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Consumatori in fuga da chi? Il 3° rapporto “I-Com and Partners” sul consumerismo italiano

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Studio I-Com sui consumatori e sulle associazioni.

Non è tutt’oro quello che luccica. Lo studio I-Com, realizzato con la sponsorizzazione di  Agos Ducato, Autostrade per l’Italia, Enel, E.ON, MasterCard, SKY e Vodafone.

Due anni fa premiarono un’azienda energetica, la GDF Suez, per il miglior rapporto con i consumatori, ma nessuna associazione aveva mai avuto rapporto con GDF Suez. Oppure, l’anno scorso diedero i numeri sui siti internet delle associazioni, dovendo ritrattare perché tutti completamente sbagliati. Quest’anno il delirio.

Insomma 3 su 3, un disastro. Forse è meglio cambiare strada come dice Carlo Rienzi.

Prendi un questionario con una 20ina di domande e fallo compilare alle AdC. Prendi un po’ di dati in giro (prevalentemente da internet), metti in lustro questo o quell’esponente di qualche Autorità, fai la classifichetta di chi fa più sanzioni, o di quanti iscritti ci sono (quanti veri?), riunisci intorno a un tavolo settoriale (vecchia cosa e un po’ mia invenzione), fatti sponsorizzare da 7/8 aziende ed  hai una ricerca. Questa la fotografia del Consumerismo italiano secondo l’istituto di Stefano Da Empoli, ex Liberale della Fondazione Einaudi

Questo in sintesi lo “studio” I-Com, una via di mezzo tra istituto di ricerca “semi indipendente” e un jolly che prova a fare lobby sul consumo.

Ma chi è I-Com? Un po’ una Consumer’S Forum, ma più organizzata e senza associazioni consumatori dentro, solo aziende. I soci sono prevalentemente aziende energetiche, farmaceutiche, telefoniche e di servizi. Tra i maggiori spiccano le aziende farmaceutiche, tra cui anche la Novartis, l’azienda che ha appena preso la sanzione di 180MLN di € dall’Antitrust perché faceva cartello sui farmaci Avastin e Lucentis. Oppure le tante aziende come Acea, Enel o le federazioni come Federutility, che stanno con un piede da tutte le parti persino nelle Authority e che allietano le giornate di tutti noi consumatori.

Ieri, in barba alla correttezza e pensando di fare scalpore, è stato anticipato su italiaoggi.it un pezzo della ricerca che annunciava la fuga degli iscritti dalle associazioni. Gli addetti al settore non sono sobbalzati dalla sedia, soprattutto grazie al fatto che con il nuovo regolamento si sapeva da tempo che sarebbero saltati gli altarini di alcune che dichiaravano decine di migliaia, ma erano morti senza saperlo, o altre che facevano la doppia tessera.

Negli ultimi tempi ci hanno comunque provato un po’ tutti a smantellare il settore tutela consumatori, prima perché dicevano che sono troppe (sono 19 quelle nazionali), in Francia sono 18, in Inghilterra 12, in Spagna 11 e nella civilissima Germania  41. Poi perché dicevano che sono un carrozzone pagato con fondi pubblici. Falso, perché sono l’unico caso al mondo in cui vengono pagate con i fondi delle sanzioni fatte dalle authority nei confronti delle aziende. Quindi sono l’unico caso di organizzazioni istituzionali Italiane che godono di finanziamento autonomo.

Insomma, più di qualcuno vuole farle saltare e più di qualcuno vuol perdere il loro posto. Non sappiamo se è il caso I-Com. Fatto sta che alle aziende non piace avere delle associazioni indipendenti ed infatti fino ad oggi hanno spaccato il fronte facendo attività con alcune o con altre, ma sempre per le cose che vogliono loro (le aziende).

Che poì ci sia un problema di indipendenza: per alcune dal sindacato, per altre da finanziatori occulti e per altre ancora da professioni, questa è un’altra storia, ma in Italia il tema dell’indipendenza è sempre molto di parte. Basterebbe garantire stabilità economica a queste organizzazione per non avere conflitti o indipendenza a intermittenza.

