Seguici su

Consumatori

Contratti a distanza, diritti e doveri

Pubblicato

il

Firenze, 27 Febbraio 2017. La direttiva consumatori dell’Unione Europea attuata in Italia con il d.lgs. 21/2014 ha apportato significative modifiche al Codice del consumo, introducendo importanti novità a tutela del consumatore.
Troppo spesso, però, ancora oggi molti non hanno ben chiari i propri diritti in tema di recesso, contratti stipulati fuori dai locali commerciali e trasparenza. Facciamo il punto delle più importanti novità alla luce dei primi anni di loro applicazione.

CONTRATTI AL TELEFONO. CONFERMA SCRITTA O NO?
Un punto particolarmente importante è quello relativo alla necessaria conferma scritta dei contratti conclusi per telefono; ciò vale anche quindi per i contratti con gestori di luce, gas e servizi di telefonia. Infatti, l’art. 46, comma 1, c. cons. definisce l’ambito di applicazione oggettivo della disciplina facendo riferimento a “qualsiasi contratto” concluso tra un professionista e un consumatore ivi compresi i contratti per la fornitura di acqua, gas, elettricità o teleriscaldamento.
Il contratto pertanto non vincola chi riceve telefonate promozionali, se alla telefonata non fa seguito un contratto scritto che contenga tutte le informazioni utili al consumatore in modo chiaro dettagliato e che ha effetto solo dopo esser stato accettato e firmato per iscritto, anche con firma elettronica. E’ tuttavia importante sapere che è possibile derogare telefonicamente al consenso scritto ma la registrazione deve contenere una espressa deroga e rinuncia al consenso scritto (c.d. Clausola salva call center).

LOCALI COMMERCIALI O NO?
La fattispecie del “contratto negoziato fuori dai locali commerciali” risulta ampliata rispetto alla previgente in quanto include non solo il contratto concluso in luogo “diverso” dai locali commerciali (art. 45, lett. h) n. 1) ma anche il contratto concluso “nei” locali del professionista purché tale conclusione avvenga “immediatamente dopo che il consumatore è stato avvicinato personalmente e singolarmente in un luogo diverso dai locali del professionista” (art. 45, lett. h) n. 3). Quindi l’attuale nozione attribuisce rilevanza giuridica anche alla fase pre-contrattuale dando rilievo alle tecniche di “aggancio” del consumatore da parte del professionista.
Il consumatore, sempre per i contratti a distanza e per quelli conclusi fuori dai locali commerciali, una volta esercitato il diritto di ripensamento, ha la possibilità di restituire il prodotto anche se deteriorato, essendo responsabile solo per la diminuzione di valore (mentre nella disciplina precedente la sostanziale integrità del bene era condizione essenziale per l’esercizio del recesso).
È poi previsto che il professionista dia al consumatore, oltre alle informazioni previste in via generale per tutti i contratti di consumo, ulteriori informazioni aggiuntive fra le quali: l’indirizzo cui il consumatore può indirizzare eventuali reclami, se diverso dalla sede del professionista; le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali; l’esistenza del diritto di recesso, i suoi termini e modalità di esercizio e le sue conseguenze; la possibilità, se esistente, di servirsi di un meccanismo extra-giudiziale di reclamo.

