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Coppa del mondo FIFA 2014. Un pallone che sia buono e giusto – Test Altroconsumo

Il campionato mondiale di calcio in partenza tra una settimana accende i fari internazionali su atleti, campi di gioco, schemi tattici, tifoserie, palloni. Un evento complesso, con un giro d’affari stimato attorno ai 4 miliardi di dollari per la sola FIFA

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Nel cono d’ombra rimangono diversi aspetti, come il mondo della produzione dei palloni, oggetto di culto e di campagne commerciali in pressing evidente in questi giorni che precedono il fischio d’inizio del torneo. Quali sono le condizioni di produzione, quale il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori, il livello d’attenzione sulle ricadute ambientali nel realizzare l’oggetto feticcio ufficiale per la Coppa del mondo FIFA 2014?
Altroconsumo e le altre organizzazioni di consumatori indipendenti hanno voluto vederci più chiaro. A due livelli: con un test in laboratorio per verificare la qualità del pallone ufficiale dei mondiali, Brazuca; con un’inchiesta sulla responsabilità sociale nel settore di produzione nel sud della Cina, a Shenzhen in una delle due fabbriche che produce il pallone ufficiale per Adidas.
Il test ha coinvolto sia esperti di laboratorio che calciatori brasiliani professionisti. I palloni sono stati sottoposti a una prova sofisticata realizzata all’interno di una galleria del vento per simulare le condizioni ideali di gioco. Brazuca ha superato le prove, soprattutto grazie alla buona aerodinamica che rende ben controllabile la traiettoria una volta calciato il pallone.
Ma Altroconsumo vuole di più: un pallone da calcio che non sia solo buono, ma anche giusto.
Il Pakistan ne è stato il più grande produttore sino a fine 1990, con la copertura del 75% dei palloni da calcio cuciti a mano sulla scena mondiale. Con lo sviluppo di nuovi materiali e innovazioni tecnologiche nel processo di produzione, la Cina è subentrata, sfidando il primato e ritagliandosi il 68% della produzione, rispetto ai Paesi tradizionali come Pakistan e India. Oltre alla Cina oggi anche la Thailandia ha un ruolo principale nel produrre palloni da calcio cuciti a macchina.
L’innovazione nel processo produttivo ha portato con sé nuovi modelli organizzativi e temi etici da esplorare: l’eccesso di ore lavoro nelle fabbriche cinesi è subentrato al tema dal lavoro minorile diffuso nella cucitura a mano dei palloni.
Oggi in Cina permangono i problemi legati alla mancanza di libertà sindacale, e i lavoratori cominciano ad acquisire consapevolezza dei propri diritti, in un panorama dominato da grandi brand internazionali che si riforniscono nelle fabbriche locali cercando di mantenere i vantaggi derivanti dal basso costo del lavoro.
Altroconsumo ha visitato una fabbrica che ha una collaborazione pluriennale con Adidas. Nel video alcune immagini del sopralluogo.
Le dimensioni relativamente limitate permettono una considerazione adeguata degli aspetti sociali e ambientali legati alla produzione del pallone ufficiale dei mondiali. Rimangono però alcuni aspetti che possono essere migliorati, come l’esposizione dei lavoratori alle sostanze chimiche, la libertà di movimento durante i turni di lavoro e l’impegno per accrescere la consapevolezza dei lavoratori rispetto ai diritti fondamentali stabiliti dall’OIL, tra cui la libertà di associazione.
Un tema emergente è quello dei contributi per l’assicurazione sociale, un argomento complesso che coinvolge non soltanto i fornitori dei più famosi brand diffusi a livello globale, ma anche le autorità locali cinesi. Proprio questo argomento ha scatenato la protesta di migliaia di lavoratori in una delle più grandi fabbriche cinesi di scarpe sportive. La responsabilità sociale è una visione che supera gli obblighi imposti dalle leggi nazionali, a maggior ragione in paesi come la Cina in cui spesso le norme stabilite dal governo centrale non sono implementate adeguatamente a livello locale.
C’è stata una ricaduta positiva dell’inchiesta di Altroconsumo e delle altre associazioni di consumatori: sono state intraprese alcune azioni correttive nella fabbrica cinese che produce il Brazuca in seguito alla visita, un impegno concreto per garantire che il pallone dei mondiali non sia solo tecnicamente buono, ma anche rispettoso dei lavoratori e dell’ambiente.
Analisi del mercato internazionale dei palloni da calcio

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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Consumatori

Dopo il provvedimento dell’Autorità, Trenitalia interviene sui propri sistemi telematici di prenotazione e acquisto, più 30% di soluzioni di viaggio offerte

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Il 19 luglio scorso, l’Autorità ha sanzionato con 5 milioni di euro Trenitalia S.p.a. per una pratica commerciale gravemente scorretta consistente nell’omissione di numerose soluzioni di viaggio con treni regionali dall’insieme dei risultati derivanti dalla consultazione del motore orario (il sistema telematico di informazione, ricerca e acquisto di biglietti accessibile alla clientela sul sito internet www.trenitalia.com, tramite App Trenitalia per smartphone e tablet e presso le Emettitrici Self Service (ESS) di stazione), nel caso di selezione della banca dati denominata “tutti i treni” (ridenominata, già nel corso del procedimento istruttorio, in “principali soluzioni”).

L’Autorità ha altresì disposto la pubblicazione di una dichiarazione di rettifica su tutti gli strumenti di prenotazione e acquisto dei biglietti Trenitalia e ha vietato a Trenitalia la continuazione della pratica commerciale scorretta accertata.

A seguito dell’incisivo e complesso intervento dell’Autorità, Trenitalia ha rivisto il funzionamento del motore orario in senso più completo e trasparente verso gli utenti, attraverso l’implementazione di misure tecniche che l’Autorità ha ritenuto idonee a superare i profili  omissivi e ingannevoli della pratica commerciale censurata.

Dal 20 gennaio 2018, dopo i definitivi interventi eseguiti dal professionista, il sistema di ricerca appare adesso in grado di offrire ai consumatori una possibilità di scelta e acquisto di combinazioni di viaggio molto più ampia, pari a circa il 30% in più di soluzioni di viaggio, in particolare inclusive di treni regionali che prima non erano visualizzabili dall’utente nella consultazione della banca dati “tutti i treni”. Tali risultati vengono ora restituiti in maniera del tutto uniforme sia sul sito aziendale, che attraverso l’App Trenitalia e le emettitrici self service.

Si tratta di un significativo risultato a vantaggio dei consumatori, i quali, ad esito dell’attività di enforcement dell’Autorità, dispongono ora della possibilità di effettuare scelte commerciali più ampie, complete e consapevoli, nell’ambito di sistemi tecnicamente sofisticati di prenotazione e caratterizzati dalla presenza di algoritmi.

Roma, 9 febbraio 2018

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