I consumatori non sono in fuga dal consumerismo. E’ il consumerismo che non è mai riuscito a fugare ogni dubbio sulle Associazioni Consumatori, che comunque hanno un gradimento al 60% da parte degli italiani. Qualcuno rosica?

Il giudizio dell’evento, ma soprattutto sul settore, espresso da Carlo Rienzi e Ivano Giacomelli. 

httpv://youtu.be/9ry_KWwIHjw

httpv://youtu.be/lYFCBiVnH3Q

@doctorspinone

Clicca qui per leggere la replica di I-Com al presente articolo

il Comunicato i-Com

3° OSSERVATORIO I-COM SUI CONSUMATORI

SONDAGGIO I-COM SUGLI  ITALIANI E IL MONDO DEL CONSUMO: GDO E COMPAGNIE AEREE IN VETTA ALLA CLAFFICIA DELLA FIDUCIA, MALISSIMO BANCHE E ASSICURAZIONI; FRA LE AUTHORITY SVETTA IL GARANTE PRIVACY (BOCCIATE BANCA D’ITALIA, CONSOB E  IVASS), MENTRE DUE ITALIANI SU TRE SI FIDANO DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI; DIMINUISCONO LE SANZIONI ALLE IMPRESE (12,8 MILIONI DI EURO NEL 2013); INTERNET SI CONFERMA LA VERA SFIDA PER LA TUTELA DEI DIRITTI AL CONSUMO

In un convegno con i protagonisti delle istituzioni, delle associazioni e delle aziende, I-Com fotografa il rapporto consumatori – imprese – autorità

Roma, 15 aprile 2014 –  “FAST TRACK. L’innovazione al servizio dei consumatori”: questo il nome del Convegno con cui I-Com – Istituto per la Competitività – ha presentato oggi il Terzo Osservatorio sui Consumatori, realizzato in collaborazione con Agos Ducato, Autostrade per l’Italia, Enel, E.ON, MasterCard, Sky e Vodafone.

Hanno animato il dibattito, tra gli altri, personalità quali Antonio Catricalà, Guido Bortoni (AEEGSI), Antonio Nicita (AGCOM), oltre a rappresentanti autorevoli del mondo delle imprese e delle associazioni consumeristiche.

Sondaggio I-Com: il punto di vista degli italiani

In occasione del rapporto di quest’anno, I-Com ha condotto un sondaggio d’opinione su un campione rappresentativo di 1.020 italiani.

Grande distribuzione (73%), trasporto aereo (61%) ed energia elettrica (57,9%) sono i settori che riscuotono la maggiore fiducia presso  gli italiani, mentre in fondo alla classifica troviamo banche (30,4%) e assicurazioni (25,6%). Particolarmente basso è il livello di fiducia espresso dalla popolazione compresa nella fascia di età 18-34 anni.

Relativamente al grado di soddisfazione rispetto a contratti sottoscritti o cambiati nell’ultimo anno, i maggiori consensi vanno alla telefonia mobile (74%), a quella fissa (64,8%) e al gas (61,5%) (58,5%).

Tra le Autorità, al vertice della fiducia degli italiani,  il  Garante per la Privacy (che raccoglie il 54,7% dei consensi di chi esprime un giudizio), seguito dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (52,4%), dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (50,8%) e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (50,7%). Bocciate  l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (il 58,9% degli intervistati che danno una valutazione assegnano una fiducia minore di 6), Banca d’Italia (58,1% di sfiducia) e CONSOB (56,7% di giudizi negativi) ).

Dal sondaggio emerge il profilo di un consumatore particolarmente attivo: nel 2013, il 27,5%  ha sporto un reclamo scritto, con punte del 38,1% nella fascia di età 25-34 anni, del 39,3% tra i laureati e addirittura del 50,4% tra i lavoratori autonomi. Quasi il 50% si è servito di siti di comparazione dei prezzi prima di compiere una scelta di acquisto e il 12,9% si è rivolto, nell’ultimo anno, ad una associazione dei consumatori, che raccolgono la fiducia di 2 italiani su 3.

I siti aziendali (41,3%) e il forum di discussione (38%) rappresentano le piattaforme online più utilizzate per il reperimento di informazioni su prodotti o servizi, mentre ancora poco consolidato sembra essere l’uso dei social network come canale prevalente di scelta (11,6%).

