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Costo della vita, il 70% sono spese primarie

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Costo della vita, in Italia le spese primarie incidono sul 70% del reddito di una famiglia, il 10% in più della media UE, secondo l’indagine dell’Adoc

A fare la differenza è il minore reddito delle famiglie italiane, inferiore del 25% rispetto alle altre famiglie europee, oltre 600 euro in meno

Il trasporto pubblico ha il costo più basso nella UE, ma la scarsa qualità e inefficienza obbliga all’uso dell’auto, RCA più cara del 42%. Spesa alimentare più cara del 6%, ma per affitto e mutuo la spesa è minore del 14%

Roma, 11 settembre 2015 – Quanto incide la spesa per i beni e servizi essenziali sul reddito di una famiglia? Secondo un’indagine dell’Adoc le spese per alimentazione, trasporti e casa “sottraggono” il 70% del reddito, il 10% in più della media europea. A fare la differenza è la minore capacità reddituale, inferiore del 25% alla media europea, pari a circa 629 euro in meno, per cui ogni costo ha un peso maggiore. E’ il caro vita all’italiana.

“Crediamo sia importante analizzare il rapporto tra quanto entra e quanto esce in una famiglia per le spese primarie, non è solo una questione di costi, ma anche del peso effettivo di questi sul reddito – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – se, infatti, i costi sostenuti da una famiglia italiana sono in linea con quelli europei, anzi complessivamente inferiori del 6,9%, a pesare enormemente è la ridotta capacità reddituale. Una famiglia italiana, con entrambi i genitori lavoratori dipendenti, guadagna al netto delle tasse 2490 euro al mese, il 25% in meno di un’omologa famiglia nel resto d’Europa, la cui media si attesta sui 3119 euro mensili. E’ evidente che c’è una difficoltà congenita sul lato reddituale, ogni euro speso “pesa” molto di più in Italia che in Germania o in Francia. Così possiamo spiegare, almeno in parte, il caro vita che affligge le famiglie e i consumatori. Crediamo quindi serva non solo intervenire nei settori più esposti, come quello energetico e delle spese per casa, compreso affitto e mutuo. Ma occorre intervenire principalmente dal lato reddituale, incrementando le risorse a disposizione delle famiglie, prevedendo maggiori detassazioni e detrazioni.”

 

SPESE PER L’ALIMENTAZIONE

Mediamente una famiglia italiana spende circa 457 euro mensili per l’alimentazione, a cui vanno aggiunti circa 130 euro per i pasti sostenuti fuori casa in orario di lavoro. Per l’acquisto mensile degli alimenti una famiglia italiana spende quasi 60 euro in più rispetto alla Germania, circa 130 euro in più rispetto alla Spagna e 26 euro in più, pari al 6,2%, rispetto alla media europea. Al contempo è evidente la minore incidenza in Italia dei pranzi fuori casa rispetto al resto d’Europa: la differenza con la media europea è pari al 46,5%. Gran Bretagna, con una spesa di 300 euro mensili, e Svezia, con una spesa di 200 euro, sono le due nazioni dove la spesa è maggiore. Non è solo un fattore di parsimonia da parte delle famiglie italiane, ma è un vero e proprio fattore culturale il discrimine tra i dati. Nel Nord Europa pranzare fuori casa è un’abitudine fortemente radicata, al contrario che in Italia. Complessivamente, l’incidenza della spesa alimentare sul reddito di una famiglia italiana è pari al 23% circa (18% spesa alimentare più 5% pranzo fuori casa).

