​Il nostro consiglio? Non fateli entrare dentro casa.

L’autorità rimane a guardare, anzi, certifica a piè di lista i costi di Enel.

Non saranno nemmeno collegati alla tanto millantata fibra.

E-DISTRIBUZIONE ha illustrato alle Associazioni dei Consumatori il progetto di sostituzione massiva degli attuali contatori con quelli di seconda generazione, focalizzandosi sulle procedure di installazione previste. Obiettivo: abilitare nuovi servizi a valore aggiunto e migliorare flessibilità e informativa per i clienti, oltre ad una riduzione dei consumi attesa tra il 2 e il 6%.

Era il 2001 quando cominciò l’avventura del contatore elettronico ed Enel Distribuzione diede via all’installazione di 32 milioni di smart meter. Sono passati 15 anni, la tecnologia si è evoluta, ma questo non significa necessariamente che produrrà dei benefici per il consumatore se non verrà ben attuata.

Quando si chiede ad Enel quali saranno i costi del nuovo contatore, la risposta è: ”attendiamo il responso dell’Autorità per l’energia, sarà quest’ultima a definirli con la delibera 87/2016/R/eel”, che secondo la normativa europea, andrà notificata alla Commissione Europea ed avrà efficacia solo al termine del periodo di stand still previsto di 3 mesi.

Quindi un’azienda come Enel, si è potuta permettere il lusso di non prevedere un piano industriale non dovendo sostenere dei costi. Ma possiamo stare tranquilli, il Presidente dell’Autorità Bortoni ha dichiarato che non si discosterà troppo dal costo dei precedenti smart meter. Ergo nessuno conosce l’importo esatto.

Quindi la madre di tutte le domande rimane la seguente: chi sarà a pagare? Naturalmente il consumatore attraverso la remunerazione in tariffa, anche se non in un’unica tranche stile canone rai. Il costo verrà ammortizzato negli anni, come per quelli di prima generazione che abbiamo finito di pagare recentemente.

La nostra diffidenza deriva dal fatto che, potrebbe succedere ciò che è avvenuto per la prima generazione di contatori, quando si millantava che il dato sarebbe stato letto in remoto, che non sarebbero state prodotte code o stime; inoltre con i nuovi smart meter non ci sarà più bisogno di remunerare il servizio di lettura, servizio per il quale il consumatore paga e non gli viene reso, oppure si pensa di mantenere questa voce in bolletta anche con il nuovo sistema di telegestione?

Enel deciderà come e da chi verrà costruita l’infrastruttura, senza rilasciare brevi manu al consumatore il certificato di conformità dell’apparecchio, ma sarà disponibile online il verbale di avvenuta sostituzione. Non scordiamo che la maggior parte della popolazione italiana non è matura dal punto di vista digitale o ha un’età avanzata, perciò è sempre e comunque preferibile rilasciare un cartaceo da tenere con sé.

Fatevi cambiare il contatore soltanto nel caso in cui non funzioni quello già installato presso la vostra abitazione, non fate entrare nelle vostre case un prodotto senza che vi venga rilasciato il certificato di conformità, perché qualora prendesse fuoco o vi fosse un qualsivoglia problema, la responsabilità ricadrebbe su di voi, per quanto i futuri smart meter saranno a marchio CE e testati in laboratorio.

Il fatto che questo smart meter sia al centro di un sistema complesso in cui interagiranno diverse tecnologie e nuovi servizi, che renderanno maggiormente fruibile ad esempio la domotica, non ci distoglierà dalla reale tutela del consumatore che verterà su: trasparenza e quantificazione dei costi, qualità e conformità dello smart meter e lettura rilevata e certa del dato.

Noi di Codici non prenderemo parte a questo stillicidio. La sostituzione inizierà a settembre 2016 previo appuntamento con il consumatore, mi raccomando non fatevi trovare in casa.