Concentrando però l’analisi  sui profili aziendali Facebook e Twitter, si evince che il 38,4% li usa già come mezzo informativo e il 17% ha segnalato una criticità su un prodotto o servizio tramite un social network aziendale. In particolare, quest’ultima modalità di utilizzo risulta essere particolarmente efficace, poiché chi vi ha fatto ricorso sostiene di aver risolto il problema del tutto (48,8%) o in parte (45,3%).

Più tutele, meno sanzioni.

Nel 2013 le Autorità di vigilanza e regolazione  analizzate da I-Com hanno comminato sanzioni direttamente o indirettamente legate alla tutela dei consumatori per un totale di 12,8 milioni di euro. L’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è il primo soggetto sanzionante (€ 6,9 milioni, pari al 54%), seguita dal Garante per la Protezione dei Dati Personali  (€ 2,2 milioni, 17%), dall’AGCOM, Autorità Garante per le Comunicazioni, (€ 2,1 milioni, 16%) e infine dall’AEEG, Autorità per Energia Elettrica, Gas e Sistema Idrico (€ 1,6 milioni, 13%).

Dal punto di vista dell’ammontare delle sanzioni l’unica Authority che ha incrementato l’attività è stato il Garante (+107% contro -51% di AEEG, -28% di AGCOM e -8% di AGCM).

La relazione tra imprese, Authority di vigilanza e consumatori è un indice della maturità del mercato e della competitività complessiva del sistema. L’Osservatorio sui Consumatori da tre anni rappresenta un barometro che monitora le evoluzioni normative, quantifica le sanzioni comminate, analizza la rappresentazione di questi temi sulla stampa e rende conto delle innovazioni.

 “Quest’anno abbiamo voluto focalizzare l’attenzione su come i processi di digitalizzazione possano aiutare i consumatori ad effettuare scelte consapevoli di acquisto ma anche per far valere i propri diritti. Senza dimenticare problemi di digital divide che continuano a interessare una fascia importante della popolazione, non si possono più trascurare trend che riguardano ormai una maggioranza sempre più netta di italiani. Tutti devono fare la propria parte: le aziende, che in molti casi non sono ancora approdate ai social media o lo hanno fatto in maniera poco convinta, le autorità, che devono finalmente passare a una regolazione 2.0, che tenga conto delle nuove tecnologie, le stesse associazioni dei consumatori, che godono di  notevole popolarità e fiducia presso i consumatori ma che debbono potenziare l’attività sul web” – commenta Stefano da Empoli, Presidente di I-Com.

Il ruolo sempre più chiave del web si evince anche in negativo dalla situazione dell’e-commerce: nel 2013 AGCM ha sanzionato 11 soggetti operanti in questo settore, censurando 21 pratiche scorrette (20% sul totale delle pratiche commerciali illecite) per un totale di 570.000 euro.

In generale, Internet si aggiudica nel 2013 la palma come canale di comunicazione più utilizzato per porre in essere azioni commerciali scorrette, con 89 pratiche sanzionate e 5.697.000 euro ingiunti (AGCM). Anche in materia di violazioni della privacy, Internet risulta essere il mezzo più ricorrente, con il 38% di ingiunzioni e il 14% di condotte sanzionate da parte del Garante.

Tornando all’attività di AGCM, interessante il dato relativo alle piccole imprese, colpite quanto le grandi aziende per numero di pratiche censurate (31 vs 32). Non solo. In proporzione al fatturato, le piccole imprese risultano relativamente più colpite (2,6%) in paragone alle medie (0,5%) e alle grandi aziende (0,001%).

La maturità dei consumatori nell’adottare comportamenti proattivi nella difesa dei propri diritti si manifesta in maniera particolare nei confronti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM): nel 60% dei procedimenti conclusi, è stato proprio il consumatore a segnalare l’irregolarità, contro il 24% dell’AGCOM stessa e il 16% del CORECOM.

