivi mobili) che non solo richiedono in modo totalmente arbitrario l’accesso ai dati personali e sensibili (tra cui ad esempio il codice IBAN, gli stili di vita assunti, etc.) degli utenti che usufruiscono dei servizi delle piattaforme interessate, ma che cedono tali informazioni a società terze non meglio definite (quali ad esempio società assicurative).

È opportuno rilevare e contrastare con adeguati strumenti e con il supporto del Garante per la protezione dei dati personali tutte le criticità collegate a tali sistemi.

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Antitrust apre istruttoria contro GOOGLE su segnalazione di ENEL X

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Nella riunione dell’8 maggio 2019 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti di Alphabet Inc., Google LLC e Google Italy S.r.l. (nel complesso indicate come Google) per accertare un presunto abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 del TFUE. 

Ieri i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni in alcune sedi delle società interessate con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. 

Google, tramite il sistema operativo Android, detiene una posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi per smart device ed avrebbe rifiutato di integrare nell’ambiente Android Auto la app “Enel X Recharge”, sviluppata da Enel per fornire agli utenti finali informazioni e servizi per la ricarica delle batterie delle auto elettriche. 

Android Auto consente ai possessori di smartphone Android di utilizzare in maniera facile e sicura alcune app e funzionalità del telefonino quando sono alla guida di un veicolo. Pertanto, l’esclusione della app Enel X Recharge da Android Auto riduce la fruibilità di tale app da parte degli utenti e limita le possibilità di questi ultimi di usare le utilità della app, tra cui la prenotazione delle colonnine di ricarica. 

L’interesse di Google sembrerebbe quello di difendere e rafforzare il modello di business della propria app Google Maps, che offre una vasta gamma di servizi agli utenti finali, tra cui anche informazioni sulla localizzazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche e indicazioni su come raggiungerle. Google Maps rappresenta altresì un punto di accesso agli utenti finali nonché al flusso di dati generato dalle attività degli stessi. 

Il procedimento si concluderà entro il 30 maggio 2020. 

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La lotta alla ludopatia approda a Genova. #nonfaredellatuavitaungioco

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Sabato 18 maggio 2019 dalle ore 15.00 alle 20.00

Il Tour di “Non Fare della Tua Vita un Gioco” fa tappa a

GENOVA in Piazza Giacomo Matteotti

15 maggio 2019 – Dopo le tappe di Roma, Milano, Cagliari prosegue il tour itinerante di “Non Fare della Tua Vita un Gioco”, il progetto coordinato da Adiconsum e cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MPLS), realizzato in collaborazione con altre associazioni dei consumatori .

Il Tour propone attività di informazione e di sensibilizzazione per i cittadini, sulla prevenzione del Gioco d’Azzardo patologico, e  girerà l’Italia con un divertente percorso ludico-esperienziale che consiste in una serie di prove di logica e di abilità, stimolando nei partecipanti riflessioni sul gioco consapevole e moderato.

Lo stand ospiterà anche gli atleti e i campioni sportivi, accompagnati da Ingrid Van Marle, campionessa olimpica di pattinaggio nonché Presidente di Amova Liguria(Associazione Medaglie d’Oro al Valore Olimpico) e da Kevin Albonetti, Presidente Sezione Giovani di Genova di A.N.A.O.A.I. (Associazione Nazionale Atleti Olimpici Azzurri d’Italia).
 Agli atleti e ai campioni presenti i ragazzi potranno porre domande, chiedere autografi e scattare selfie.
Ti aspettiamo
SABATO 18 MAGGIO 2019 DALLE ORE 15.00 ALLE ORE 20.00
PIAZZA GIACOMO MATTEOTTI a GENOVA

con i giochi di logica e abilità e con gli atleti e i campioni sportivi.

Non mancare all’appuntamento.
Vieni a scoprire come giocare consapevolmente e  responsabilmente.
Ringraziamo per la collaborazione il Comune di Genova nelle persone di Matteo Campora (Responsabile Rapporti con le Associazioni Consumatori); Paola Bordilli (Assessore alle Attività produttive e al Commercio; Stefano Anzalone (Delegato alle Attività sportive).

#nonfaredellatuavitaungioco

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