Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, il debito pubblico italiano a gennaio è tornato a salire, attestandosi a 2.089,5 miliardi di euro, in crescita di 20,5 miliardi dai 2.068,9 registrati a fine 2013.

Per il Codacons questo dato dimostra che, se si vogliono rispettare i vincoli europei, le risorse a disposizione del Governo per ridare capacità di spesa alle famiglie sono insufficienti, anche prendendo per buoni i dati del Commissario straordinario alla spending review Cottarelli.

Il Codacons apprezza molto che il Governo abbia finalmente capito che la priorità deve essere quella di aiutare le famiglie ad arrivare a fine mese e che abbia preso come prima misura quella di aumentare le buste paga dei lavoratori dipendenti di circa 85 euro netti al mese.
Ma, al di là del fatto che il provvedimento non aiuta né i disoccupati né i pensionati, è evidente che questa misura deve essere considerata solo un primo passo a cui ne devono seguire molti altri. Va, infatti, ridisegnato totalmente il sistema fiscale italiano in nome di un criterio della progressività dimenticato ormai da anni.

Il costo dell’energia, ad esempio, non va ridotto solo per le imprese ma anche per le famiglie. Vanno abbassate, infatti, tutte le spese obbligate che pagano gli italiani, facendo in modo che sia le imprese che i consumatori non abbiano le banche, le assicurazioni, la luce, il gas, i telefoni, la benzina, le tariffe dei servizi pubblici locali più care d’Europa.
Per questo bene ha fatto il Governo Renzi ad aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie, proposta che il Codacons ha fatto da anni (anche se noi avevamo chiesto un’aliquota al 27%), ma non basta. Vanno alzate anche l’aliquota massima Irpef e l’aliquota base Imu per chi ha più di 3 case.