Consumatori: come ne parlano i quotidiani

Con 179 articoli nel 2013, è il Corriere della Sera il quotidiano che ha dedicato l’anno scorso maggiore attenzione ai temi del consumerismo e alle associazioni dei consumatori. Avvenire si piazza invece al secondo posto (174 articoli), perdendo un primato che deteneva da due anni, seguito da Il Mattino (161)

L’Osservatorio denota una stretta connessione tra temi di attualità e focus consumeristi, dal momento che nel 30% dei casi questi ultimi hanno trovato collocazione nelle pagine di ‘Primo Piano’.

Un picco si è registrato in corrispondenza del caso ‘Monte dei Paschi di Siena’. Non a caso, il settore finanziario – insieme a tema del potere d’acquisto e alla crisi economica – figura tra le aree tematiche più ricorrenti.

Tra le associazioni di consumatori più citate, il podio è saldamente occupato da Codacons (38% delle citazioni), Federconsumatori (23%) e Adusbef (20%), mentre assai più contenuta è la penetrazione sulla stampa quotidiana degli altri soggetti.

Tra le imprese più citate, ai primi posti si posizionano MPS (35,2% articoli), Alitalia (13,3%) e Rai in riferimento all’inchiesta sul maxi-compenso a Vieri (7,5%). New entry assoluta, rispetto al 2012, è il settore alimentare (40 citazioni in totale), trainato dallo scandalo della carne equina nei tortellini Buitoni.

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Consumatori

Vacanze & Pacchetti turistici: ecco la guida e l’APP del CEC-ADICONSUM

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Scarica l’applicazione gratuita per i diritti dei consumatori/viaggiatori per smartphone e tablet:

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La nuova disciplina sui pacchetti turisti ha già compiuto un anno. Il 1° luglio 2018 entravano, infatti, in vigore le nuove regole introdotte dalla Direttiva (UE) 2015/2302. Negli ultimi anni, complici lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche e la loro diffusione, i consumatori hanno cambiato profondamente il modo di organizzare le proprie vacanze, ricorrendo sempre meno alle agenzie di viaggio tradizionali e sempre più a piattaforme web dedicate. L’utilizzo di canali di vendita online aveva, tuttavia, generato delle zone d’ombra in tema di protezione dei consumatori a fronte delle quali non solo si è assistito a disuguaglianze di trattamento, ma sono anche venute meno alcune tutele fondamentali dei consumatori. Proprio per garantire un livello elevato ed il più uniforme possibile di protezione dei consumatori, prescindendo dal canale utilizzato per l’acquisto, la Commissione europea ha ampliato la definizione di “pacchetto turistico” includendo, tra gli altri, anche le prenotazioni c.d. “click-through”, quelle cioè dove a seguito del primo acquisto di un servizio turistico, ad esempio un volo, viene offerta la possibilità, attraverso processi collegati di prenotazione online, di prenotare un altro servizio come una camera d’albergo o il noleggio di un’auto.

La nuova disciplina ha, inoltre, previsto nuovi obblighi informativi a carico di tour operator e agenzie di viaggio il cui mancato rispetto può determinare la risoluzione contrattuale. I tour operator/agenzie di viaggio sono tenuti a fornire, infatti, informazioni chiare e trasparenti sulle caratteristiche principali dei servizi inclusi nel pacchetto prima dell’acquisto; il consumatore è, pertanto, preventivamente informato sull’itinerario e la durata del viaggio, sul prezzo totale del pacchetto comprensivo di tasse, diritti, imposte e altri costi aggiuntivi, sulla possibilità di recedere dal contratto dietro pagamento di penali e spese amministrative ragionevoli, sulle coperture assicurative obbligatorie e facoltative, sui documenti di viaggio necessari e la profilassi sanitaria. Tali informazioni hanno carattere vincolante e costituiscono parte integrante del contratto.

