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Consumatori in fuga da chi? Il 3° rapporto “I-Com and Partners” sul consumerismo italiano

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Studio I-Com sui consumatori e sulle associazioni.

Non è tutt’oro quello che luccica. Lo studio I-Com, realizzato con la sponsorizzazione di  Agos Ducato, Autostrade per l’Italia, Enel, E.ON, MasterCard, SKY e Vodafone.

Due anni fa premiarono un’azienda energetica, la GDF Suez, per il miglior rapporto con i consumatori, ma nessuna associazione aveva mai avuto rapporto con GDF Suez. Oppure, l’anno scorso diedero i numeri sui siti internet delle associazioni, dovendo ritrattare perché tutti completamente sbagliati. Quest’anno il delirio.

Insomma 3 su 3, un disastro. Forse è meglio cambiare strada come dice Carlo Rienzi.

Prendi un questionario con una 20ina di domande e fallo compilare alle AdC. Prendi un po’ di dati in giro (prevalentemente da internet), metti in lustro questo o quell’esponente di qualche Autorità, fai la classifichetta di chi fa più sanzioni, o di quanti iscritti ci sono (quanti veri?), riunisci intorno a un tavolo settoriale (vecchia cosa e un po’ mia invenzione), fatti sponsorizzare da 7/8 aziende ed  hai una ricerca. Questa la fotografia del Consumerismo italiano secondo l’istituto di Stefano Da Empoli, ex Liberale della Fondazione Einaudi

Questo in sintesi lo “studio” I-Com, una via di mezzo tra istituto di ricerca “semi indipendente” e un jolly che prova a fare lobby sul consumo.

Ma chi è I-Com? Un po’ una Consumer’S Forum, ma più organizzata e senza associazioni consumatori dentro, solo aziende. I soci sono prevalentemente aziende energetiche, farmaceutiche, telefoniche e di servizi. Tra i maggiori spiccano le aziende farmaceutiche, tra cui anche la Novartis, l’azienda che ha appena preso la sanzione di 180MLN di € dall’Antitrust perché faceva cartello sui farmaci Avastin e Lucentis. Oppure le tante aziende come Acea, Enel o le federazioni come Federutility, che stanno con un piede da tutte le parti persino nelle Authority e che allietano le giornate di tutti noi consumatori.

Ieri, in barba alla correttezza e pensando di fare scalpore, è stato anticipato su italiaoggi.it un pezzo della ricerca che annunciava la fuga degli iscritti dalle associazioni. Gli addetti al settore non sono sobbalzati dalla sedia, soprattutto grazie al fatto che con il nuovo regolamento si sapeva da tempo che sarebbero saltati gli altarini di alcune che dichiaravano decine di migliaia, ma erano morti senza saperlo, o altre che facevano la doppia tessera.

Negli ultimi tempi ci hanno comunque provato un po’ tutti a smantellare il settore tutela consumatori, prima perché dicevano che sono troppe (sono 19 quelle nazionali), in Francia sono 18, in Inghilterra 12, in Spagna 11 e nella civilissima Germania  41. Poi perché dicevano che sono un carrozzone pagato con fondi pubblici. Falso, perché sono l’unico caso al mondo in cui vengono pagate con i fondi delle sanzioni fatte dalle authority nei confronti delle aziende. Quindi sono l’unico caso di organizzazioni istituzionali Italiane che godono di finanziamento autonomo.

Insomma, più di qualcuno vuole farle saltare e più di qualcuno vuol perdere il loro posto. Non sappiamo se è il caso I-Com. Fatto sta che alle aziende non piace avere delle associazioni indipendenti ed infatti fino ad oggi hanno spaccato il fronte facendo attività con alcune o con altre, ma sempre per le cose che vogliono loro (le aziende).

Che poì ci sia un problema di indipendenza: per alcune dal sindacato, per altre da finanziatori occulti e per altre ancora da professioni, questa è un’altra storia, ma in Italia il tema dell’indipendenza è sempre molto di parte. Basterebbe garantire stabilità economica a queste organizzazione per non avere conflitti o indipendenza a intermittenza.

