Odiate, amate, disprezzate e molto citate(sopratutto dalla stampa), scoppia il bubbone associazioni consumatori.

Il sindacato bianco, la casta editrice, il partito dei consumatori, quello che nei paesi più avanzati sono il baluardo dei consumi e dei diritti, in Italia sono diventate oggetto di critica, forse anche per i loro strettissimi rapporti con quelli che dovrebbero tenere sotto controllo.

Spesso si è arrivati a contestare anche i dati dei loro osservatori, che quotidianamente lanciano cifre sulla crisi e sui consumi. Alcuni hanno contestato i numeri, dicendo che sono falsi o non statisticamente rilevanti.
Fatto sta che sono successi anche casi in cui, alcune, prendessero legittimamente soldi dalle case farmaceutiche
Altre si dice che siano nelle mani della politica.

Che in Italia vi siamo i consumatori è scontato, ma che vi siano anche soggetti che – ob torto collo – li difendano, nonostante spesso la stampa li chiami “consumatori”, a questo punto dobbiamo dubitarlo?
È ovvio che non tutte fan così! Molte fanno salti mortali per difendere cittadini mettendoli al centro(sopratutto le ignare delegazioni territoriali), in un Paese dove la Class Action pare che il legislatore l’abbia pensata per tutelare chi potrebbe subirla, non chi la fa. Oppure un Paese dove ti possono attivare un utenza elettrica senza che tu nemmeno te ne accorga o dove basta andare in banca per farsi applicare interessi usurai, o dove se provi a far valere la garanzia di conformità perché il bene venduto è tarocco, ti prendono per truffatore.

Negli ultimi anni, il Corriere della Sera, con ripetuti articoli, ha portato all’attenzione pubblica il tema dell’indipendenza delle Associazioni consumatori italiane
Poi si è parlato dei controlli, come scarsi o insufficienti.
Anche un giornale tematico specializzato si è occupato della questione, ma per la sola parte economica.

Il tema è sempre lo stesso: sono troppe o poche, se soldi pubblici o da sanzioni, se sono rappresentative o meno.
Anche qualche associazione esterna al CNCU sta cavalcando la battaglia, la prima fù l’ADUC (da sempre oppositrice al CNCU).
Pochi giorni fa invece , attraverso un Senatore della Lega , la questione del doppio tesseramento(sindacato-associazione) è giunta all’attenzione del parlamento.
Tutto è partito da un cittadino che denunciava l’arrivo a casa della tessera senza che nessuno l’avesse chiesta.
Ovviamente posizione subito chiarita.

E visto che piove sempre sul bagnato, pare che una noto programma di cronaca e approfondimento della terza rete, stia preparando una puntata integrale sulle Associazioni consumatori, dal tono non proprio di sostegno.

Adesso, senza entrare troppo nella discussione politica, e dopo l’approvazione da parte del ministero del nuovo regolamento, che pare addirittura sanare la doppia iscrizione, agevolando di fatto il modello sindacale, come gestirà il ministro Zanonato la patata Bollente?
Ai consumatori l’ardua sentenza.
Di certo occorre urgentemente rivedere il consumerismo italiano. Sì, ma come?(Cit.I.v.)
Lg