Sull’importanza delle informazioni pre-contrattuali da fornire al consumatore si è recentemente espressa l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato con un provvedimento sanzionatorio emesso nei confronti di una nota compagnia crocieristica che, in occasione di due crociere con scalo in Madagascar, aveva omesso di informare i partecipanti dell’emergenza sanitaria (epidemia di peste) in atto nel Paese, disattendendo le stesse indicazioni fornite in più circolari dal Ministero della Salute in cui si sottolineava l’importanza per i viaggiatori internazionali diretti verso aree endemiche di “essere informati sull’attuale epidemia di peste e sul fatto che la peste bubbonica è endemica in Madagascar”. Intempestiva era stata, inoltre, la comunicazione della variazione dell’iter di viaggio con la cancellazione delle tappe previste in Madagascar che, in un caso, era stata effettuata a partenza già avvenuta, in un altro a ridosso della data di partenza.

L’Antitrust ha ravvisato nei comportamenti adottati dall’operatore turistico in questione “una pratica commerciale scorretta, consistente nella divulgazione di informazioni ingannevoli ed omissive e per aver adottato modalità intempestive ed ingannevoli di comunicazione della variazione dei relativi programmi di viaggio e dei connessi diritti, facendo venir meno la libertà di scelta del consumatore in merito alla fruizione delle crociere e ostacolando l’esercizio dei diritti loro riconosciuti.

Per questo l’Autorità ha erogato una sanzione di due milioni di euro.

Le vacanze “tutto compreso” sono anche al centro della campagna di informazione You’re right – È un tuo diritto promossa dalla Direzione generale della giustizia e dei consumatori della Commissione Europea al fine di sensibilizzare i cittadini dell’UE sui propri diritti e informarli su come ottenere ragione in caso di contestazioni. In Italia, a parlare dei diritti dei consumatori legati all’acquisto di pacchetti di viaggio, l’influencer Andrea Pinna. Altre tappe della campagna sono previste in dieci Paesi dell’Unione europea (Bulgaria, Danimarca, Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro, Romania e Slovenia) e si incentreranno, oltre che sui viaggi a pacchetto, anche sulla pubblicità ingannevole e il diritto di recesso.

Ma la tutela dei consumatori approntata dall’UE non si limita al riconoscimento di nuovi diritti: l’UE garantisce infatti anche l’assistenza, a livello nazionale e transfrontaliero, nel caso in cui tali diritti vengano violati. Il consumatore, può rivolgersi al nostro Centro per consulenza sui propri diritti e su come farli valere, ma anche per ricevere assistenza nella gestione delle controversie insorte nei confronti di un operatore commerciale stabilizzato in uno Stato membro diverso dal proprio. Per le controversie insorte nell’ambito di un acquisto effettuato online è poi possibile utilizzare la piattaforma di risoluzione online delle controversie (piattaforma ODR) attraverso cui consumatori e venditori online possono risolvere in via amichevole la controversia insorta per il tramite di un organismo di risoluzione alternativa delle controversie (organismo ADR). E se questi strumenti non sono risolutivi, il procedimento europeo per le controversie di modesta entità permetterà ai consumatori di promuovere una vera azione legale senza rivolgersi ad un avvocato per ottenere soddisfazione in caso di controversie transfrontaliere di valore non superiore ai 5.000 euro.

Per saperne di più sulla nuova disciplina sui pacchetti turistici e servizi turistici collegati scarica il nostro leaflet o guarda il video informativo realizzati dal Centro Europeo Consumatori Italia e se hai ancora dei dubbi sui tuoi diritti contatta i nostri consulenti.

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Consumatori

Antitrust: al G7 posizione condivisa su concorrenza e mercati digitali

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Le autorità di concorrenza dei Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti) e la Commissione Europea hanno presentato, nel corso dell’incontro che si è concluso a  Chantilly, una posizione comune (Common Understanding) sulle questioni che l’economia digitale pone alla politica della concorrenza 
In particolare, tale posizione comune delinea la visione delle autorità antitrust G7 sul ruolo della concorrenza nell’economia digitale, secondo quattro idee principali: 

I mercati competitivi sono fondamentali per il buon funzionamento dell’economia” e molti dei benefici dell’economia digitale “sono meglio realizzabilise i mercati digitali si mantengono competitivi”; a tal fine “una corretta applicazione della legge sulla concorrenza continuerà a svolgere un ruolo importante nel salvaguardare la fiducia nei mercati digitali e assicurare che l’economia digitale continui a produrre dinamismo economico, mercati competitivi, benefici per i consumatori e incentivi all’innovazione”. 

