Il consumo domestico di elettricità negli Stati Uniti – nel 2013 – è sceso al livello più basso dal 2001.

La ragione di questo ritorno al passato non è certamente dovuto a un ridotto utilizzo di dispositivi elettrici o elettronici dato che, nell’ultima decade, la nostra vita non ha smesso di “elettrificarsi”. La risposta è, con tutta probabilità, racchiusa nella migliorata efficienza energetica delle abitazioni e dei dispositivi elettrici/elettronici di uso comune.

Le leve di questo cambiamento? Una generale presa di coscienza dei problemi ambientali legati al climate change, l’orientamento verso un uso razionale dell’energia, l’attenzione nei riguardi di una seria riduzione degli sprechi. E l’aver compreso che tutto ciò ha impatti positivi anche sul lato economico.

Per esempio, gli alti prezzi dell’elettricità dei primi anni Duemila, hanno spinto molte amministrazioni a imporre ai costruttori misure per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Ugualmente, è cominciata a essere pratica comune la realizzazione di interventi di efficientamento. E ciò tanto sul nuovo come sul costruito (basti pensare all’installazione di infissi isolanti). Riguardo agli edifici già esistenti, la maggior frequenza negli interventi di retrofitting ha reso gli stessi anche meno costosi.

Inoltre, molti fondi pubblici – quando la crisi economica non era ancora esplosa in tutta la sua forza – sono stati indirizzati verso progetti di efficienza energetica dei building (Recovery Act).…….continua a leggere.