I consumatori non sono in fuga dal consumerismo. E’ il consumerismo che non è mai riuscito a fugare ogni dubbio sulle Associazioni Consumatori, che comunque hanno un gradimento al 60% da parte degli italiani. Qualcuno rosica?

Il giudizio dell’evento, ma soprattutto sul settore, espresso da Carlo Rienzi e Ivano Giacomelli. 

httpv://youtu.be/9ry_KWwIHjw

httpv://youtu.be/lYFCBiVnH3Q

@doctorspinone

Clicca qui per leggere la replica di I-Com al presente articolo

il Comunicato i-Com

3° OSSERVATORIO I-COM SUI CONSUMATORI

SONDAGGIO I-COM SUGLI  ITALIANI E IL MONDO DEL CONSUMO: GDO E COMPAGNIE AEREE IN VETTA ALLA CLAFFICIA DELLA FIDUCIA, MALISSIMO BANCHE E ASSICURAZIONI; FRA LE AUTHORITY SVETTA IL GARANTE PRIVACY (BOCCIATE BANCA D’ITALIA, CONSOB E  IVASS), MENTRE DUE ITALIANI SU TRE SI FIDANO DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI; DIMINUISCONO LE SANZIONI ALLE IMPRESE (12,8 MILIONI DI EURO NEL 2013); INTERNET SI CONFERMA LA VERA SFIDA PER LA TUTELA DEI DIRITTI AL CONSUMO

In un convegno con i protagonisti delle istituzioni, delle associazioni e delle aziende, I-Com fotografa il rapporto consumatori – imprese – autorità

Roma, 15 aprile 2014 –  “FAST TRACK. L’innovazione al servizio dei consumatori”: questo il nome del Convegno con cui I-Com – Istituto per la Competitività – ha presentato oggi il Terzo Osservatorio sui Consumatori, realizzato in collaborazione con Agos Ducato, Autostrade per l’Italia, Enel, E.ON, MasterCard, Sky e Vodafone.

Hanno animato il dibattito, tra gli altri, personalità quali Antonio Catricalà, Guido Bortoni (AEEGSI), Antonio Nicita (AGCOM), oltre a rappresentanti autorevoli del mondo delle imprese e delle associazioni consumeristiche.

Sondaggio I-Com: il punto di vista degli italiani

In occasione del rapporto di quest’anno, I-Com ha condotto un sondaggio d’opinione su un campione rappresentativo di 1.020 italiani.

Grande distribuzione (73%), trasporto aereo (61%) ed energia elettrica (57,9%) sono i settori che riscuotono la maggiore fiducia presso  gli italiani, mentre in fondo alla classifica troviamo banche (30,4%) e assicurazioni (25,6%). Particolarmente basso è il livello di fiducia espresso dalla popolazione compresa nella fascia di età 18-34 anni.

Relativamente al grado di soddisfazione rispetto a contratti sottoscritti o cambiati nell’ultimo anno, i maggiori consensi vanno alla telefonia mobile (74%), a quella fissa (64,8%) e al gas (61,5%) (58,5%).

Tra le Autorità, al vertice della fiducia degli italiani,  il  Garante per la Privacy (che raccoglie il 54,7% dei consensi di chi esprime un giudizio), seguito dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (52,4%), dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (50,8%) e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (50,7%). Bocciate  l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (il 58,9% degli intervistati che danno una valutazione assegnano una fiducia minore di 6), Banca d’Italia (58,1% di sfiducia) e CONSOB (56,7% di giudizi negativi) ).

Dal sondaggio emerge il profilo di un consumatore particolarmente attivo: nel 2013, il 27,5%  ha sporto un reclamo scritto, con punte del 38,1% nella fascia di età 25-34 anni, del 39,3% tra i laureati e addirittura del 50,4% tra i lavoratori autonomi. Quasi il 50% si è servito di siti di comparazione dei prezzi prima di compiere una scelta di acquisto e il 12,9% si è rivolto, nell’ultimo anno, ad una associazione dei consumatori, che raccolgono la fiducia di 2 italiani su 3.

I siti aziendali (41,3%) e il forum di discussione (38%) rappresentano le piattaforme online più utilizzate per il reperimento di informazioni su prodotti o servizi, mentre ancora poco consolidato sembra essere l’uso dei social network come canale prevalente di scelta (11,6%).

