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Cosa pensano gli economisti dell’euro? (di Azzurra Cancelleri)

Prendo spunto dall’idea avuta dal mio collega Mimmo Pisano che nel suo blog ha raccolto le audizioni che vengono svolte in commissione e quindi vi riassumo, in questo post, quelle relative all’Euro.

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Franco Gallo (ITA, 1937)

Docente di diritto tributario presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università LUISS, ha ricoperto il ruolo diMinistro delle finanze nel Governo Ciampi. L’iniziativa per cui è ricordato il suo incarico da ministro, fu la forte semplificazione dei moduli della dichiarazione dei redditi. Durante il suo ministero furono introdotti anche per la prima volta gli studi di settore, ovvero quegli strumenti con cui il fisco “stima” i redditi di liberi professionisti e lavoratori autonomi. È considerato uno dei massimi esperti italiani in materia fiscale.

Mette in risalto la differenza tra i trattati fondanti dell’UE con gli accordi multilaterali che successivamente hanno visto l’adesione di molti stati, tra cui L’Italia. Interessantissimo il suo punto di vista.

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Vincenzo Visco (ITA, 1942)

Economista e politico italiano, è stato ministro delle Finanze dal 1996 al 2000 (governi: Prodi I, D’Alema I e D’Alema II; lo era già stato per pochi giorni soltanto nel 1993 con il governo Ciampi), ministro del Tesoro e del Bilancio dal 2000 al 2001 (governo Amato II) e vice ministro dell’Economia con delega alle Finanze dal 2006 al 2008 (governo Prodi II).

Questa audizione mi ha sorpreso perché mi aspettavo da lui un forte “endorsement” all’attuale configurazione UE, vista la sua storia politica. Invece è stato molto critico e decisamente euroscettico. Nell’ambito delle audizioni è stato l’unico a centrare la sua relazione sul contesto Fiscale. Interessanti i suoi suggerimenti sulle possibili soluzioni fiscali all’attuale problema di squilibrio europeo ed ancora più interessante l’idea per la risoluzione del problema del debito pubblico.

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Luigi Zingales (ITA, 1963)

Professore della Chicago University. Dal 2007 consigliere d’amministrazione Telecom. Brillante economista liberale duro e puro fondatore nel 2012 del movimento politico italiano Fermare il Declino. A tratti contraddittorio, è uno dei pochi che ha portato in commissione una visione filo Euro, rilevando la necessità di una redistribuzione fiscale del reddito di respiro europeo, ammettendo però che la Germania non sarà mai d’accordo, ma forse, spiegandolo con sufficiente autorevolezza

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Antonio Maria Rinaldi (ITA, 1975)

Docente di Finanza Aziendale presso l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara e di Corporate & Investment Banking e Mercati Finanziari & Commercio Internazionale presso la Link Campus University di Roma. Ha pubblicato nel 2011 “Il Fallimento dell’Euro?” e nel 2013 “Europa Kaputt,(s)venduti all’euro” per manifestare tutto il disappunto nell’attuale costruzione e conduzione europea. Con il suo maestro di politica economica, prof. Paolo Savona, ha concepito una proposta per il consolidamento del debito pubblico italiano. E’ firmatario del Manifesto di Solidarietà Europea per il ritorno concordato alle valute nazionali

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Alberto Bagnai (ITA, 1962)

Docente di Politica economica a Pescara e in Francia, sostiene che l’Euro sia stato un cattivissimo affare: l’euro ha imposto squilibri nella bilancia dei pagamenti che, a loro volta, hanno fatto crescere la quota di debito esterno. Il debito esterno, a sua volta, pone in essere rischi speculativi, gli stessi che stanno colpendo l’Eurozona. Uscire dall’Euro è doloroso ma è inevitabile. Oratore impeccabile espone concetti complessi con semplicità e con inesorabile realismo scientifico. Interessanti le deduzioni che collegano la nascita dell’Euro e del cambio fisso con l’inizio del declino delle economie più deboli in favore di quella più forte tedesca.

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Worren Mosler (USA, 1949)

Economista di spicco della Teoria Monetaria Moderna secondo cui una nazione dotata di sovranità monetaria, la cui facoltà di emissione è nella pertinenza esclusiva di istituzioni nazionali controllate dallo stato in modo diretto o indiretto, non può fallire in quanto la sua “capacità di pagamento” (“ability to pay” ) è illimitata parimenti a come è illimitata la sua capacità di stampare moneta.

Non ci sono in questo modo tetti razionali al deficit e al debito sostenibili da parte di una nazione, poiché essa ha un potere illimitato di finanziare questi disavanzi stampando moneta. L’obiettivo diventa la piena occupazione che si traduce nella disponibilità di moneta ad essa necessaria e null’altro.

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Paolo Savona (ITA, 1936)

Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, ha svolto numerosi incarichi pubblici in Italia e all’estero. I sui temi di ricerca sono il sistema monetario internazionale, i contratti derivati, i divari di produttività tra Centro-Nord e Mezzogiorno d’Italia. È autore e coautore di numerosi scritti sui problemi dell’economia reale, monetaria e finanziaria e sui temi metodologici.

Tra le sue attività di ricerca hanno particolare rilievo il primo modello econometrico dell’economia italiana M1BI, le prime analisi sulla base monetaria internazionale e l’eurodollaro, e sugli effetti macroeconomici dei contratti derivati, che hanno anticipato sistematicamente il susseguirsi dei drammatici eventi vissuti dall’economia italiana e da quella internazionale negli ultimi quarant’anni.

La lunga esperienza e la lucidità dettata dalla saggezza lo hanno portato ad immaginare un Europa dei popoli che si ricostruisce dalla formazione, propone pertanto la scuola europea con interscambio culturale e formativo.

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Fonte: www.azzurracancelleri.it

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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ISTAT, nel 2017 scende ancora il prezzo delle case

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Indici dei prezzi delle abitazioni

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Prospetto 1); il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove;
-20,5% le esistenti).

Il calo dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo; infatti, in base ai dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.

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Scoppia il caso frodi degli assegni bancari? Approfondimento di Luigi Gabriele su Radio Cusano Campus

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GLI ASSEGNI SONO UNA FORMA DI PAGAMENTO MOLTO RISCHIOSA, SOPRATUTTO OGGI.
Scoppia il bubbone delle frodi con gli assegni bancari. Nell’era delle criptovalute e dei pagamenti elettronici, si torna a parlare di assegni bancari perchè di facile contraffazione. Ne ha parlato il 9 gennaio 2018 a Radio Cusano Campus Luigi Gabriele.​

Ascolta il podcast al seguente link

 

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