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Consumatori

Nuovi Contatori energia, da settembre 32milioni di scatole pagate dai consumatori 

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​Il nostro consiglio? Non fateli entrare dentro casa.

L’autorità rimane a guardare, anzi, certifica a piè di lista i costi di Enel.

Non saranno nemmeno collegati alla tanto millantata fibra.

E-DISTRIBUZIONE ha illustrato alle Associazioni dei Consumatori il progetto di sostituzione massiva degli attuali contatori con quelli di seconda generazione, focalizzandosi sulle procedure di installazione previste. Obiettivo: abilitare nuovi servizi a valore aggiunto e migliorare flessibilità e informativa per i clienti, oltre ad una riduzione dei consumi attesa tra il 2 e il 6%.

Era il 2001 quando cominciò l’avventura del contatore elettronico ed Enel Distribuzione diede via all’installazione di 32 milioni di smart meter. Sono passati 15 anni, la tecnologia si è evoluta, ma questo non significa necessariamente che produrrà dei benefici per il consumatore se non verrà ben attuata.

Quando si chiede ad Enel quali saranno i costi del nuovo contatore, la risposta è: ”attendiamo il responso dell’Autorità per l’energia, sarà quest’ultima a definirli con la delibera 87/2016/R/eel”, che secondo la normativa europea, andrà notificata alla Commissione Europea ed avrà efficacia solo al termine del periodo di stand still previsto di 3 mesi.

Quindi un’azienda come Enel, si è potuta permettere il lusso di non prevedere un piano industriale non dovendo sostenere dei costi. Ma possiamo stare tranquilli, il Presidente dell’Autorità Bortoni ha dichiarato che non si discosterà troppo dal costo dei precedenti smart meter. Ergo nessuno conosce l’importo esatto.

Quindi la madre di tutte le domande rimane la seguente: chi sarà a pagare? Naturalmente il consumatore attraverso la remunerazione in tariffa, anche se non in un’unica tranche stile canone rai. Il costo verrà ammortizzato negli anni, come per quelli di prima generazione che abbiamo finito di pagare recentemente.

La nostra diffidenza deriva dal fatto che, potrebbe succedere ciò che è avvenuto per la prima generazione di contatori, quando si millantava che il dato sarebbe stato letto in remoto, che non sarebbero state prodotte code o stime; inoltre con i nuovi smart meter non ci sarà più bisogno di remunerare il servizio di lettura, servizio per il quale il consumatore paga e non gli viene reso, oppure si pensa di mantenere questa voce in bolletta anche con il nuovo sistema di telegestione?

Enel deciderà come e da chi verrà costruita l’infrastruttura, senza rilasciare brevi manu al consumatore il certificato di conformità dell’apparecchio, ma sarà disponibile online il verbale di avvenuta sostituzione. Non scordiamo che la maggior parte della popolazione italiana non è matura dal punto di vista digitale o ha un’età avanzata, perciò è sempre e comunque preferibile rilasciare un cartaceo da tenere con sé.

Fatevi cambiare il contatore soltanto nel caso in cui non funzioni quello già installato presso la vostra abitazione, non fate entrare nelle vostre case un prodotto senza che vi venga rilasciato il certificato di conformità, perché qualora prendesse fuoco o vi fosse un qualsivoglia problema, la responsabilità ricadrebbe su di voi, per quanto i futuri smart meter saranno a marchio CE e testati in laboratorio.

Il fatto che questo smart meter sia al centro di un sistema complesso in cui interagiranno diverse tecnologie e nuovi servizi, che renderanno maggiormente fruibile ad esempio la domotica, non ci distoglierà dalla reale tutela del consumatore che verterà su: trasparenza e quantificazione dei costi, qualità e conformità dello smart meter e lettura rilevata e certa del dato.

Noi di Codici non prenderemo parte a questo stillicidio. La sostituzione inizierà a settembre 2016 previo appuntamento con il consumatore, mi raccomando non fatevi trovare in casa.

 

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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