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Salute

Creme protettive. Come riconoscere quelle giuste (di Valeria Graziussi)

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Come riconoscere le creme protettive di qualità e più adatte alla nostra pelle

Il mese di luglio è alle porte e ognuno di noi si concederà una vacanza o un week end al mare, in montagna o al lago. Da nord a sud, nel periodo estivo, il sole batterà forte e sará necessario scegliere con cautela una crema solare protettiva che sia adatta al tipo di pelle di ognuna di noi.
Per orientarsi e compiere la scelta giusta, é sempre bene comprendere il tipo di pelle che abbiamo per regolarsi di conseguenza ma soprattutto avere ben chiaro cosa si intende con le sigle UVA UVB e UVC e SPF, per leggere e comprendere le indicazioni presenti sulle creme.
Le radiazioni solari sono classificate in base alle loro lunghezza d’onda, oltre alla luce visibile al’occhio umano infatti, si distinguono i raggi ultravioletti che sono costituiti da 3 categorie di radiazioni: UVA, UVB e UVC: I raggi UVA penetrano in profondità nella pelle, promuovono il rilascio della melanina dai melanociti e l’abbronzatura, rappresentano una lieve minaccia per la nostra pelle, sono presenti anche nei giorni con cielo coperto e non creano particolare disagio nell’immediato; ciononostante, il loro impatto negativo può manifestarsi anche dopo anni. L’effetto degli UVA è ridotto dall’uso degli occhiali da sole ed è ostacolato da indumenti protettivi e filtri solari I raggi UVB sono potenzialmente più dannosi e cancerogeni degli UVA, ma producono un’azione stimolante la neosintesi di melanina e attivano il metabolismo della vitamina D. I raggi UVC sono le radiazioni più pericolose che sono però schermate dallo strato di ozono nell’atmosfera terrestre.
La sigla SPF invece, sta per fattore di protezione solare e fornisce un’indicazione numerica (da 6 a 50+) relativa alla capacità del prodotto di schermare i raggi solari.
Nella scelta della crema adatta al nostro corpo, deve necessariamente farsi riferimento al fattore protettivo in relazione al tipo di pelle, chiara, normale o olivastra, poi deve fasi particolare attenzione a quanto riportato in etichetta: secondo le ultime raccomandazioni della Commissione Europea, un solare deve contenere sostanze che permettano un buon rapporto di protezione UVB/UVA, dove la protezione UVA dovrebbe corrispondere ad 1/3 della protezione UVB dichiarata.

Secondo la Commissione Europea, l’etichettatura dei prodotti di protezione solare deve essere semplice, standardizzata e comprensibile, per permettere ai consumatori di identificare e selezionare i prodotti solari generalmente riconosciuti sicuri ed efficaci e che offrano una protezione idonea contro scottature, invecchiamento precoce della pelle e tumori della pelle. In particolare,non potranno essere più impiegate diciture fuorvianti come “sun block” o “schermo totale” e non dovrebbero più esistere prodotti con fattore di protezione inferiore a 6 o superiore a 50+.

Infine, si consiglia di non acquistare creme vendute da esercenti non autorizzati, potrebbero essere state conservate in maniera non adeguata e perdere le proprie caratteristiche o addirittura potrebbe esservi il rischio di comprare prodotti non originali.

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Scuole. Il 15 marzo sciopero Globale per il clima

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Fridays for Future: Federconsumatori aderisce alle iniziative per garantire un futuro al pianeta e promuovere lo sviluppo sostenibile.

La Federconsumatori, da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente e nello sviluppo della cultura delle sostenibilità aderisce con convinzione al movimento Fridays for Future.

Una battaglia nata dal coraggio e dalla determinazione di Greta Thunberg, che ha coinvolto giovani studenti in tutto il mondo con l’obiettivo di fermare il cambiamento climatico e garantire un futuro al nostro pianeta.

In tal senso sosterremo lo sciopero globale promosso dagli studenti “School Strike 4 Climate” indetto il 15 marzo per rivendicare il proprio diritto alla giustizia climatica.

L’adesione a tale iniziativa si inquadra in uno scenario più vasto in cui la Federconsumatori è impegnata a promuovere lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica, nonché a rivendicare un maggiore impegno dei governi per il clima e la tutela ambientale, specialmente alla luce dei dati allarmanti provenienti dai principali osservatori sul clima.

Gli impegni assunti a livello internazionale sono degli obiettivi fondamentali da cui partire, fissando sempre più in alto i limiti alle emissioni di gas a effetto serra e l’incremento della quota di energia soddisfatta da fonti rinnovabili.

Non è solo un problema di ordine economico o geopolitico, ma si tratta di una vera e propria questione di giustizia sociale, che investe le condizioni di vita delle nuove generazioni. Per garantire a loro un futuro è necessario agire con responsabilità oggi: il primo passo è prendere parte alle iniziative che ogni venerdì si stanno diffondendo anche nelle piazze italiane.

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Salute

Dis-Servizio sanitario. I cassaintegrati i più colpiti socialmente. 70% dei cittadini rinuncia ai farmaci.

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Mercoledì 6 febbraio 2019 – ore 13.00
XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

guarda il video dell’audizione:

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Salute

CONTRACCETTIVO A RISCHIO: CODACONS PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA

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Un contraccettivo permanente dagli effetti collaterali pericolosi al punto da portare il Ministero della salute a disporne il richiamo su tutto il territorio nazionale. E’ il caso del contraccettivo “Essure”, prodotto dalla Conceptus Inc., un’azienda sussidiaria della Bayer, finito nel mirino del Codacons che lancia oggi una azione collettiva in favore di tutte le donne che hanno scelto di impiantare il prodotto in questione.

Nel periodo di tempo in cui è stato sul mercato, Essure sarebbe stato impiantato a circa 7000 donne italiane, in alternativa all’operazione chirurgica quale metodo contraccettivo permanente ed irreversibile – spiega il Codacons – Dal momento dell’immissione in commercio, tuttavia, moltissime donne hanno lamentato gravi effetti collaterali seguiti all’impianto, dalla perforazione delle tube di Falloppio e dell’utero alle emorragie e gravidanze indesiderate, arrivando in un numero rilevante di casi alla rimozione chirurgica del dispositivo.

A seguito di tali complicanze il Ministero della Salute ha richiesto, attraverso un avviso di sicurezza, di procedere in via precauzionale al tempestivo richiamo di tutte le unità ancora presenti presso le strutture sanitarie sul territorio nazionale.

Il Codacons – che nei giorni scorsi sul caso ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma – ha deciso di scendere in campo a tutela delle donne che hanno fatto ricorso al contraccettivo Essure, mettendo a disposizione uno staff medico-legale per valutare le dovute azioni da intraprendere a loro tutela e finalizzate ad ottenere il risarcimento dei danni subiti, anche in relazione ai rischi sanitari corsi.

Tutti gli interessati possono ottenere info alla pagina https://codacons.it/sotto-accusa-il-dispositivo-contraccettivo-permanente-essure-agisci-ora-per-chiedere-il-risarcimento/

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