BENI PERSONALIZZATI E DIRITTO DI RECESSO
Per quanto riguarda il diritto di recesso spettante al consumatore, il termine per esercitarlo nei contratti a distanza e conclusi fuori dai locali commerciali viene esteso a 14 giorni, decorrenti: a) nel caso di contratto avente ad oggetto la prestazione di servizi, dal giorno della conclusione del contratto (che, nel caso di contratto conclusi telefonicamente, corrisponderà alla sottoscrizione, da parte del cliente, della conferma del contratto concluso a distanza); b) nel caso di contratti di vendita, dal giorno in cui il consumatore acquisisce il possesso fisico dei beni.
Nell’ipotesi in cui il professionista, violando gli obblighi di informazione a suo carico, abbia omesso, nella fase pre-contrattuale, di informare il cliente circa l’esistenza, i termini e le modalità di esercizio del recesso, il termine a disposizione del consumatore viene elevato a dodici mesi decorrenti dalla fine del periodo di recesso iniziale (risultando quindi pari a dodici mesi e 14 giorni dalla conclusione del contratto di servizi o dal ricevimento dei beni acquistati). Se l’informativa in ordine al diritto di recesso viene fornita durante i primi dodici mesi, il periodo a disposizione del consumatore per l’esercizio del diritto è di 14 giorni dal ricevimento delle informazioni
L’art. 49, lettera h), stabilisce un ulteriore dovere del professionista: consegnare all’acquirente un modello di lettera per l’esercizio del recesso (c.d. modulo standard) che, all’occorrenza, questi può integrare, stampare e spedire via posta raccomandata.
A nulla rileva l’eventuale predisposizione di altre “form”, messi a disposizione sul sito, aventi medesima funzione: tali strumenti possono essere previsti solo in aggiunta, rimanendo comunque obbligatorio consegnare all’utente il modulo preimpostato e lasciare a lui la libertà in merito al suo utilizzo o meno.
Una volta esercitato il recesso da parte del cliente (e comunque entro il termine di 14 giorni dalla ricezione della relativa comunicazione), il professionista è tenuto a rimborsare al consumatore ogni pagamento da questi eseguito, comprensivo anche delle eventuali spese di consegna, mentre il cliente (nello stesso termine di 14 giorni) deve restituire i beni, sostenendo solo il costo diretto della restituzione, senza spese o esborsi supplementari; a favore del professionista è prevista la possibilità di trattenere il rimborso sino a che non gli siano restituiti i beni.
Casi particolari: le esclusioni dal diritto di recesso
Il Codice del consumo, all’art. 59, prevede che vi siano alcune fattispecie di acquisti a distanza per i quali resta del tutto escluso il diritto di recesso.
Nella categorizzazione indicata dalla legge si ritrova, in via esemplificativa:
la fornitura di beni personalizzati o confezionati su misura;
la fornitura di beni deteriorabili;
la fornitura di beni sigillati che, per motivi di sicurezza o di salute, non si prestano alla loro restituzione dopo l’apertura;
la fornitura di bevande alcoliche il cui prezzo, concordato, sia legato a fluttuazioni di mercato e la cui consegna non possa avvenire prima di 30 giorni;
la fornitura di giornali, riviste e periodici;
la fornitura di video/audio/software consegnati sigillati e che siano stati aperti;
i contratti in cui il consumatore ha specificamente richiesto una visita da parte del professionista ai fini dell’effettuazione di lavori di riparazione o manutenzione.
In tali casi, imperativi, espressamente codificati e non suscettibili di ampliamento analogico o modifica da parte del professionista o delle parti, il venditore ha diritto di rifiutare la restituzione del prodotto e negare il rimborso del prezzo pagato solo se, in modo puntuale ai sensi dell’art. 49, ha indicato nelle condizioni generali per quali prodotti è esclusa la facoltà di cui all’art. 54.
Discorso a parte merita la restituzione dei beni personalizzati. Attenzione, perchè spesso il venditore fa passare quali beni personalizzati beni per i quali in realtà si è solo optato per una determinata scelta messa a disposizione dal rivenditore (di quale colore vuoi il bene tra i pochi disponibili oppure di che misura vuoi il bene tra le poche misure standard messe a disposizione dall’azienda). In questo caso NON si tratta di beni personalizzati e quindi possono essere restituiti. Solo quando un bene viene effettivamente personalizzato, ovvero fatto su specifica misura o coloro ecc., verrà meno il diritto di recesso. Non è invece sufficiente che il venditore offra opzioni standard e prestabilite per “personalizzare” il bene e quindi eliminare il diritto di recesso.

Smeralda Cappetti, legale, consulente Aduc

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Consumatori Italiani e Giapponesi si confrontano

Pubblicato

il

Study Visit 22 gennaio: delegazione giapponese presso Adiconsum e Centro Europeo Consumatori Italia per un confronto sulla tutela transfrontaliera del consumatore


 Il 22 gennaio, alle ore 10, presso la sede nazionale di Adiconsum e il Centro Europeo Consumatori Italia, ha avuto luogo la prima Study Visit del 2019: una delegazione di rappresentanti della Consumers Affairs Agency (agenzia governativa giapponese) e della Mitsubishi UFJ Research and Consulting, (società di ricerca e consulenza), sarà ospite di Adiconsum  e del Centro Europeo Consumatori per uno stimolante confronto sulla tutela del consumatore nelle controversie transfrontaliere. Le attività di assistenza e consulenza di Adiconsum e dell’ECC-Net, le modalità di gestione dei reclami e i rapporti con le autorità nazionali ed europe, costituiranno solo alcuni dei temi in agenda previsti per l’incontro di domani, la cui finalità è quella di comparare i due diversi sistemi di trattazione delle controversie transfrontaliere in materia  di consumo e valutare  future eventuali collaborazioni internazionali a tutela dei consumatori.

Continua a leggere

Consumatori

Italiani e prima auto: tutto ciò che c’è da sapere nella ricerca di automobile.it

Pubblicato

il

Una ricerca svela i retoscena

L’arrivo della prima auto è un passaggio fondamentale nella vita di ogni automobilista e di ogni persona. Per questo motivo, con la propria prima auto si crea spesso un rapporto che va al di là delle caratteristiche tecniche del veicolo e degli utilizzi che se ne possono fare, siano essi relativi al lavoro, allo studio o allo svago. Quali sono, quindi, le caratteristiche che legano gli italiani alla loro prima auto?

