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Costretti a vivere in macchina e lontano dai figli. Sono i padri separati

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Continua la campagna di CODICI “Voglio papà”

Da una ricerca promossa dall’Istituto di Antropologia per la cultura della persona e della famiglia emergono dati scioccanti sul tema della separazione, in particolare sulla situazione di povertà in cui versano i padri separati.
Sono circa 4milioni i padri separati in Italia, 800 mila vivono in condizioni di povertà e disagio.
Papà in giacca e cravatta in fila alla mensa dei poveri, costretti a dormire in macchina o farsi la doccia in ufficio.
In seguito alla separazione sono evidenti le disparità di trattamento nei confronti dei padri che vengono trattati come genitori di serie B. Non esistono tentativi di conciliazione da parte del giudice, la durata media delle udienze? 15 minuti. Come a sottolineare, come testimonia la maggior parte degli intervistati che quando si arriva in tribunale “i giochi sono fatti”.
E il rapporto padre-figlio è ostacolato, reso difficile e quasi impossibile dalle ex- mogli o conviventi.
Si registrano testimonianze diametralmente opposte se si considerano esperienze di padri e di madri.
Il 72% delle donne separate vive con i figli e, quindi, può vederli ogni giorno, mentre per i padri la percentuale quasi sparisce: soltanto il 9,2% degli uomini ha la possibilità di vedere quotidianamente i propri figli, mentre il 13,9% afferma addirittura di non averli visti nell’ultimo anno.
Padri costretti a separarsi dai propri figli, a vivere in condizioni di estrema povertà, a combattere lotte quotidiane per vedere il bambino, a subire false denunce per aggressione e maltrattamenti che quasi sempre si rivelano infondate.
Battaglie legali per rivendicare e difendere il proprio ruolo di padre e il diritto a essere presente nella vita dei figli. Padri con bassi redditi, che pur di essere responsabili finiscono a dormire in macchina o alla Caritas, oppure se optano per la sopravvivenza, sono costretti a venire meno ai loro imprescindibili impegni di padri separati.

Codici con la campagna “Voglio papà” continua a denunciare uno sbilanciamento netto da parte dei giudici a favore delle madri. La giurisprudenza deve cambiare orientamento al più presto e tutelare il diritto dei padri alla bigenitorialità, sancito a livello comunitario.

Continuate quindi ad inviarci le vostre segnalazioni al nostro sito in merito alla Campagna ”Voglio papà”: http://codici.org/voglio-papa.html.

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Bonus bollette, la maggioranza ritira gli emendamenti sull’automatismo – L’appello ai presidenti delle Camere

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Rendere automatico il bonus sociale luce gas e acqua non comporta oneri per il bilancio dello Stato, mentre sosterrebbe in maniera concreta i 6 milioni di italiani in povertà assoluta.

Appello di Adiconsum a Governo e Parlamento
per l’introduzione del bonus automatico nella Legge di bilancio 

5 dicembre 2018 – I dati sulla povertà nel nostro Paese sono allarmanti: la povertà assoluta riguarda quasi 6 milioni di cittadini, con un 30% della popolazione a rischio esclusione sociale, di cui il 12,1%, cioè 1 milione e 208 mila, sono minori. Non passano inosservati anche i dati sulla povertà energetica, con il 16,1% della popolazione che non può permettersi di riscaldare adeguatamente la propria abitazione.

Non possiamo rimanere indifferenti ed inermi di fronte a questi dati – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Più volte abbiamo denunciato la farraginosità, la scarsa conoscenza e l’insufficiente estensione dell’unica misura di sostegno a favore dei poveri energetici, il bonus sociale luce  e gas.

Ecco perché – continua De Masi – abbiamo inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia, chiedendo il loro autorevole intervento per l’introduzione nel DEF delle misure necessarie a rendere automatico il bonus sociale per luce, gas e acqua.

