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Contraffazione, nasce il sistema informativo della GDF. Si possono fare segnalazioni On-Line

Il S.I.A.C. è un’importante progetto, co-finanziato dall’Unione Europea, per la cui realizzazione il Ministero dell’Interno si è affidato alla Guardia di Finanza, a conferma del ruolo centrale riconosciuto al Corpo nello specifico comparto operativo.

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Il Comandante in Seconda della Guardia di Finanza – Gen. C.A. Vito Bardi, accompagnato dal Comandante dei Reparti Speciali – Gen. C.A. Giorgio Toschi, ha presenziato, nella giornata odierna presso la Legione Allievi di Bari, all’inaugurazione dei locali del Sistema Informativo Anti Contraffazione del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza.

Le Autorità di Vertice, accolte dal Comandante della Legione Allievi – Gen.B. Riccardo Rapanotti e dal Comandante delle Unità Speciali – Gen.B. Gennaro Vecchione, hanno incontrato le Autorità civili e militari del capoluogo pugliese ed i rappresentanti del mondo dell’informazione.

Il funzionamento della piattaforma tecnologica integrata per le attività di analisi e controllo in tema di contrasto e lotta alla contraffazione, è stato illustrato dal Comandante dei Reparti Speciali e dal Comandante delle Unità Speciali, evidenziando sia le potenzialità tecniche dell’applicativo, sia il positivo impatto della sua entrata a regime quale importante presidio per la lotta alla contraffazione a livello nazionale.

Il S.I.A.C. è un’importante progetto, co-finanziato dall’Unione Europea, per la cui realizzazione il Ministero dell’Interno si è affidato alla Guardia di Finanza, a conferma del ruolo centrale riconosciuto al Corpo nello specifico comparto operativo.

Accedendo dalla rete mondiale internet e digitando l’indirizzo http://siac.gdf.it, si ha la possibilità di visualizzare quattro differenti applicativi dedicati rispettivamente:

  • – ai cittadini, per informazione;
  • – alle Aziende, per la tutela del proprio marchio;
  • – alla Guardia di Finanza, per le attività di analisi operativa e strategica finalizzate a monitorare il mercato del falso ed orientare gli interventi preventivi e repressivi;
  • – agli altri attori Istituzionali (Ministero dell’Interno, Ministero dello Sviluppo Economico e Forze di Polizia) per lo sviluppo di obiettivi condivisi.

Al suo interno è possibile leggere notizie e resoconti sull’attività operativa, avere, in tempo reale, approfondimenti, statistiche e curiosità nei principali settori del mondo imprenditoriale afflitti dalla piaga sociale della falsificazione, nonché ricevere informazioni, suggerimenti e consigli per difendersi dalla contraffazione.
Il sito web pubblico consente, inoltre, agli imprenditori di collaborare attivamente con la Guardia di Finanza, interagendo su un canale preferenziale.

Tale iniziativa ha trovato il favorevole interesse di molte aziende che hanno già avviato il semplice iter di accreditamento, al termine del quale dispongono di una linea di comunicazione diretta.

Il Corpo, schierato in prima linea nella lotta alla contraffazione, in relazione alle proprie peculiarità professionali ed investigative ed alla “mission” derivante dai compiti assegnatigli dall’Autorità di Governo, attraverso il S.I.A.C. adesso dispone di un ulteriore e innovativo strumento per combattere l’“industria del falso”, utilizzando un prezioso network di dialogo tra Istituzioni, cittadini ed operatori economici.

Sono di tutta evidenza ed in crescita i risultati conseguiti dal Corpo.

Nel solo 2013, con un trend del +25% rispetto allo scorso anno, nel settore della tutela del mercato dei beni e dei servizi, la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 130 milioni di prodotti contraffatti, recanti una falsa denominazione d’origine o realizzati senza rispettare gli standard di sicurezza imposti dalle norme nazionali e dell’U.E. Per tali violazioni, sono state denunciate 9.445 persone nel corso degli 11.409 interventi eseguiti.

In questi conteggi, tra l’altro, sono inclusi ben 252 soggetti deferiti perché affiliati ad organizzazioni criminali dedite alla produzione e rivendita di prodotti contraffatti.

Variegata la gamma dei prodotti sequestrati: dall’abbigliamento (quasi 22 milioni di pezzi), ai giocattoli (quasi 13 milioni), dall’elettronica (quasi 42 milioni) ai beni di consumo (53 milioni di pezzi) tra cui cosmetici, pezzi di ricambio per auto e prodotti per l’igiene.

In bocca al lupo e buon lavoro dalla redazione di consumerismo.it al Ten.col. Pietro Romano.

 

Luigi Gabriele

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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