Se da un lato il bonus da 80 euro in busta paga introdotto dal Governo Renzi ha incrementato il reddito delle famiglie, dall’altro lo stesso bonus non ha avuto alcun effetto sui consumi degli italiani. Lo denuncia il Codacons, commentando i dati forniti oggi dall’Istat.
“Nel terzo trimestre del 2014 il reddito disponibile delle famiglie è tornato in rialzo, con un aumento dell’1,8% sul trimestre precedente, ma ciò non significa che il bonus abbia avuto un impatto sull’economia reale – spiega il presidente Carlo Rienzi – All’incremento del reddito, infatti, non è corrisposto un aumento dei consumi da parte dei nuclei familiari, con le spese degli italiani che anzi risultano in calo durante l’anno appena trascorso. Basti pensare all’ecatombe nel settore del commercio, con le vendite al dettaglio calate del -1,3% nei primi 10 mesi del 2014, e riduzioni del -1,1% anche per beni primari come gli alimentari”.
“Il 2014 sarà ricordato come “l’anno nero del commercio”, al pari del biennio precedente – denuncia Carlo Rienzi – e il bonus da 80 euro introdotto dal Governo Renzi, che sulla carta doveva spingere in alto i consumi, si è rivelato purtroppo un flop”.

Dati Istat
Reddito, potere di acquisto e risparmio delle famiglie consumatrici
Nel terzo trimestre del 2014, al netto della stagionalità, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici (definita dal rapporto tra risparmio lordo delle famiglie consumatrici e reddito disponibile lordo) è stata pari al 10,8%, in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,9 punti percentuali nei confronti del terzo trimestre del 2013.
Rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dell’1,4% mentre la spesa per consumi finali è cresciuta in misura più contenuta (+0,4%). Tenuto conto dell’andamento dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici (cioè il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in termini reali) è aumentato dell’1,9% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% rispetto al terzo trimestre del 2013.

Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici
Nel terzo trimestre del 2014 il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito dal rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e reddito disponibile lordo) è stato pari al 6%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,4 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2013. Gli investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici sono diminuiti dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 3,7% nei confronti del terzo trimestre del 2013 (Prospetto 1, Figura 3).