Di diverso tenore è la risposta del Collegio dei Periti del Tribunale al primo dei quesiti. A proposito del mancato funzionamento di alcuni degli apparati di emergenza connessi al DGE si legge testualmente nella Perizia: “
..omissis I fenomeni sopra descritti a parere del Collegio peritale hanno avuto conseguenze nella sequenza di eventi relativi alle alimentazioni delle utenze di emergenza. Questo fatto è dovuto al sovraccarico a cui è stato sottoposto il DGE e alla conseguente alterazione delle logiche di controllo locali delle singole utenze. In particolare il riporto al ponte di evacuazione degli ascensori previsto in caso di emergenza non si è attuato secondo quanto previsto in fase di progetto” Quindi il DGE era sotto dimensionato? I CCTT del Codacons avevano esplicitamente richiesto che venisse effettuata questa verifica. La responsabilità della Società di Gestione, dei progettisti e del principale azionista della Costa Crociere, Carnival, emergerebbe in maniera indiscutibile da queste affermazioni.
Probabile, anche se non chiaramente accertato nelle sue conseguenze sulla sicurezza dei passeggere, l’effetto drammatico del fallimento dell’alimentazione di emergenza sulle possibilità di manovrare agevolmente le lance di salvataggio nella fase dell’ ammaino. Si legge, infatti, nella Perizia :” …omissis.. Infine si può ancora osservare che i verricelli di recupero delle imbarcazioni di salvataggio non sono classificati come utenze SOLAS di emergenza, ma in ogni caso la compagnia armatrice ne aveva predisposto l’alimentazione anche in emergenza. Nel caso qui trattato la scialuppa n. 16 è rimasta incastrata durante la fase di ammaino e non è stato più possibile disincastrarla con operazioni manuali; in questa situazione la possibilità di manovrare il verricello avrebbe forse potuto aiutare l’operazione, ma date le condizioni di inclinazione della nave non è possibile stabilire con fondatezza la possibilità di successo di una tale manovra”. Conclusione agghiacciante se si pensa che, secondo la richiesta di rinvio a giudizio, la maggior parte dei passeggeri deceduti ha perso la vita mentre si spostava dal lato sinistro della nave, dove la scialuppa N. 16 era rimasta incastrata, a quello destro per cercare salvezza su un’altra scialuppa!
In definitiva non è affatto vero che il DGE non abbia avuto incidenza eziologica sul naufragio, come stabilito nella prima versione della Perizia che i Consulenti del Codacons avevano vivacemente contestato, quanto meno se col termine naufragio si intendono anche le conseguenze dell’incidente in termini di perdite di vite umane. In particolare:
1) Sembra che il DGE fosse sottodimensionato e insufficiente ad alimentare tutte le utenze ad esso connesso;
2) E’ probabile che, a causa del suo malfunzionamento/sottodimensionamento, esso non abbia fornito un utile supporto alle manovre di ammaino di alcune lance (in particolare la N. 16 i cui passeggeri sono stati fatti sbarcare e, in parte, sono morti annegati mentre cercavano imbarco su una scialuppa sul lato opposto della nave);
3) E’ accertato che la manovra di emergenza degli ascensori, che avrebbe dovuto essere comandata dal DGE, non è stata portata a termine correttamente. Come si evince dall’allegato I alla Perizia, la maggior parte delle cabine non sono pervenute al ponte 4, come previsto dalla procedura di emergenza e alcune delle porte risultano aperte in assenza di cabina. Particolarmente inquietante risulta questa osservazione nel caso dell’ascensore D che risulta bloccato tra i ponti 6 e 7 e le cui porte ai piani risultano in qualche caso aperte: secondo il rapporto dei Carabinieri e dei VVFF, nella tromba di questo ascensore sono stati rinvenuti ben 9 cadaveri!
I Consulenti del Codacons stanno attentamente esaminando la Perizia che, sebbene in alcuni punti ha risposto alle loro richieste di approfondimento e di messa in evidenza delle responsabilità dell’Armatore, in altri risulta ancora incompleta e non del tutto soddisfacente.