È ormai diventata una consuetudine la richiesta di pagamento da parte delle scuole, contestualmente alla modulistica per l’iscrizione, del c.d. “contributo scolastico”.

Il contributo scolastico – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum  – rientra nelle c.d. “erogazioni liberali”, cioè volontarie. È inammissibile che i contributi scolastici vengano annoverati come tasse o contributi obbligatori, e di conseguenza sono inammissibili  le richieste avanzate in questi anni dalle scuole del pagamento di somme dai 150 ai 300 euro a figlio a seconda dell’istituto scolastico. Ciò è inammissibile, soprattutto alla luce delle gravi difficoltà in cui versano migliaia di famiglie alle prese con la perdita di lavoro, della cassa integrazione o della messa in mobilità del capofamiglia.

Bene lo stanziamento di 50 milioni aggiuntivi ai 110 già previsti annunciati dal Ministro dell’istruzione, Giannini – prosegue Giordano – Auspichiamo che vada in porto anche lo stanziamento per i laboratori, così da sollevare da ulteriori spese le famiglie.

Nell’ambito dell’autonomia scolastica –continua Giordano – le scuole hanno sì la possibilità di richiedere alle famiglie il pagamento di un contributo per l’arricchimento dell’offerta formativa, o a sostegno dell’attività di laboratorio, ma è necessario che il ministro intervenga per porre dei paletti a tali richieste. Adiconsum non è contraria ai contributi quando il loro obiettivo è quello di migliorare il servizio scolastico, ma ritiene che tale richiesta debba essere posta in maniera corretta.

A tal proposito Adiconsum ricorda che:

–        i contributi liberali possono essere scaricati dalla Dichiarazione dei redditi nella misura del 19%. A tal fine è necessario apporre sulla causale del bollettino la dicitura “erogazione liberale” per innovazione tecnologica oppure ampliamento dell’offerta formativa o edilizia scolastica”;

–        le famiglie possono richiedere, all’atto dell’iscrizione a scuola, l’indicazione dettagliata delle spese che dovranno sostenere per la realizzazione delle attività inserite nel POF, a quale cifra ammonta il “contributo volontario” e quali spese copre.