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Cosa paghiamo con le bollette? Mi Manda Rai Tre fa luce sulle strane voci con Luigi Gabriele

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Nella puntata di Mi Manda Rai Tre del 7 febbraio 2018, condotta da Salvo Sottile, ha partecipato Luigi Gabriele, responsabile relazioni istituzionali ed esperto di CODICI, ASSOCIAZIONE A TUTELA DEI CONSUMATORI

Nella puntata , abbiamo parlato degli aumenti in bolletta per il 2018 e delle strane voci spesso incomprensibili ai più.

A COSA SONO DOVUTI QUESTI AUMENTI? L’aumento per l’energia elettrica è determinato dalla crescita dei costi di approvvigionamento. La variazione del gas è invece sostanzialmente legata alla crescita dei costi di materia prima.

PER POTER RISPARMIARE SUL CONTO DI LUCE E GAS, LA PRIMA COSA DA FARE E’ IMPARARE A ‘LEGGERE’ LE VOCI PRESENTI IN LA BOLLETTA ALLA VOCE IMPOSTE e ACCISE – ABBIAMO VISTO – CHE COMPRENDE ANCHE L’IVA. MA NON E’ ILLEGITTIMO APPLICARE, DI FATTO, UNA DOPPIA TASSAZIONE? In realtà ci sono stati cittadini che – contestando – il calcolo dell’Iva sulle imposte, si sono visti dare ragione dal tribunale.

SENZA QUESTO ULTERIORE “BALZELLO”, AVETE CALCOLATO QUANTO ANDREMMO A RISPARMIARE? in media tra i 50 e i 75 euro in meno ogni dodici mesi.

BASTEREBBE TOGLIERE IL CONTEGGIO DELL’IVA DALLE ACCISE E DALLE IMPOSTE PER ANNULLARE I 59 EURO DI AUMENTI PREVISTI QUEST’ANNO.

TORNIAMO ALLE VOCI IN BOLLETTA. COSA SONO GLI ONERI DI SISTEMA? Sono altre ‘imposte’ sono infatti chiamati anche oneri parafiscali  che finanziano altre spese dello Stato                            

ONERI DI SISTEMA”:

. MESSA IN SICUREZZA DEL NUCLEARE

. INCENTIVI ALLE FONTI RINNOVABILI

. PROMOZIONE EFFICIENZA ENERGETICA

. AGEVOLAZIONI PER LA RETE FERROVIARIO

. SOSTEGNO ALLA RICERCA

. AGEVOLAZIONI ALLE INDUSTRIE “ENERGIVORE”

.ONERI PER IL BONUS ELETTRICO

 

QUALI SONO LE PRINCIPALI VOCI CHE COMPONGONO IL COSTO DELLA BOLLETTA? Di fatto le voci che compongono il costo complessivo della bolletta sono 4: consumi, imposte, oneri di sistema, trasporto e contatore

 

 

OLTRE AI “CONSUMI” VERI E PROPRI, QUANTO “PESANO” IN BOLLETTA QUESTE VOCI ‘EXTRA‘? Piu’ dei consumi stessi, sfiorano il 60% del costo della bolletta della luce, superano il 65% sul costo della bolletta del gas.

  1. PER RISPARMIARE SUI COSTI DELLE BOLLETTE COSA POSSIAMO FARE? Imparare a capire di quanta energia abbiamo bisogno. Quindi leggere il contatore, capire se ci sono elettrodomestici che funzionano male, confrontare le bollette tra di loro…dobbiamo fare quello che facciamo con i telefonini. Quanti SMS mi servono e quanti Giga? Lo stesso dovremo fare per l’energia…
  2. A GIUGNO 2019, IL “MERCATO TUTELATO” E’ DESTINATO A SCOMPARIRE: CHE COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE: TARIFFE SELVAGGE? Dobbiamo imparare in queste due anni quanta energia consumiamo, per poterci orientare nel libero mercato
  3.  ESISTONO STRUMENTI CHE POSSIAMO CONSIGLIARE A CHI VOLESSE METTERE A CONFRONTO LE TARIFFE. Intanto dobbiamo dire di evitare i siti comparativi che non sono quasi mai affidabili. Se proprio vogliamo servirci di internet il consiglio è di andare sul sito istituzionale dell’ Autorità di Regolazione per Energia reti e Ambiente – ARERA e ‘cliccare’ sullo spazio TROVA OFFERTE. Immettendo il nostro CAP e i nostri consumi annui, troveremo tutte le offerte migliori sul mercato
  4. rivolgersi agli sportelli di CODICI specializzati.

Di SpyCons

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Prende il via “Consumer Angels” progetto di assistenza, informazione e incontri con i consumatori

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Roma, 23/07/2019 – Proporsi come “angeli custodi” dei consumatori: è questo l’obiettivo del progetto “Consumer Angels”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (ai sensi del D.D. del 01/10/2018) e realizzato in partenariato dalle Associazioni dei Consumatori Unione Nazionale Consumatori, U.Di.Con. e Movimento Difesa del Cittadino.