SPESE PER I TRASPORTI

Nell’analisi condotta si è ipotizzato l’utilizzo sia di un mezzo privato, misurato attraverso le voci per il carburante e per l’assicurazione obbligatoria, sia del trasporto pubblico, misurato attraverso il costo per un abbonamento alla rete cittadina su base mensile. Se in quest’ultimo caso la spesa media in Italia (35 euro) è considerevolmente inferiore alla media europea (58 euro), con una differenza del 65%, sono le spese per il trasporto privato a pesare sui bilanci familiari degli italiani. La spesa per la benzina è superiore dell’8,9% alla media europea, solo in Gran Bretagna si registra un costo maggiore, seppure in minima percentuale. Mentre costi notevolmente inferiori si registrano in Germania (142 euro mensili contro i 159 euro italiani), Francia (136 euro) e Spagna (130 euro). Ma il vero fardello è la spesa per l’RCA: il costo mensile di una polizza assicurativa in Italia è maggiore del 42,9% alla media europea. Da noi la spesa media si attesta sui 50 euro al mese, contro i circa 35 euro europei. Un fattore determinante per i bilanci familiari, una forbice eccessiva che abbiamo, come Adoc, ripetutamente sottolineato. In Italia il peso dell’RCA è molto spesso insostenibile per le famiglie, tanto da generare la presenza di oltre 4 milioni di veicoli c.d. fantasma, sprovvisti di tagliando di assicurazione o con RCA scaduta. Con tutte le gravi ripercussioni sul piano della sicurezza stradale. Complessivamente, le spese per i trasporti incidono per il 14% sul reddito familiare (il solo trasporto privato incide per il 12% sul reddito).

SPESE PER LA CASA

L’indagine ha preso in esame i costi vivi sostenuti dalle famiglie, in particolare i costi per l’affitto o rata del mutuo, le bollette (di luce, acqua, gas e rifiuti) e le spese per telefonia e connessione a internet. Per quanto riguarda i costi sostenuti per l’affitto/mutuo, la media italiana è inferiore del 14,3% alla media europea. La spesa per le famiglie italiane è mediamente pari a 688 euro mensili, contro, ad esempio, i 736,5 euro della Germania, gli 811 euro della Francia, i 780 euro della Svezia e i 1.140 euro della Gran Bretagna. Anche la spesa per telefono e internet risulta leggermente inferiore alla media europea, una differenza del 3,8% che ci pone in linea con il resto d’Europa (ma non con la telefonia mobile, dato che la nostra spesa è di media superiore del 4,6% agli altri Paesi europei, frutto non solo di una tariffazione mediamente più elevata ma anche di un fattore culturale, dato che siamo tra i Paesi con un maggiore utilizzo dei cellulari). Per quanto riguarda la spesa per le utenze, al contrario, in Italia assistiamo a costi maggiori del 3,8% alla media europea. Da noi la spesa mensile media si attesta sui 162 euro per famiglia, contro i 156 euro europei. Un dato che ci pone nel punto centrale tra la forbice che vede ai suoi estremi la Germania (218,5 euro di spesa mensile) e la Svezia (solo 87 euro di spesa mensile per le utenze). Complessivamente, le spese per la casa interessano il 35% del reddito disponibile.

REDDITO E INCIDENZA DEI COSTI

L’analisi intende delineare un quadro delle spese essenziali e comuni di una famiglia italiana (composta dagenitori, entrambi lavoratori dipendenti, con un figlio a carico, residenti in un appartamento di 80m2) confrontandole con quelle sostenute da pari famiglie europee. Ciò che salta immediatamente all’occhio è che, sebbene in Italia la spesa globale sostenuta mensilmente (al netto di ogni detrazione, ulteriore tassazione, spese mediche, spese per l’istruzione ed extra come vacanze o svago) sia mediamente inferiore del 6,9% alla spesa media europea, essa incida sul reddito in misura pari al 70%, il 10% in più della media europea, ferma al 60%. Il discrimine fondamentale, quindi, è nella minore capacità reddituale di una famiglia italiana. Che, al netto delle tasse, incamera poco meno di 2.500 euro mensili (sommando i due stipendi). Un reddito inferiore di ben il 25% alla media europea. In Germania il reddito di famiglia si avvicina ai 3500 euro mensili (con un incidenza delle spese sul reddito pari al 54%), in Francia si superano i 3200 euro (incidenza 58,2%), in Gran Bretagna si arriva a quasi 3800 euro (incidenza 64,6%), in Svezia ad oltre 3600 euro (incidenza 51,7%). Solo in Spagna, con poco meno di 2100 euro, il reddito è inferiore. Ma in questo caso l’incidenza dei costi è leggermente minore.

