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Contraffazione dei marchi on line- come difendersi

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Best Practice per combattere la contraffazione online

Di Jerome Sicard, Regional Manager, Southern Europe di  MarkMonitor®

Ora che la stagione dei saldi invernali è passata, è il momento opportuno per valutare le lezioni apprese durante questo periodo e preparare il vostro marchio per il successo nei canali digitali. Una tendenza allarmante è il numero crescente di falsari esperti che si rivolgono agli acquirenti online, soprattutto a coloro che cercano occasioni. Ecco alcune best practices da seguire per salvaguardare i propri clienti.

In primo luogo, è necessario prestare attenzione ai termini di ricerca che hanno a che fare col vostro marchio. I contraffattori collegano il vostro brand con termini simili grazie al search engine marketing per guidare i clienti verso i propri siti. Che ci sia lo sconto o no – non perdete un cliente a causa di una brutta esperienza di marca dopo aver appreso che il prodotto acquistato attraverso una ricerca correlata a “sconti” è un falso. Siate sempre un passo avanti ai falsari e acquistate i termini di ricerca come “sconto”, “outlet” e “affare”.

I contraffattori cercheranno anche di attirare i cacciatori di occasioni per la registrazione di nomi a dominio, tra cui marchi popolari e termini come “buon mercato”, “outlet” o “sconto” – brandoutlet.com o cheapbranddeals.com. Anticipate i falsari e non lasciate che beneficino di questa pratica, nota come cybersquatting. Registrate nomi a dominio con questi termini al fine di garantire che i potenziali clienti a trovino il vostro sito durante la ricerca.

I truffatori possono facilmente rappresentare un marchio anche attraverso i canali dei social media. Si tratta di un problema trasportato nel digitale: i contraffattori promuono siti e-commerce che vendono beni contraffatti tramite lo spoofing di account di social media. Con la pubblicazione di link su profili falsi o false pagine con il logo e la foto del prodotto reale del vostro marchio, possono ingannare i consumatori ad acquistare merci contraffatte.

La chiave è quella di evitare che questi impostori inducano i consumatori a pensare che stiano trattando con il vostro marchio. Create account per il vostro marchio su tutti i canali dei social media standard e emergenti, con la verifica dell’account quando possibile. Monitorate i canali dei social media per evitare la rappresentazione e l’uso improprio di termini di marca su base continuativa. I siti dei social media vogliono offrire ai loro utenti “esperienze di marca positive”, e nei Termini di Servizio di solito sono fornite linee guida su come agire contro i contraffattori.

Ogni volta che un acquirente incontra il vostro brand online e  viene intercettato da un falsario, rischiate di perdere guadagni e la fidelizzazione dei clienti. Con l’aumento del traffico web legato alla ricerca di affari è necessario proteggere il marchio e i prodotti dai contraffattori e stare al passo del loro gioco.

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Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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