La ricerca realizzata su un campione di 1.000 intervistati da automobile.it, sito di annunci di auto usate, nuove e Km 0, risponde a questa domanda mettendo in evidenza alcuni elementi salienti che caratterizzano questo rapporto. I risultati, racchiusi in una infografica, raccontano quali siano le preferenze degli Italiani quando si parla di prima auto e forniscono uno spaccato interessante del nostro Paese, che sembra essere particolarmente legato al Made in Italy: il 55% delle prime auto è una Fiat e la classifica è dominata da tre auto della casa torinese: 500, Panda e Punto.

Il podio delle marche più gettonate è completato dalla francese Renault, con modelli importanti come la Renault 4 e la Clio, e dall’americana Ford, con la Fiesta su tutte.

Differenze rilevanti si evidenziano anche tra uomini e donne; queste ultime, infatti, ottengono la prima auto in media due anni dopo rispetto agli uomini, a 22 anni e 7 mesi rispetto ai 20 anni e 6 mesi degli uomini. Uomini e donne hanno anche priorità diverse nella scelta della prima auto; se gli uomini si lasciano guidare soprattutto dal fascino del brand, le donne tendono a dare maggiore importanza alla sicurezza.

Nel complesso è tuttavia il prezzo la variabile che più influisce sulla scelta della prima auto; è stato indicato infatti dal 34% degli intervistati ed è seguito dall’alimentazione (9%) e dall’estetica (9%). Meno gettonati lo spazio interno e gli optional, definiti importanti soltanto dal 5% e dal 3% degli intervistati.

Anche su base geografica non mancano le differenze. Valle d’Aosta, Basilicata e Toscana sono le regioni più “giovani”, quelle in cui la prima auto arriva prima. Al contrario Molise, Marche e Veneto sono quelle in cui questo traguardo viene raggiunto più tardi, tra i 23 e i 24 anni.

Continua a leggere

Consumatori

#10yearschallenge SOCIAL E TUTELA DATI: RISCHI E OPPORTUNITÀ

Pubblicato

il


Adiconsum:
Uso dei Social network sì,
ma senza perdere mai la consapevolezza
che qualsiasi cosa postiamo è di dominio pubblico.

Tra gli over 55, il 41% sono analfabeti funzionali,
i meno avveduti nell’uso responsabile di internet e dei social
21 gennaio 2019 – Non passa giorno che sui social non venga lanciata una nuova moda attraverso un hashtag accattivante per aumentare i “like” e condividere momenti o situazioni con i propri followers. L’ultimo in ordine di tempo, lanciato dal Social network Instagram e ripreso anche da Facebook e Twitter, si chiama #10yearschallenge e invita gli utenti social a postare foto di cose, luoghi, avvenimenti, pensieri, immagini personali relative ad un lasso di tempo di 10 anni (2009-2019).

Questo nuovo hashtag sta riscuotendo molto successo e anche perplessità, soprattutto per quello che ricorda il fatto di postare foto personali. 

Con l’occasione, Adiconsum vuole ricordare che postare una proprio foto sui social potrebbe essere sempre pericoloso, soprattutto perché le foto postate rimangono archiviate sulla piattaforma e diventano di sua proprietà e di chiunque riesca a carpirle e catalogarle. Non solo le foto, ma anche tutto ciò che postiamo, può permettere di tracciare un profilo dei nostri interessi, delle nostre amicizie, dei nostri pensieri, che possono venire immagazzinati per altri scopi. Tutto questo non accade, quindi, solo quando vengono lanciati nuovi hashtag e nuove iniziative, ma è la regola dei social e non dobbiamo mai dimenticarla.

Una recente ricerca dell’Osservatorio Isfol ha rilevato che nel nostro Paese, tra gli over 55enni, gli analfabeti funzionali, cioè coloro che non sono mai stati o che non sono più in grado di leggere e comprendere una notizia, di interpretarla, di modularla, nonché di discernere tra notizie vere e fake news, raggiungono il 41%.

L’uso non consapevole di internet da parte degli analfabeti funzionali, ma anche da parte dei giovani, può diventare un terreno fertile per chi vuole fare business con la raccolta di dati personali.

Anche se non è una novità che i dati non sono solo di nostra proprietà, vero è che possiamo limitarne la loro diffusione adottando una serie di comportamenti più responsabili e consapevoli, durante la navigazione in internet, non togliendo nulla al desiderio di condividere i nostri momenti con gli amici.

Consigli Adiconsum

·       Controlla sempre le impostazioni relative alla privacy
·       Pensa e seleziona quello che pubblichi su internet
·       Non dimenticare mai che la rete è un luogo pubblico, dove si può prelevare tutto ciò che si trova e riutilizzarlo a nostra insaputa
·       Rispetta la netiquette, l’insieme di regole da osservare sui social network.

Continua a leggere