Negli ultimi giorni abbiamo appreso della bocciatura di Mps e Carige dopo gli strest della Bce, che ha esaminato in totale 131 banche dell’eurozona. Ma cosa accade quando una banca non ha i conti abbastanza solidi, come ad esempio nel caso di quella genovese e di quella senese? La bocciatura non ha effetti sul conto corrente del singolo risparmiatore. Tuttavia lo stesso risparmiatore dovrebbe comunque guardarsi intorno, in quanto il responso che delinea la situazione “traballante”di un determinato istituto di credito deve comunque suonare come un campanello d’allarme.

È sconsigliato, come affermato da Altroconsumo.it, (clicca qui per leggere) agire in modo perentorio decidendo ad esempio di chiudere subito il conto corrente, specialmente se il risparmiatore ha aperto un deposito vincolato che lo obbliga a rinunciare agli interessi in caso di chiusura anticipata del conto. Al contrario, è necessario valutare soluzioni alternative con la dovuta calma, tenendo d’occhio la situazione della banca con la quale si hanno rapporti economici in essere. Altro discorso è quello per i detentori di azioni delle banche che non hanno superato lo stress test della Bce: in questo caso consiglia di vendere subito «vendere subito: ci sarà poi tempo per valutare se riacquistare a prezzi più bassi o stare alla larga da questi titoli».

Un’ultima considerazione va fatta per mutui e conti titoli: per chi ha un mutuo non cambia nulla. Altroconsumo, difatti, afferma che essendo le condizioni di un eventuale prestito già fissate, non cambieranno fino alla scadenza. Quanto ai conti titoli, sono al sicuro, perché i titoli sono di proprietà del risparmiatore e non della banca. Di conseguenza non potranno mai essere utilizzati per pagare i debiti dell’istituto di credito che non ha i conti in ordine.