Concentrando però l’analisi  sui profili aziendali Facebook e Twitter, si evince che il 38,4% li usa già come mezzo informativo e il 17% ha segnalato una criticità su un prodotto o servizio tramite un social network aziendale. In particolare, quest’ultima modalità di utilizzo risulta essere particolarmente efficace, poiché chi vi ha fatto ricorso sostiene di aver risolto il problema del tutto (48,8%) o in parte (45,3%).

Più tutele, meno sanzioni.

Nel 2013 le Autorità di vigilanza e regolazione  analizzate da I-Com hanno comminato sanzioni direttamente o indirettamente legate alla tutela dei consumatori per un totale di 12,8 milioni di euro. L’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è il primo soggetto sanzionante (€ 6,9 milioni, pari al 54%), seguita dal Garante per la Protezione dei Dati Personali  (€ 2,2 milioni, 17%), dall’AGCOM, Autorità Garante per le Comunicazioni, (€ 2,1 milioni, 16%) e infine dall’AEEG, Autorità per Energia Elettrica, Gas e Sistema Idrico (€ 1,6 milioni, 13%).

Dal punto di vista dell’ammontare delle sanzioni l’unica Authority che ha incrementato l’attività è stato il Garante (+107% contro -51% di AEEG, -28% di AGCOM e -8% di AGCM).

La relazione tra imprese, Authority di vigilanza e consumatori è un indice della maturità del mercato e della competitività complessiva del sistema. L’Osservatorio sui Consumatori da tre anni rappresenta un barometro che monitora le evoluzioni normative, quantifica le sanzioni comminate, analizza la rappresentazione di questi temi sulla stampa e rende conto delle innovazioni.

 “Quest’anno abbiamo voluto focalizzare l’attenzione su come i processi di digitalizzazione possano aiutare i consumatori ad effettuare scelte consapevoli di acquisto ma anche per far valere i propri diritti. Senza dimenticare problemi di digital divide che continuano a interessare una fascia importante della popolazione, non si possono più trascurare trend che riguardano ormai una maggioranza sempre più netta di italiani. Tutti devono fare la propria parte: le aziende, che in molti casi non sono ancora approdate ai social media o lo hanno fatto in maniera poco convinta, le autorità, che devono finalmente passare a una regolazione 2.0, che tenga conto delle nuove tecnologie, le stesse associazioni dei consumatori, che godono di  notevole popolarità e fiducia presso i consumatori ma che debbono potenziare l’attività sul web” – commenta Stefano da Empoli, Presidente di I-Com.

Il ruolo sempre più chiave del web si evince anche in negativo dalla situazione dell’e-commerce: nel 2013 AGCM ha sanzionato 11 soggetti operanti in questo settore, censurando 21 pratiche scorrette (20% sul totale delle pratiche commerciali illecite) per un totale di 570.000 euro.

In generale, Internet si aggiudica nel 2013 la palma come canale di comunicazione più utilizzato per porre in essere azioni commerciali scorrette, con 89 pratiche sanzionate e 5.697.000 euro ingiunti (AGCM). Anche in materia di violazioni della privacy, Internet risulta essere il mezzo più ricorrente, con il 38% di ingiunzioni e il 14% di condotte sanzionate da parte del Garante.

Tornando all’attività di AGCM, interessante il dato relativo alle piccole imprese, colpite quanto le grandi aziende per numero di pratiche censurate (31 vs 32). Non solo. In proporzione al fatturato, le piccole imprese risultano relativamente più colpite (2,6%) in paragone alle medie (0,5%) e alle grandi aziende (0,001%).

La maturità dei consumatori nell’adottare comportamenti proattivi nella difesa dei propri diritti si manifesta in maniera particolare nei confronti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM): nel 60% dei procedimenti conclusi, è stato proprio il consumatore a segnalare l’irregolarità, contro il 24% dell’AGCOM stessa e il 16% del CORECOM.

