Roma, 20 febbraio 2014 – “Il rischio che l’intero settore delle rinnovabili subisse un ulteriore attacco retroattivo, con la conversione in Legge del Decreto Destinazione Italia, è purtroppo divenuto realtà, con l’approvazione, senza modifiche, avvenuta ieri al Senato di questo provvedimento. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato allo scopo di ridurre gli oneri della Componente A3 della bolletta elettrica, ha ignorato le proposte alternative avanzate dal Coordinamento Free che avrebbero realmente ridotto il costo delle bollette, nel contempo salvaguardando lo sviluppo delle rinnovabili, e ha voluto invece mantenere il cosiddetto ‘spalma incentivi’, in sostanza un ricatto agli operatori del settore, i quali si trovano a dover accettare un taglio retroattivo degli incentivi, poiché in caso contrario non potranno effettuare interventi di efficientamento sugli impianti esistenti”. Lo riferisce una nota di Free, il coordinamento delle Fonti Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica.

“Tale provvedimento colpisce in particolare gravemente l’eolico, senza peraltro lasciar prevedere significativi benefici per la bolletta elettrica, visto che di fatto esclude la gran parte degli impianti responsabili degli oneri della A3. Inoltre, alla marginale riduzione annuale della bolletta corrisponderà un allungamento dell’incentivo che renderà più lontano il periodo di abbattimento degli oneri per i consumatori. L’adozione di tale legge, peraltro con un Governo dimissionario, conferma lo scarso sostegno nei confronti delle rinnovabili da parte del Ministro Zanonato e dei Ministri succedutisi negli ultimi anni che, attraverso provvedimenti come, la Robin Tax, l’introduzione di meccanismi farraginosi come le aste e i registri e altri inutili orpelli burocratici, stanno affossando un settore promettente e promosso in tutto il mondo”.

Il Coordinamento FREE, che rappresenta oggi più di 4.000 aziende del comparto rinnovabili e oltre 150.000 occupati, “si aspetta che l’arrivo auspicato di una nuova generazione politica che sembra affacciarsi anche nel nostro Paese, trovi il coraggio di fare scelte chiare a tutela del Paese, del sistema produttivo e dei consumatori, e non degli interessi di pochi. Puntare sulle rinnovabili per uscire dalla crisi è una delle strade indicate dall’ Europa che dobbiamo intraprendere con decisione, riconoscendone il valore economico, industriale e ambientale e promuovendole adeguatamente tramite l’eliminazione gli ostacoli burocratici posti fino ad oggi alla crescita del settore”.