Giocoforza ogni singola voce contemplata assume un peso maggiore in Italia rispetto al resto d’Europa. Con conseguenze facilmente immaginabili:

·         Difficoltà/incapacità a sostenere le spese fondamentali per la sussistenza

·         Difficoltà/impossibilità a sostenere spese improvvise e/o urgenti, in particolare spese mediche e dentistiche

·         Rarefazione delle spese straordinarie, in particolare per vacanze, studio e cultura, svago, sport

·         Maggiore indebitamento, con sempre maggiore rischio di collegamenti con la malavita

·         Maggiore ricorso alla ricerca della “fortuna” (Gratta&Vinci, scommesse) o al gioco d’azzardo

Se consideriamo che molte famiglie si trovano anche in condizioni peggiori di quelle analizzate (solo un componente con lavoro, genitore anziano o più figli a carico) è evidente che la situazione assume contorni molto più gravi e preoccupanti.

“Come Adoc crediamo sia necessario intervenire sia sul lato reddituale, incrementando le entrate anche attraverso una riduzione del peso fiscale, sia sul lato dei costi e dei servizi offerti – continua Santini – le spese per le utenze continuano ad essere molto elevate, in particolare per i servizi essenziali come luce, acqua e gas; la mancanza di un trasporto pubblico di qualità, efficiente e ramificato “obbliga”, di fatto, e in particolare nei grandi centri, all’utilizzo del mezzo privato, con un incremento delle spese eccessivo per la sostenibilità dei bilanci familiari. Servono inoltre nuove e maggiori detrazioni fiscali per le famiglie, in modo da alleggerire il carico di spesa. Pensiamo solo ai libri di testo, la cui spesa si attesta a 300 euro annuali per studente, non deducibile e difficilmente riducibile. Questa situazione, con una crescita anche fisiologica dei prezzi di beni e servizi, in concomitanza con un blocco dei redditi, non solo ha messo in ginocchio le famiglie ma ha fermato ogni spinta ai consumi e agli investimenti, rallentando ogni percorso di sviluppo e di crescita del Paese.”

Analisi delle spese di una famiglia e incidenza sul reddito

Italia

Germania

Francia

Spagna

G.Bretagna

Svezia

Europa

Diff.% Italia Europa

Spesa alimentare

457 €

401 €

484 €

327 €

420 €

494 €

431 €

+6,20%

Pranzo fuori casa

130 €

160 €

180 €

170 €

300 €

200 €

190 €

-46,50%

Trasporto privato

 

 

Benzina

159 €

142 €

136 €

130 €

160 €

150 €

146 €

+8,90%

RCA

50 €

29 €

32 €

25 €

40 €

33 €

34,83 €

+42,90%

Trasporto Pubblico

35 €

65 €

50 €

42,50 €

82 €

75 €

58 €

-65,70%

Casa

688 €

736,50 €

811 €

568 €

1.140 €

780 €

787 €

-14,30%

Bolletta

162 €

218,50 €

153 €

120 €

198 €

87 €

156 €

+3,80%

Telefono + Internet

26 €

23 €

28 €

33 €

27 €

25 €

27 €

-3,80%

Cellulari

45 €

35 €

55 €

42 €

48 €

30 €

43 €

+4,60%

TOTALE

1.752 €

1.810 €

1.929 €

1.458 €

2.415 €

1.874 €

1.873 €

-6,90%

 

 

Stipendio netto (famiglia)

2.490 €

3.492 €

3.255 €

2.090 €

3.765 €

3.621 €

3.119 €

-25,20%

INCIDENZA SPESA/REDDITO

70,30%

52%

59,20%

69,70%

64,10%

51,70%

60,05%

+10%

Target di riferimento: famiglia con entrambi i genitori lavoratori dipendenti e con figlio a carico

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Bollette polemica “Dalla Chiesa vs ENEL”| ADICONSUM: è il momento di cambiare

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Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale:
Basta costi extra sulla bolletta della luce.
Il PNIEC parta dalla riduzione del costo dell’energia,
a cominciare dalla revisione degli oneri generali di sistema
22 marzo 2019 – I costi extra della bolletta, i c.d. oneri generali di sistema, sono tornati alla ribalta grazie alla denuncia della nota conduttrice Rita Dalla Chiesa.