Consumatori: come ne parlano i quotidiani

Con 179 articoli nel 2013, è il Corriere della Sera il quotidiano che ha dedicato l’anno scorso maggiore attenzione ai temi del consumerismo e alle associazioni dei consumatori. Avvenire si piazza invece al secondo posto (174 articoli), perdendo un primato che deteneva da due anni, seguito da Il Mattino (161)

L’Osservatorio denota una stretta connessione tra temi di attualità e focus consumeristi, dal momento che nel 30% dei casi questi ultimi hanno trovato collocazione nelle pagine di ‘Primo Piano’.

Un picco si è registrato in corrispondenza del caso ‘Monte dei Paschi di Siena’. Non a caso, il settore finanziario – insieme a tema del potere d’acquisto e alla crisi economica – figura tra le aree tematiche più ricorrenti.

Tra le associazioni di consumatori più citate, il podio è saldamente occupato da Codacons (38% delle citazioni), Federconsumatori (23%) e Adusbef (20%), mentre assai più contenuta è la penetrazione sulla stampa quotidiana degli altri soggetti.

Tra le imprese più citate, ai primi posti si posizionano MPS (35,2% articoli), Alitalia (13,3%) e Rai in riferimento all’inchiesta sul maxi-compenso a Vieri (7,5%). New entry assoluta, rispetto al 2012, è il settore alimentare (40 citazioni in totale), trainato dallo scandalo della carne equina nei tortellini Buitoni.

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Consumatori

​​CODICI segnala all’ANTITRUST il caso TIM CONNECT per mancanza di informazioni

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L’Associazione CODICI si occupa di tutela dei Consumatori e nell’ambito della sua attività di monitoraggio nei riguardi dei comportamenti delle aziende, ha evidenziato come la nuova offerta della compagnia telefonica TIM, dal nome “TIM Connect”, che si riferisce alla fibra e dunque a coloro che attiveranno una nuova linea fissa, contenga alcune criticità.

L’offerta descritta è rivolta ai clienti che, entro il 27.5.2018, attivano una nuova linea fissa di TIM o che passano a TIM fisso da un altro Operatore e ha una durata di 24 mesi, prevedendo 3 tipologie di abbonamento. 

A ciascun abbonamento viene obbligatoriamente abbinato il servizio “TIM Expert” al costo complessivo ulteriore di 212,4€, rateizzabile a 5,90€ mese per 36 mesi (o a 8,85€ mese per 24 mesi). Il servizio TIM Expert sembrerebbe non richiesto solo ai clienti TIM (con offerte in Fibra o solo voce/ADSL che passano ad una delle offerte TIM Connect o a TIM Connect in ADSL), ai quali viene, invece, richiesto il pagamento di un contributo di attivazione 180€.

Il servizio consiste nell’intervento a domicilio di un tecnico per provvedere all’installazione e alla configurazione del modem TIM e degli altri dispositivi (come SmartTV, PC e Tablet). Nel servizio è incluso un intervento telefonico “SOS PC” all’anno per 3 anni.

Su quest’ultimo punto, CODICI ritiene che la condizione vincolante dell’offerta violi la normativa di tutela del consumatore. Infatti, in seguito ad un’approfondita analisi della pubblicità sul sito web dell’operatore, si può osservare come l’abbinamento obbligatorio del servizio TIM Expert potrebbe configurare una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo.

Inoltre, l’informativa risulterebbe incompleta agli occhi del Consumatore. I claim presenti nella landing page del sito dell’operatore mettono in evidenza solo alcune informazioni (quali il costo dell’abbonamento, lo sconto fruibile per l’acquisto online, la performance massima del servizio offerto e la gratuità del modem), omettendo di indicare in modo sufficientemente chiaro che al costo base dell’abbonamento deve essere sempreaggiunto il costo del servizio TIM Expert obbligatoriamente abbinato, per un costo tra l’altro pari a più di 200€! 

Queste informazioni secondo CODICI non sono secondarie, dal momento che si tratta di spese obbligatorie da affrontare per attivare il servizio e si possono rintracciare solo scorrendo la pagina e cliccando nel sottomenu “TIM Expert” o “Dettagli”.

