Secondo l’Indicatore dei Consumi della Confcommercio, i consumi di aprile sono ancora in calo e segnano una contrazione del 3,9%; la 17esima variazione negativa in 20 mesi. 

Per il Codacons si tratta di dati sconcertanti che diventano drammatici se si considera il crollo degli acquisti in quantità dei beni alimentari che precipitano addirittura del 6,2% in un anno. Un calo inferiore rispetto a quello dell’abbigliamento e calzature (-6,7%) e dei beni e servizi per la mobilità (-7,5%), ma ben più preoccupante, considerato che si può fare a meno di un paio di scarpe in più ma non certo del pane quotidiano. Inoltre i minori acquisti in quantità di cibo proseguono ininterrottamente dal 2007.  Il fatto poi che scendano, anche se di poco, i beni e servizi per le comunicazioni, solitamente in controtendenza, dimostra che la crisi sta toccando anche i ceti medio-alti, che rinviano l’acquisto dell’ultimo tablet o dello smartphone alla moda.

E’ la conferma del fatto che il Governo, se vuole rilanciare i consumi, deve abbassare in modo molto più consistente le tasse sulle famiglie di quanto abbia finora promesso – afferma il Codacons – Non basta, insomma, l’Imu sulla prima casa e l’Iva che, peraltro, sarebbe non una riduzione di imposte, ma solo un mancato aumento. Per poterlo fare, quindi, vanno incrementate le tasse su banche, speculatori, petrolieri, ossia su chi se lo può permettere.