Il diritto della concorrenza è flessibile” e adatto allo scopo di tutelare la concorrenza anche nell’era digitale richiedendo, tuttavia, anche un continuo sforzo di aggiornamento da parte delle autorità di concorrenza; se da un lato “i recenti casi dimostrano che il diritto della concorrenza è in generale in grado di fornire alle autorità di concorrenza gli strumenti e la flessibilità necessari per fronteggiare comportamenti anticoncorrenziali nell’economia digitale”, è tuttavia importante che le autorità di concorrenza abbiano “gli strumenti e i mezzi per approfondire la conoscenza dei nuovi modelli di business e del loro impatto sulla concorrenza”. 

Poiché “anche le normative possono danneggiare la concorrenza aumentando i costi d’ingresso e consolidando la posizione degli incumbent”, nella posizione comune viene osservato che “i governi dovrebbero valutare se leggi e regolamenti in vigore o da adottare pongono ostacoli ingiustificati alla concorrenza nei mercatidigitali” e che “condividere la conoscenza dell’autorità di concorrenza con il governo favorisce la promozione di un’economia digitale competitiva”. 

Data la natura transfrontaliera dell’economia digitale, è importante promuovere una maggiore cooperazione e convergenza internazionale nell’applicazione delle normative a tutela della concorrenza”; inoltre, “la cooperazione internazionale contribuisce a promuovere una cornice di riferimento coerente, il che è anche nell’interesse delle imprese”. 

La posizione comune è il risultato di un approfondito confronto tra autorità di concorrenza del G7, avviato su iniziativa della Presidenza francese del G7 2019 e coordinato dall’autorità di concorrenza francese. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accolto con favore l’iniziativa e partecipato ai lavori contribuendo alla stesura della posizione comune. 

https://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/G7%20Common%20Understanding%20final.pdf

Roma,22 luglio 2019

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Al via da Luglio i saldi estivi. Acquista in sicurezza con i consigli di Adiconsum

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1 Luglio 2019

I saldi rappresentano ancora un’opportunità di risparmio soprattutto per coloro che non sono avvezzi all’uso di internet o semplicemente perché vogliono toccare con mano la qualità di quello che stanno acquistando e desiderano provarlo. L’attesa dei saldi riguarda in particolare i capi griffati che difficilmente si possono acquistare in altri periodi dell’anno.

Approfittiamo del periodo dei saldi anche per ricordare che essi possono essere un’occasione per acquistare prodotti originali a prezzi convenienti evitando di acquistare prodotti contraffatti, scadenti e potenzialmente pericolosi per la propria salute e sicurezza.

Se pensi di approfittare dei saldi non dimenticare queste semplici regole della nostra infografica

Ecco la lista completa con le date di inizio e fine:

  • Abruzzo: dal 6 luglio al 29 agosto
  • Basilicata: dal 2 luglio al 2 settembre
  • Calabria: dal 6 luglio al 1 settembre
  • Campania: dal 29 giugno al 30 agosto
  • Emilia Romagna: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Friuli-Venezia Giulia: dal 6 luglio al 30 settembre
  • Lazio: dal 6 luglio al 15 agosto
  • Liguria: dal 1° luglio al 14 agosto
  • Lombardia: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Marche: dal 6 luglio al 1° settembre
  • Molise: dal 6 luglio al 30 agosto.
  • Piemonte: dal 6 luglio al 26 agosto
  • Puglia: dal 6 luglio al 15 settembre
  • Sardegna: dal 6 luglio al al 30 agosto
  • Sicilia: dal 1° luglio al 15 settembre
  • Toscana: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Umbria: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Valle d’Aosta: dal 6 luglio al 20 agosto
  • Veneto: dal 6 luglio al 31 agosto
  • Provincia autonoma di Bolzano: dal 5 luglio al 17 agosto

Se il negoziante non vuole cambiare il capo difettoso o se non vuole accettare il tuo bancomat o la tua carta di credito asserendo che in periodo di saldi non è tenuto ad accettarli, segnala il suo comportamento alla Polizia Municipale e alla sede territoriale Adiconsum più vicina!

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