Riteniamo dunque che l’operatore, nel comunicare la propria proposta commerciale, abbia voluto attirare l’attenzione del cliente evidenziando la gratuità del modem fornito; al contrario, non è stata data la stessa rilevanza al fatto che il cliente debba obbligatoriamente sopportare un nuovo esborso (quello per il servizio TIM Expert) con cui di fatto Telecom recupera i costi di attivazione e di noleggio del modem che venivano richiesti in precedenza.

Tale pratica non permette al consumatore di avere chiare informazioni sulle caratteristiche economiche dell’offerta e risulterebbe idonea, pertanto, a falsare in maniera rilevante la capacità del consumatore di prendere una decisione di acquisto consapevole.

L’offerta, inoltre, presenterebbe un altro nodo cruciale che ne determinerebbe il profilo di illegittimità connesso al fatto di prevedere la possibilità di rateizzare il costo del servizio TIM Expert in tre anni (opzione, peraltro, consigliata dall’operatore nella propria comunicazione commerciale).

La durata del servizio abbinato TIM Expert sarebbe maggiore dunque maggiore di un anno della durata dell’offerta sottostante, vanificando di fatto la limitazione temporale normalmente prevista dalla normativa di riferimento (Cfr. art. 80, comma 4-quater del Codice delle comunicazioni elettroniche e l’art.  1 del Decreto-Legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla Legge 2 aprile 2007, n. 40).

È chiaro, infatti, come il consumatore che abbia optato per la rateizzazione in 3 anni sia incentivato a prorogare la durata dell’abbonamento TIM Connect oltre il termine iniziale di 24 mesi.

Per queste ragioni CODICI invita i Consumatori a leggere con attenzione ogni parte dell’offerta TIM Connect, che potrebbe configurare anche una violazione della normativa Antitrust.

Infatti, abbinare obbligatoriamente all’offerta TIM Connect l’acquisto del servizio TIM Expert potrebbe rappresentare una proposta vincolante e, in caso di recesso anticipato, il cliente sarebbe tenuto a pagare l’importo delle rate mancanti in un’unica soluzione; un’ulteriore postilla che contribuisce a mantenere legati i clienti.

​Per qualsiasi segnalazione e dubbio contattateci attraverso la mail segreteria.sportello@codici.org oppure attraverso il canale reclami telefonia sul sito www.codici.org

Ufficio Stampa Associazione CODICI

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EXPO Consumatori 4.0: ecco il programma e tutti i protagonisti

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Nel corso della tre giorni romana (11/13 maggio) oltre 80 testimoni 

a confronto per guardare al futuro e alla crescita felice

 

Mancano pochi giorni a Expo Consumatori 4.0, che dall’11 al 13 maggio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, riunirà e metterà a confronto associazioni dei consumatori, imprese e sindacati, authority e politici, docenti universitari e società civile.

Per provare a immaginare il futuro, seguendo i fili conduttori della crescita felice e della libertà dei consumatori, Assoutenti -con la partecipazione di Rete Consumatori Italia- propone un programma denso e ricco di spunti di riflessione: 13 dibattiti e tavole rotonde, oltre 80 protagonisti , 2 spettacoli e una mattinata, quella di domenica 13, interamente dedicata ai più piccoli con “La Città del Sole” che proporrà laboratori su riciclo dei rifiuti, economia circolare e sostenibilità consumerista.

Il percorso della ‘tre giorni’ consumerista partirà venerdì 11 maggio affrontando l’attualità del ruolo e della condizione del consumatore nella società contemporanea attraverso quattro momenti di discussione plenaria: si parlerà di educazione finanziaria, rivoluzione digitale, contraffazione, economia circolare. “Oggi il consumatore ha una posizione cruciale nella transizione verso la società del futuro: dalle sue scelte e dalla capacità di coinvolgerlo e informarlo da parte del mondo economico e della politica dipenderà ad esempio il buon esito del passaggio a un’economia orientata al riuso e all’azzeramento degli sprechi” spiega Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti.

