L’organizzazione promuove per la prima volta in Italia e in Europa una class action per il risarcimento dei danni per pratica commerciale scorretta: aver dichiarato consumi inferiori a quelli emersi dalle prove previste a livello europeo e i cui risultati devono essere indicati dai produttori ai consumatori (sia sui libretti che nella pubblicità) per consentire una scelta informata.
La citazione di Fiat è presso il Tribunale di Torino, Volkswagen presso il Tribunale di Venezia. Altroconsumo concretizza così quanto disposto dall’art. 140 bis, primo comma del Codice del consumo. Il parametro dei consumi dichiarati è tra gli elementi decisivi per scegliere un’auto invece che un’altra.

Il danno subito dai consumatori è stato prodotto dall’assenza nell’auto acquistata delle caratteristiche pubblicizzate: l’aver comprato un’auto che si presentava con determinate caratteristiche, di cui invece era priva, rappresenta per i consumatori un danno patrimoniale ingiusto, per i maggiori costi di gestione.

Nei due atti di citazione Altroconsumo chiede che Fiat e Volkswagen siano condannate al risarcimento dei danni patiti dai consumatori proprietari dei due modelli di Panda e Golf, così come da qualunque altro consumatore che abbia acquistato in Italia le stesse auto a far data dalla loro immissione in commercio, sulla base del criterio˟: (Consumo misurato – Consumato dichiarato) x costo carburante x (Km percorsi ÷100).
Aderire alla class action Altroconsumo è gratis: consultare il form online o telefonare al numero verde 800 19 89 07.

I risultati dei test realizzati tra il marzo ed il luglio del 2014, commissionati da Altroconsumo al laboratorio specializzato per verificare compatibilità tra risultati in laboratorio e quelli diffusi ai consumatori dalle due società auto non hanno lasciato dubbi. Nonostante i parametri utilizzati fossero nell’ambito dei margini di tolleranza consentiti dalla disciplina europea.

Per la Panda con motorizzazione 1.2 benzina, 51 KW, stando alla carta di circolazione e alla comunicazione pubblicitaria della FIAT, l’auto avrebbe consumi pari in media a 5,2 litri per ogni 100 km; i consumi più bassi (riscontrati con le condizioni di consumo più basse) rilevati nel corso delle prove eseguite da Altroconsumo in laboratorio sono pari in media a 6,11 litri ogni 100 km con una differenza nettamente superiore al coefficiente massimo di variazione (pari al 7%) rilevabile attraverso l’applicazione flessibile dei parametri previsti dalla legge; la differenza tra valori dichiarati e valori misurati in laboratorio è risultata, infatti, in media del 20-25%.

Per la Golf 1.6 TDI BM 77 KW, stando alla carta di circolazione e alla comunicazione pubblicitaria della Volkswagen l’auto avrebbe consumi pari in media a 3,8 litri per ogni 100 km; i consumi più bassi (riscontrati con le condizioni di consumo più basse) rilevati nel corso delle prove eseguite da Altroconsumo in laboratorio sono pari in media a 5,83 litri ogni 100 km con una differenza nettamente superiore al coefficiente massimo di variazione (pari al 3.7%) rilevabile attraverso l’applicazione flessibile dei parametri previsti dalla legge; la differenza tra valori dichiarati e valori misurati in laboratorio è risultata, infatti, in media del 50 %.

Preso atto di tali risultati Altroconsumo aveva diffidato FIAT e Volkswagen nel settembre 2014 affinché cessassero immediatamente la pratica commerciale scorretta e ingannevole di diffondere sia nell’attività d’informazione e di promozione dati ufficiali su emissioni e consumi inferiori a quelli rilevabili utilizzando metodi e parametri conformi alla normativa vigente.
Fiat e Volkswagen hanno cercato di bloccare l’azione diffidando a loro volta Altroconsumo dal diffondere ulteriormente notizie, valutazioni ed apprezzamenti su questo dossier che lederebbe la loro immagine. “Noi tiriamo dritti convinti della bontà delle nostre analisi tecniche e giuridiche, saranno ora il Tribunale di Torino e di Venezia a decidere” ha dichiarato Paolo Martinello, Presidente Altroconsumo.
L’abitudine delle società automobilistiche di sfruttare i margini di tolleranza previsti dalla norma tecnica, attualmente in vigore in tutta Europa, per ottenere in sede di omologazione misurazioni di consumi assai più lusinghieri di quelli effettivi in un utilizzo normale è stato confermato nel novembre 2014 dall’indagine svolta dell’Istituto di ricerca inglese “Emissions Analytics” secondo cui i consumi dichiarati dai costruttori di autovetture sono in media del 18% inferiori rispetto a quelli reali, con differenze che si attestano intorno al 36% nel caso di autovetture di piccola cilindrata.

Negli Stati Uniti il 3 novembre 2014, l’EPA – U.S. Environmental Protection Agency (l’Agenzia statunitense per la difesa dell’ambiente) ha annunciato di aver raggiunto un accordo transattivo con i produttori KIA e Hyundai che avevano violato il “Clean Air Act”, ponendo in commercio circa 1,2 milioni di autovetture con consumi superiori rispetto a quelli certificati dalle case costruttrici presso la stessa EPA. L’Agenzia aveva rilevato che i produttori avevano preferito scegliere i risultati dei test a loro più favorevoli piuttosto che la media risultante da un elevato numero di test di laboratorio. Per effetto dell’accordo in questione, i produttori dovranno pagare una sanzione civile di 100 milioni di dollari a cui si aggiunge un impegno finanziario per ulteriori 50 milioni di dollari da spendere in misure per prevenire future violazioni.

Sempre nel 2014, inoltre, Hyundai e KIA hanno definito in via transattiva una serie di class action promosse nei loro confronti da consumatori statunitensi e canadesi i quali, per effetto degli errati dati sui consumi diffusi dai costruttori, lamentavano di aver acquistato veicoli che diversamente non avrebbero comprato o di aver pagato un prezzo superiore a quello che sarebbero stati disposti a pagare conoscendo i reali consumi; in entrambi i casi, le case costruttrici si sono impegnate a risarcire i consumatori appartenenti alla classe dei danni subiti a causa dell’ingannevolezza dei dati sui consumi diffusi al pubblico.

˟Ove il consumo misurato è il consumo medio di carburante (espresso in numero di litri ogni 100 km) rilevato nei test di laboratorio effettuati per conto di Altroconsumo; il consumo dichiarato è rappresentato dal dato ufficiale sul consumo medio di carburante (espresso in numero di litri ogni 100 km) diffuso dal produttore; il costo del carburante è rappresentato dal prezzo medio del carburante misurato a partire dal mese di acquisto del veicolo sino al momento della successiva liquidazione del danno su accordo delle parti ovvero da parte del Giudice; i chilometri percorsi sono quelli percorsi da ciascun consumatore aderente all’azione di classe dal momento dell’acquisto del veicolo sino al momento della liquidazione del danno. ​