Il progetto, che ha preso il via nelle scorse settimane e terminerà a ottobre 2020,  intende facilitare la relazione tra i consumatori e le Associazioni di tutela con l’obiettivo di migliorare il grado di consapevolezza dei consumatori sui propri diritti e fornire loro gli strumenti per metterli in atto.

Tante le iniziative previste nei prossimi mesi su tutto il territorio nazionale: saranno infatti promosse attività di informazione, assistenza e di contatto con la cittadinanza attraverso strumenti efficaci e innovativi. Inoltre, non mancheranno momenti di confronto con i cittadini, su temi cruciali per la tutela dei consumatori e l’economia del Paese.  

Per maggiori informazioni vai sui siti delle quattro associazioni (www.consumatori.itwww.udicon.orgwww.difesadelcittadino.it).

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Bollette 28 giorni: dopo la sentenza del Consiglio di Stato, cosa fare per avere i rimborsi?

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Buone notizie sulla vicenda delle bollette di telefonia fissa o fisso/mobile fatturate a 28 giorni e dei soldi pagati in più dai consumatori. Infatti, dopo la conferma che le compagnie telefoniche devono provvedere a rimborsare i propri clienti, il Consiglio di Stato ha sentenziato che tali rimborsi devono essere automatici.

Che cosa significa?

2 sono le tipologie di utenti coinvolti:

  • coloro che sono ancora clienti dell’operatore telefonico
  • coloro che non sono più clienti del gestore responsabile dell’ingiusto addebito perché sono passati ad altro operatore.

1° caso: se sei ancora cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più non devi presentare alcuna richiesta. La tua compagnia telefonica è tenuta a rimborsarti stornando le giornate pagate in più. Riceverai quindi una bolletta più bassa

2° caso: se NON sei più cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più, DEVI subito presentare un reclamo all’azienda chiedendo il rimborso e l’importo esatto. Il reclamo deve essere inviato con una modalità TRACCIABILE (raccomandata A/R, posta certificata (Pec), numero di reclamo). Trascorsi 45 giorni senza risposta da parte dell’operatore o di risposta insoddisfacente, è possibile chiedere attraverso le sedi territoriali Adiconsum la conciliazione paritetica, per ottenere quanto previsto dalla legge.

Il periodo che verrà considerato per il calcolo del rimborso è il seguente: 23 giugno 2017 – 5 aprile 2018.

IMPORTANTE: Per info e assistenza, contatta le sedi territoriali Adiconsum

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SALDI| Cambio di un prodotto in negozio? Cosa fare e quando

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Hai acquistato un capo e, provandolo con calma a casa, ti sei reso conto che non è di tuo gusto? Non ti piace il colore del tuo nuovo vestito? In poche parole, ti sei pentito dell’acquisto che hai fatto? Hai ancora lo scontrino con te e ti chiedi se sia possibile restituire il capo oppure cambiarlo con un altro?

E se invece, ti accorgi che il prodotto acquistato è difettoso?

Ebbene, con questo articolo vogliamo proprio parlarti di questo argomento: la possibilità di restituire i beni. Le due ipotesi sono differenti e vediamo cosa dice la legge.

Nel primo caso, il commerciante non è tenuto al cambio della merce acquistata. Questa possibilità è a discrezione del venditore. Vero è che di solito, soprattutto le grandi catene, hanno una policy aziendale che permette il cambio del prodotto, dietro esibizione dello scontrino ed entro un numero limitato di giorni.

Nel secondo caso, invece, secondo la legge, il venditore è tenuto a garantire che il bene acquistato sia esente da imperfezioni. Qualora il prodotto presentasse imperfezioni, puoi richiedere il cambio appellandoti alla garanzia legale che si applica a tutti i beni di consumo, nuovi ed usati.

Molti utenti ci scrivono e ci segnalano alcuni casi particolari, come ad esempio la seguente storia pervenuta sulla nostra pagina Facebook:

La signora S.D. ha acquistato un pigiama al costo di 35 € presso una catena di abbigliamento che consente il cambio del prodotto. Qualche giorno dopo, entro i termini consentiti, la signora si reca presso il punto vendita per rendere il prodotto ed acquistarne un altro di pari valore. Nel frattempo, subentrati i saldi, il prezzo del pigiama era passato da 35 a 25 euro. Ebbene, poiché il pigiama risultava deprezzato di 10 €, il negozio ha richiesto il versamento dei 10 € di differenza!

Cosa fare? È giusto l’atteggiamento tenuto dall’Azienda?

No, perché il prezzo che risulta sullo scontrino rappresenta il credito da utilizzare per effettuare l’eventuale cambio con un prodotto dello stesso valore.

In casi del genere, ti consigliamo di chiedere di parlare con un responsabile e di contattare la Polizia municipale (Vigili) o locale per segnalare la scorretta pratica commerciale.

In caso, di mancato riconoscimento dei tuoi diritti, rivolgiti presso una sede Adiconsum

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