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Cos’è l’estratto conto e come contestarlo

L’estratto conto è un documento ufficiale che ogni banca (o ente avente tali funzioni come ad esempio Poste Italiane) è tenuta ad inviare al cliente secondo scadenze specifiche dell’ordine di 3 o 6 mesi. All’interno dell’estratto conto devono essere presenti tutti i movimenti di “dare ed avere” inerenti il conto, con le date di esecuzione degli stessi e di valuta. All’interno di questo documento devono, inoltre, essere presenti tutte le voci addizionali di spesa addebitate dalla banca come gli interessi per i passivi, le commissioni, i bolli e le spese di spedizione sostenute.

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L’ufficialità è una caratteristica importante di un estratto conto sia perché determinata secondo specifici regolamenti di legge, sia perché l’ammontare di denaro presente sul conto e rintracciabile attraverso l’estratto può essere richiesto ed utilizzato anche per certificazioni e controlli da parte di enti pubblici o dal Fisco.
Proprio per questo bisogna porre estrema attenzione e verificare, per quanto possibile, che le informazioni presenti all’interno dell’estratto conto siano tutte corrette. Se così non fosse il cliente ha il diritto e la possibilità di contestare l’estratto.
In genere la contestazione di un estratto conto deve avvenire entro 60 giorni dalla ricezione del documento. Il termine ultimo viene però allungato fino ad un massimo di 6 mesi nel caso in cui gli errori rilevati riguardino la scritturazione delle operazioni, calcoli matematici, duplicazione o omissione di alcune operazioni eseguite.
Esiste poi una terza tempistica massima per l’invio della contestazione dell’estratto conto, che è quella che riguarda il calcolo degli interessi; in questo caso il cliente può contestare quanto riportato dalla banca fino a 10 anni dalla ricezione dell’estratto conto.
Tutte le contestazioni, a prescindere dal tipo di errore riportato, devono essere inviate alla propria banca tramite raccomandata con ricevuta di ritorno; nella contestazione devono essere riportate con estrema precisione le operazioni o i calcoli contestati. A questo punto la banca ha massimo 30 giorni, a partire dalla data di ricezione della missiva, per rispondere al cliente.
Laddove quest’ultimo non dovesse ritenersi soddisfatto della risposta della banca dovrà ricorrere ad un primo grado di giudizio per questo tipo di questioni che è rappresentato dall’Arbitro Bancario Finanziario, anche noto come ABF; in questa fase non è necessaria l’assistenza di un avvocato ma, nel caso in cui anche in questa sede non si dovesse raggiungere un accordo, il cliente potrà ricorrere al tribunale ordinario civile con l’obbligo di farsi rappresentare da parte di un avvocato.

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Azionista o obbligazionista delle quattro banche, ecco come ottenere i rimborsi

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Azionista o obbligazionista delle quattro banche? il rimborso viene dalle Good Bank

 

Codici vi spiega come fare

A seguito del fallimento del 2015 di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife molti azionisti ed obbligazionisti degli stessi Istituti hanno visto ridurre al lumicino le speranze di vedere risarcito il danno provocato dagli intermediari nel collocamento di prodotti finanziari rischiosi ed inadeguati.

L’Arbitro per le controversie finanziarie della Consob con le decisioni del 9 gennaio 2018 ha fornito una nuova possibilità per i risparmiatori coinvolti dai crack delle vecchie quattro banche diventa possibile rivalersi sugli Istituti che le hanno comprate, cioè: UBI per Marche, Etruria e Chieti e BPER per Cariferrara. 

In sostanza le Good Bank rispondono per i danni cagionati dalle Bad Bank nell’attività di prestazione di servizi d’investimento.

La Good Bank infatti si è impegnata alla «continuità dei rapporti contrattuali» e quindi in caso di violazioni delle regole di correttezza e trasparenza nella prestazione di un servizio di investimento, deve risarcire il danno cagionato al risparmiatore. 

Queste decisioni seguono la sentenza di ottobre del Tribunale di Ferrara che ha parimenti condannato Nuova Carife del gruppo Bper al risarcimento di tutti i danni subìti da un risparmiatore che aveva comprato azioni per circa 19mila euro.

Gli interessati possono rivolgersi a CODICI per capire cosa fare contattandoci ai seguenti recapiti dello sportello al numero 06.5571996 o inviando una email a segreteria.sportello@codici.org. Lo sportello è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 in Via G.Belluzzo, 1 oppure scrivete a http://codici.org/servizi-bancari.html

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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ISTAT, nel 2017 scende ancora il prezzo delle case

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Indici dei prezzi delle abitazioni

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Prospetto 1); il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove;
-20,5% le esistenti).

Il calo dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo; infatti, in base ai dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.

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