Il 13 gennaio, le associazioni dei consumatori hanno incontrato presso il gruppo PD del Senato, la Senatrice Elena Fissore relatrice del parere sul recepimento della direttiva comunitaria 2011/83, concernente la regolazione sui contratti a distanza.
I contratti a distanza, o più comunemente conclusi fuori dai locali commerciali, sono quelli che più di tutti in questi anni hanno generato conflitto tra consumatori e mercato, proprio in virtù delle numerose pratiche commerciali scorrette, causate da alcuni operatori, mediante il porta a porta o il telesseling, cercando di rifilare a tutti i costi beni o servizi a cui noi consumatori non eravamo interessati.

La nuova disciplina riguarderà: Articolo 46 (Ambito di applicazione)
1. Le disposizioni delle Sezioni da I a IV del presente Capo si applicano, a qualsiasi contratto concluso tra un professionista e un consumatore, inclusi i contratti per la fornitura di acqua, gas, elettricità o teleriscaldamento, anche da parte di prestatori pubblici, nella misura in cui detti prodotti di base sono forniti su base contrattuale.
2. In caso di conflitto tra le disposizioni delle Sezioni da I a IV del presente Capo e una disposizione di un atto dell’Unione Europea che disciplina settori specifici, quest’ultima e le relative norme nazionali di recepimento prevalgono e si applicano a tali settori specifici.
3. Le disposizioni delle Sezioni da I a IV del presente Capo non impediscono ai professionisti di offrire ai consumatori condizioni contrattuali più favorevoli rispetto alla tutela prevista da tali disposizioni.

È statisticamente provato che ad ogni famiglia italiana , negli ultimi anni è capitato di cadere nella truffa del porta a porta o del teleselling, trovandosi con un contratto enegetico, gas, telefonico, Pay tv oppure con un bene come l’abbonamento ad una rivisita, di cui non eravamo a conoscenza, se non dopo la chiamata del recupero crediti o dell’arrivo della fattura.
L’Europa sta cercando di armonizzare la disciplina ma a che di porre freno alle PCS – pratiche commerciali scorrette.

Sentiamo la posizione della relatrice in Senato sul provvedimento che sta per adottare il Governo italiano, e che doveva essere preso già dal 13 gennaio, sulla materia dei contratti a distanza che verrà recepito con l’
ATTO DEL GOVERNO SOTTOPOSTO A PARERE PARLAMENTARE.
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, che modifica la direttiva 93/13/CEE e la direttiva 1999/44/CE e abroga la direttiva 85/577/CEE e la direttiva 97/7/CE (59) (articolo 1 della legge 6 agosto 2013, n. 96)


Le associazioni consumatori hanno fatto presente la loro posizione alla relatrice Fissore, ribadendo la necessità di un provvedimento severo che tuteli i consumatori e non le aziende che non vogliono realmente fare mercato.
In particolare hanno ribadito il mezzo e lo strumento per contrastare le pratiche commerciali scorrette, rimane quello della firma e dei documenti contrattuali per i servizi, mentre per i beni la trasparenza e la certezza che si tratti di una stipula contrattuale, in qualsiasi forma essa venga proposta.

@Doctorspinone
alias Luigi Gabriele