Da tempo – dichiara Carlo De MasiPresidente di Adiconsum nazionale – denunciamo questa pratica. Più volte e in varie occasioni, abbiamo sottolineato l’esigenza di una revisione della struttura tariffaria, a partire dagli oneri generali di sistema, adeguandola alle scelte energetiche che il Governo si darà.

La nostra proposta – prosegue De Masi – è di contenere e ridurre i costi, trasferendo una quota degli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale, come già avviene in altri Paesi. Ciò anche per combattere la povertà energetica e permettere a tutti di accedere all’energia. Anche a tal proposito, abbiamo presentato, in più occasioni, le nostre proposte.

Auspichiamo – conclude De Masi – che il Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, presentato dai tre Ministeri (Sviluppo Economico, Ambiente e Trasporti, diventi l’occasione, finora mancata, di una reale svolta del nostro Paese nella politica energetica per gestire in modo adeguato la transizione energetica in atto e il cambio di paradigma.

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Internet e luce insieme? Linkem e IREN si alleano

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Firmato l’accordo fra Iren e Linkem: nasce “Iren Casa Online”
L’accordo tra la multiutility italiana e il provider internet a banda ultra-larga permetterà alle famiglie di avere a disposizione in una sola offerta
il servizio di energia elettrica e quello di accesso a internet veloce

Torino, 21 marzo 2019 – Iren Mercato, società del Gruppo Iren, e Linkem hanno siglato un accordo grazie al quale la multiutility italiana offrirà direttamente alle famiglie un servizio di connettività internet a banda ultralarga.
Dal 1° aprile Iren fornirà un servizio per la casa di accesso a internet senza limitazioni di tempo e di traffico e con una velocità di connessione che raggiunge i 30 Mbps. Lo farà grazie a una partnership con Linkem, uno dei principali operatori del mercato italiano.
Iren è una delle più importanti e dinamiche multiutility, che opera nei settori dell’energia elettrica, del gas, dell’energia termica per teleriscaldamento, della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali e tecnologici. Iren Mercato è la business unit commerciale del Gruppo e vanta ad oggi 1.800.000 clienti.
Linkem – operatore leader del segmento Fixed Wireless Access che copre oltre il 65% della popolazione – metterà a disposizione di Iren oltre alla propria infrastruttura di rete, la propria rete di installatori capillare sul territorio nazionale e un servizio di assistenza tecnica dedicata.
“Siamo orgogliosi di aver firmato con un partner importante come Iren un accordo che rimane nel segno della tradizione di Linkem di rispondere alle esigenze di connettività delle famiglie in modo efficace e trasparente. L’azienda si conferma un importante player di riferimento per la sua presenza capillare sul territorio nazionale e la sua capacità di fornire servizi in grado di abilitare anche l’utilizzo di soluzioni smart per la casa”, ha sottolineato Davide Rota, Amministratore Delegato di Linkem. Gianluca Bufo, Amministratore Delegato di Iren Mercato, dichiara: “La partnership con Linkem costituisce la naturale evoluzione della nostra gamma di prodotti e servizi new downstream, dispositivi evoluti di domotica che, grazie alla connettività wireless, rendono le nostre case più smart e la nostra vita di ogni giorno più semplice. Linkem, in quanto provider internet proprietario della rete, ci dà garanzia di un servizio affidabile e sicuro. Questo è un importante passo in avanti nell’ampliamento della gamma multiservizi, che fa di noi un player nel mercato italiano delle telecomunicazioni con un modello di business di successo.”

Iren Casa Online potrà essere attivato a partire da aprile in Piemonte, e nei mesi immediatamente successivi anche in Liguria ed Emilia-Romagna. Sarà disponibile per coloro che sono già clienti Iren o che desiderano diventarlo, con un’offerta commerciale di sicuro appeal che prevede un canone mensile pari a 17.90€ al mese per i primi 48 mesi. Ai clienti che aderiranno all’offerta di energia elettrica abbinata al servizio di connettività internet verranno scontati i 5€ al mese, altrimenti previsti come costo di attivazione.
I servizi saranno venduti, attraverso gli spazi Iren, call center, sito web e agenzie autorizzate.

