L’accordo del 27 settembre 2012, stipulato per avviare una strategia di collaborazione tra le due società, ha rappresentato una fase preliminare di un processo successivamente confluito nell’acquisizione di Impregilo da parte di Salini.

Non sussistono le condizioni per contestare a Salini Costruttori e Impregilo di aver attuato un’intesa restrittiva della concorrenza. Lo ha deciso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 3 luglio 2013, chiudendo così l’istruttoria avviata nell’ottobre dello scorso anno per verificare eventuali effetti restrittivi dell’Accordo strategico siglato tra le due società per la partecipazione alle gare per la realizzazione di grandi opere.

Secondo l’Antitrust, l’Accordo, concluso al momento di avvio dell’istruttoria tra imprese indipendenti, va valutato alla luce della successiva acquisizione di Impregilo da parte di Salini: in quest’ottica l’Accordo stesso può configurarsi come una fase preliminare del processo di acquisizione e assume la connotazione di intesa non rilevante ai fini antitrust.

Peraltro, l’attività istruttoria svolta ha permesso di appurare come l’Accordo fosse finalizzato a realizzare sinergie operative soprattutto in occasioni di gare internazionali dove le società Salini e Impregilo devono confrontarsi con imprese operanti a livello mondiale di grandi dimensioni. Infatti, nella fase di prima realizzazione l’Accordo era quasi interamente riferito a progetti internazionali.