A distanza di due anni dal tragico naufragio della Costa Concordia sono ancora troppi i misteri che ruotano attorno all’incidente, mentre il processo in corso a Grosseto presenta troppe falle e lacune. Lo afferma il Codacons, nel giorno dell’anniversario dell’incidente all’Isola del Giglio.
Dopo due anni i parenti delle vittime non hanno ancora ricevuto giustizia e non è stata fatta chiarezza sulle reali cause che hanno determinato il naufragio – spiega l’associazione – Il processo sembra andare a senso unico e tenere fino ad oggi in scarsa considerazione i malfunzionamenti e le carenze a bordo della Costa Concordia, che potrebbero aver contribuito a determinare i decessi. Per tale motivo il Codacons, unica associazione dei consumatori che sta lottando per la verità, continuerà a battersi in tribunale nell’interesse dei naufraghi e dei parenti delle vittime, perché siano accertate le reali cause che hanno portato al disastro del 13 gennaio.
Intanto oggi il Tribunale di Grosseto ha accolto l’istanza presentata dal Codacons lo scorso venerdì ed ha revocato il provvedimento con cui era stata preclusa ai difensori la possibilità di salire a bordo del relitto in occasione degli accessi connessi allo svolgimento delle operazioni peritali. Grazie all’istanza del Codacons il Tribunale ha ora ammesso anche gli avvocati – in numero massimo di dieci – a prendere parte alle verifiche a bordo della Costa Concordia.