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Condomini, obbligo di telelettura entro il 2020

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il 40% dell’energia consumata in Europa è legata al riscaldamento degli edifici. Da anni ormai l’Unione Europea si esprime per cercare di far decrescere questi numeri allarmanti. Ci ha provato prima stabilendo i
dettami per una corretta ed equa ripartizione delle spese di climatizzazione invernale in edifici di tipo condominiale e dopo con l’obbligo di installazione dei dispositivi di contabilizzazione di calore negli edifici
serviti da impianto termico centralizzato. Gli obiettivi però sono stati raggiunti solo in parte, dato che non sono mai effettivamente partite le tanto vaticinate sanzioni tra i 500 e i 2.500 euro per chi non si fosse
adeguato a norma.
Ora l’Unione Europea alza l’asticella per raggiungere un obiettivo al quale miriamo tutti: consumi più trasparenti per i riscaldamenti centralizzati nei condomini. Per raggiungere questo traguardo ci saranno delle tappe che ci auspichiamo vengano rispettate da tutti:
 la prima – entro il 25 ottobre 2020 – prevede che tutti i nuovi contabilizzatori installati dovranno consentire la lettura a distanza.
 La seconda – entro l’1 gennaio 2027 – prevede la definitiva sostituzione degli odierni modelli che non consentono il controllo da remoto. Ciò significa che quelli già installati ma sprovvisti di tale capacità dovranno essere sostituiti.
 La terza, un vero e proprio obiettivo finale: aumentare l’efficienza energetica del 32,5% entro il 2030.
Chissà che questi nuovi obiettivi non siano uno stimolo per far ritrovare al mercato un’accelerazione che non si vede dal 2016. Si tratta di scelte che mirano ad un futuro migliore e rappresentano un passo avanti
importante nei confronti di quella Digital Transformation che sta rivoluzionando tutti i settori, l’obbligo alla telelettura non fa eccezione. L’Automatic Meter Reading, di cui Qundis fa uso da anni, infatti, rappresenta la più innovativa tecnologia nell’ambito della lettura automatica dei contatori: Attraverso dei semplici nodi di rete i dettagli sui consumi energetici del riscaldamento, dell’acqua, della corrente e del gas vengono raccolti e trasferiti direttamente all’ amministratore di condominio o alle società di SSP. Con estrema semplicità, quindi, i dati di consumo vengono trasmessi da un modulo radio a una centrale operativa di
raccolta e scaricati su un determinato dispositivo, il tutto all’insegna dello smart metering.
L’obbligatorietà alla telelettura implica anche maggiore sicurezza: tutti i dati che vengono trasmessi tra la rete AMR e il server, infatti, sono crittografati e durante il trasferimento dei dati non vi è alcun collegamento tra unità abitativa e il singolo dispositivo.

L’obietto dell’Unione Europea è quello di arrivare entro il 2050 a edifici ad impatto tendente allo zero e non si tratta di un obiettivo impossibile. Il solo monitoraggio di tutti i propri consumi insieme alla tempestiva
informazione del consumatore può far risparmiare fino al 30%; allo stesso modo l’installazione di contabilizzatori di calore nei condomini può ridurre i costi fino al 20%. Grazie alla telelettura obbligatoria arriveranno ulteriori vantaggi: si abbasseranno i valori di consumo e si potrà godere di una maggiore e tempestiva ricezione di tali dati, in modo che anche l’utente finale possa modificare il proprio comportamento nell’utilizzo dei vari strumenti messi a disposizione e contribuire attivamente al risparmio.
Sicuramente ogni cambiamento porta con sé delle criticità ma, soprattutto, delle concrete opportunità di miglioramento: nel caso degli operatori del settore, si tratta di ampliare la loro professionalità, avere accesso a nuove competenze, allargare il proprio giro d’affari e anche formarsi nel miglior modo possibile, nel rispetto della normativa. Ma al di là dell’obbligo di legge, è un’opportunità di cambiamento a livello globale che deve essere colta ora, proprio con la sensibilizzazione e l’azione dei singoli. La gestione delle risorse energetiche è un tema che non può più essere messo da parte e deve interessare tutti perché si connette direttamente alla qualità dell’ambiente e del mondo in cui viviamo.

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