 

Alle discussioni plenarie, nelle giornate di venerdì 11 e sabato 12, si succederanno una decina di focus tematici. “I consumatori e gli utenti dei servizi sono protagonisti del cambiamento” prosegue Truzzi “e al contempo vivono in una società in cui è sempre più complicato accedere a informazioni corrette e ricorrere a meccanismi di tutela nel momento in cui i loro diritti vengono negati. Per questa ragione a EXPO Consumatori 4.0 faremo incontrare per la prima volta in Italia tutti gli attori che hanno voce in capitolo nelle tematiche consumeriste”

 

Nel corso di EXPO Consumatori 4.0 saranno inoltre consegnati anche tre importanti riconoscimenti: Premio Costituzione e Legalità a Federica Angeli; Premio Lotta alla Contraffazione; Premio Miglior Testimonial Crescita Felice.

 

 

EXPO Consumatori 4.0…

…con il Patrocinio di: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lazio, Comune di Roma Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro

…con la partecipazione di: A2a – Acea – Confassociazioni – Consiglio del Notariato – Crif – Edison – Enel – Federcarrozieri – Green Network – Intesa San Paolo – Mbi – Non sono rifiuti – Oic – Open Fiber – Poste Italiane – Terna – Trenitalia – Unicmi – Unogas.

…mediapartner: Helpconsumatori, Il Blog del Consumatore,  Il Messaggero, Il Salvagente, Oipa Magazine, Radio Articolo1, Radio Cusano Campus

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Dal mercato tutelato al mercato libero: i consumatori lanciano il gruppo di acquisto contro le speculazioni

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CODICI lancia un appello a tutte le associazioni per promuovere un gruppo di acquisto sull’energia per fronteggiare il rischio speculazioni. Il consumatore nel prossimo futuro si ritroverà davanti alla scomparsa del mercato tutelato dell’energia, che attualmente coesiste con il mercato libero.

Il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero avverrà prevedibilmente dal 1° luglio 2019, ma questo cosa comporta per il consumatore? E’ pronto e consapevole del fatto che dovrà acquisire tutta una serie di informazioni che non padroneggia ancora con disinvoltura, ma che gli saranno fondamentali per attuare la scelta del proprio fornitore di energia?

Ebbene, una recente ricerca titola: “Liberalizzazione del mercato energetico – retail, solo il 30% dei clienti sa della fine della tutela”, quasi un terzo del campione sostanzialmente non sa quanto spende di elettricità e gas. Questo per Codici sta emergendo anche dal questionario sulle scelte energetiche che stiamo promuovendo sul sito di Spazio Consumatori tv (per compilare il questionario clicca qui), dal quale si evince che la maggior parte delle persone non sa quanto costa un kWh o non è a conoscenza dei propri consumi. Ben l’80% dei rispondenti non sa in quale mercato dell’energia si trova, il 70% non sa quali siano le differenze tra mercato libero e tutelato, il 55% non sa che il 1° luglio 2019 ci sarà il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero e cosa questo comporti e l’81% dei rispondenti si sente spaesato nel dover scegliere tra più di 500 operatori esistenti sul mercato.

Questi dati fanno emergere una chiara preoccupazione da parte dei consumatori, che hanno paura che tutta questa disinformazione li renda facile preda di operatori che faranno qualsiasi cosa per accalappiarli.

Contro la speculazione che questo passaggio dal mercato tutelato al mercato libero comporterà, Codici non poteva rimanere a guardare ed ha deciso di promuovere, con l’adesione di Aiace, AECI, Konsumer e Primo Consumo un Gruppo Di Acquisto di energia a tutela del consumatore, per poterlo salvaguardare di fronte alle pratiche commerciali scorrette, ai contratti non richiesti, insomma a tutte quelle modalità improprie attraverso cui vengono, ed ancor più verranno, acquisiti nuovi clienti.

Ma per far fronte a questa nuova sfida e far in modo che il consumatore possa attraverso le Associazioni di Consumatori avere accesso alla: confrontabilità, trasparenza e pubblicità delle offerte, abbiamo deciso di “chiamare alle armi” tutte le Associazioni, non solo di consumatori, che condividono il nostro stesso intento: accompagnare in piena trasparenza e garanzia il consumatore verso il mercato libero, consci del fatto di avere una grande responsabilità.

Pertanto, chi volesse entrare a far parte di questo sfidante progetto e costituire così il Gruppo Di Acquisto dei consumatori, finalizzato ad accompagnarli durante la transizione, si faccia avanti senza esitazione.

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