Un automatismo – conclude De Masi – che non peserebbe sulle casse dello Stato, in quanto i bonus sono prevalentemente a carico degli utenti di luce, gas e idrico e non gravano sulla fiscalità generale. Ci auguriamo che il nostro appello venga accolto.

 
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Salta il taglio dell’iva sui pannolini. Protesta il CODACONS

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Ancora una marcia indietro da parte del Governo che danneggia i cittadini in special modo le fasce più deboli della popolazione. Lo afferma il Codacons, commentando lo stop al taglio dell’Iva per pannolini e assorbenti, con la commissione Bilancio della Camera che ha bocciato un emendamento a prima firma Francesco Boccia (Pd) che portava l’aliquota dell’Iva al 5% per “latte in polvere e liquido per neonati, prodotti alimentari per l’infanzia, pannolini, assorbenti”.

“Si tratta di una promessa non mantenuta, e di un grave dietrofront su un provvedimento che avrebbe realmente sostenuto milioni di famiglie, aiutando i ceti meno abbienti – spiega il presidente Carlo Rienzi – La manovra del Governo appare oramai sempre più schizofrenica: regala fondi a pioggia per scuole musicali, accademie, apicoltura o archivi storici, abbassa l’Iva su Spa, centri benessere e massaggi al 10%, ma dimentica di aiutare chi ha davvero bisogno di aiuto e di sostenere gli enti meritevoli di tutela. Ed è gravissimo che dopo le promesse fatte da governo e opposizione non si sia ancora approvato l’emendamento per esonerare dal contributo unificato le associazioni che svolgono attività sociale e che attraverso le loro cause difendono i diritti di milioni di cittadini”.

Per tale motivo il Codacons, dopo la lettera inviata al Presidente della Repubblica, rivolge oggi un appello ai Senatori di tutti gli schieramenti politici, affinché intervengano per ridare equità alla manovra e sanare le discriminazioni a danno dei cittadini deboli e delle Onlus, e non approvino misure prive della necessaria copertura finanziaria.

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Spesa al mercato: come risparmiare e fare buoni affari

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ADICONSUM AVVERTE

L’acquisto di frutta e verdura ha un certo peso sull’economia familiare: secondo i dati Istat, nel corso del 2017, gli italiani hanno speso mensilmente circa 63 euro di frutta e 43 di verdura.

In realtà, parte di quello che paghiamo per questi prodotti non viene neanche utilizzato: stiamo parlando di tutti quei package (buste, confezioni e altro) che, oltre a inquinare l’ambiente, finiscono per pesare significativamente sul prezzo finale del prodotto.

Tra l’altro, i package ci vincolano a dover comprare quantitativi specifici, con il rischio che parte del prodotto si rovini o vada definitivamente a male.

Una possibile soluzione? Comprare prodotti sfusi al mercato! Anche in questo caso, però, è necessario prestare attenzione e conoscere qualche trucco per fare buoni affari.

 

Consigli per gli acquisti

Per tagliare i costi, e sufficiente seguire poche regole:

  • Compra prodotti di stagione
  • Ricorda che più la filiera di trasporto è breve, più i costi ambientali e materiali diminuiscono; per questo è preferibile scegliere banchi che indichino il luogo di produzione
  • Compra frutta e verdura con meno scarto possibile (meno si butta, meglio è!)
  • È preferibile rivolgersi a un coltivatore affiliato a una grande organizzazione
  • Presentati a ridosso dell’orario di chiusura per trovare offerte last minute
  • Compra quello che ti serve nelle giuste quantità
  • Con delle buone materie prime puoi realizzare prodotti casalinghi (marmellate, salamoie, etc.), assicurati, però, di rispettare le norme igieniche.

 

Come riconoscere un buon prodotto

  • Cerca etichette che indichino la provenienza del prodotto
  • I colori di frutta e verdura devono essere vivi
  • Ricorda di lavare bene frutta e verdura: al mercato c’è spesso la cattiva abitudine di toccarla senza usare i guanti
  • Se compri prodotti in salamoia sfusi, assicurati che siano completamente sommersi dal liquido.
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