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Contatori elettronici, bisogna fare chiarezza. Enel dica la verità

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Fonte:Helpconsumatori.it

Il problema dei contatori di energia elettrica non omologati sta diventando sempre più rilevante. Le Associazioni dei consumatori chiedono un intervento urgente da parte di Enel che programmi una campagna di verifica su tutti i contatori installati ai clienti domestici. Oggi intervengono sulla questione sia Codici che Unione Nazionale Consumatori, cui si stanno rivolgendo tantissimi utenti.

Codici ricorda che ad oggi quasi tutti i contatori di energia elettrica installati risultano illegali, ad eccezione di quelli di tipo MID di recente introduzione. Durante la trasmissione di Mi manda Rai Tre in onda l’altro giorno il vicepresidente di Enel distribuzione ha dichiarato che nel 2008 Enel poteva installare contatori presenti in magazzino in base alle normative vigenti. La MID è stata recepita a marzo 2007 e la clausola transitoria prevedeva che per 10 anni, dall’ottobre 2006, potevano continuare ad essere installati contatori omologati (o nazionali o MID),  ma non quelli non omologati.

Codici si chiede: “Per quanto tempo è andata avanti tale irregolarità?” Enel deve fornire chiarimenti e nel frattempo l’Associazione consiglia ai consumatori di non farsi installare contatori che non siano MID: con marchio CE seguita da M e le due cifre dell’anno di costruzione dello strumento.

Finora i disagi subiti dai cittadini sono numerosi, ed ecco alcuni casi più recenti:

  • Da 7 anni siamo clienti di Enel Energia ed abbiamo sempre ricevuto bollette trimestrali intorno ai 120 euro. A dicembre 2013 abbiamo ricevuto una bolletta di 5.200 euro relativa ad un conguaglio degli ultimi 5 anni. Abbiamo controllato il contatore e riscontrato alcune anomalie: appare soltanto la dicitura CE e mancano la M e i due numeri a seguire; sul display, inoltre, non compare il numero di POD.
  • Fino a 2 anni fa avevo il contatore vecchio e pagavo mediamente 30 euro ogni bimestre. Da quando mi hanno messo il contatore elettronico mi arrivano dai 50 ai 60 euro al bimestre.
  • Nel 2012 vivevo in un piccolo appartamento che per molti mesi all’anno lasciavamo vuoto provvedendo, naturalmente, a staccare il contatore della luce. Durante uno di questi periodi di assenza, fummo contattati da Enel in quanto un loro tecnico era passato da casa per cambiare il contatore considerato vecchio. Ci dissero che eravamo praticamente rimasti i soli o quasi in zona a non avere installato il nuovo contatore e che dovevamo provvedere immediatamente al cambio.. Ingenuamente, quindi, prendemmo appuntamento per farcelo cambiare e altrettanto ingenuamente non pensammo di trascrivere il consumo indicato dal vecchio contatore! Risultato: ci arrivò una bolletta con un presunto conguaglio di 700 euro…per una casa di appena 40mq e lasciata vuota per gran parte dell’anno.
  • Ho avuto il mio primo contratto Enel nel 2005 e fino al 2006 i consumi erano in linea con gli storici della mia abitazione materna. Dal 2007 acquisto casa in Giugliano in Campania, ove trovo già il contatore elettronico ed inizio ad pagare bollette doppie anche se il mio stato di famiglia e le mie dotazioni elettriche erano rimaste tali. Il contatore era sempre in “superamento potenza limite” e scattava continuamente per eccesso di consumo. Se avevo la lavatrice accesa non potevo vedere il televisore. Contattai Enel più volte ma mi rispondevano sempre che se volevo una verifica dovevo accollarmi il costo. Nel 2012 ho traslocato nel comune di Napoli ed i miei consumi sono tornati in linea con il passato senza aver variato la dotazione di elettrodomestici. Dai 200 euro di media sono tornato ai 100 euro medi mensili.

I consumatori sono stanchi di subire disagi e Codici annuncia l’avvio di un’azione di classe per ottenere eventuali risarcimenti dei danni subiti a causa di una contabilizzazione e fatturazione del consumo di energia avvenuta con contatori privi dei requisiti richiesti dalla Legge.

“Per eliminare qualsiasi dubbio Enel deve intervenire, programmando una campagna di verifica sui contatori elettronici, installati ai clienti domestici” dichiara Pieraldo Isolani, Responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori rispondendo ad una delle tante email arrivate all’Associazione in cui si chiedono informazioni sul funzionamento dei contatori elettronici.

“I contatori intelligenti, come la stessa azienda li definisce – aggiunge Isolani –  sono stai installati nelle case degli italiani dal 2001, quando la normativa relativa alla metrologia legale non comprendeva i contatori elettrici (neppure quelli del gas) e quindi non era possibile il controllo dei contatori da parte del Ministero. Enel assicurò le associazioni dei consumatori che, in alternativa all’omologazione ministeriale, aveva sottoposto i contatori alla certificazione di qualità da parte del TUV tedesco (una importane Società privata di certificazione)”.

“Solo dopo il recepimento da parte del Parlamento Italiano della Direttiva CE/22/2004 – conclude l’esperto – tale omologazione è divenuta obbligatoria: così, risulta che una parte dei contatori elettronici installati da Enel sono stati assoggettati alla nuova disciplina, mentre non lo sono stati quelli installati prima del recepimento della Direttiva CE. Ci auguriamo che Enel dia delle risposte concrete ai consumatori, mettendo fine a questo clima di sospetto e sfiducia”.

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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