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Crif – Eurisc: illegittime le richieste di pagamento. Esposto ad Antitrust e Garante Privacy

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Firenze, 29 Aprile 2016. Ci è già capitato in passato di occuparci di alcuni comportamenti non trasparenti da parte di Crif, la principale società di gestione di Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) (1).
Da qualche tempo, per l’esercizio del diritto di accesso alla banca dati Eurisc per verificare iscrizioni a proprio nome, Crif sta richiedendo, in caso di presenza di dati, il pagamento di quattro euro richiamando il contenuto della Sentenza 2841/14 del Tribunale di Bologna.
Non disponiamo di tale sentenza, tra l’altro di primo grado, ma possiamo senz’altro affermare che la richiesta di pagamento non appare rispondente ai dettati normativi.

Difatti è principio giuridico che le sentenze facciano stato solo tra le parti del giudizio e non riguardano altri soggetti. Quando risultano iscrizioni (di qualunque tipologia, positiva o negativa), l’accesso ai propri dati personali deve essere consentito in forma gratuita. Il Codice della Privacy è chiaro in merito. Ad evitare un eccessivo carico di costi per le società di gestione, la Deliberazione numero 18 del 18 marzo 2010 del Garante Privacy ha previsto un rimborso spese, stabilendo comunque che la risposta alla prima richiesta di ciascun anno solare debba sempre essere gratuita, come anche debbano sempre essere sempre gratuite le richieste con risposta inviata mediante posta elettronica.

Solo nel caso in cui non risulti alcuna iscrizione a nome dell’interessato, le società di gestione di SIC possono prevedere un contributo spese per i costi effettivamente sopportati per fornire il servizio pari ad un massimo di 2,50 euro iva inclusa se i dati sono trattati con strumenti elettronici e la risposta è fornita oralmente, oppure fino ad un massimo di 10 euro, sempre iva inclusa. Anche qui qualcosa non quadra, dato che la richiesta non è supportata dalla rendicontazione dei costi effettivamente sostenuti . E’ da notare come anche un’altra società di gestione di SIC, Experian, applichi la tariffa di 10 euro.

Le richieste di Crif, pertanto, sono in violazione del Codice della Privacy, precisamente dei commi 7 e 8 dell’art. 10 del D. Lgs. n. 196/2003, ed anche della Deliberazione n. 14 del 23 dicembre 2004 “Contributo spese in caso di esercizio dei diritti dell’interessato”.

L’atteggiamento di Crif, inoltre, non appare rispettoso della normativa Antitrust perché rappresenta un abuso di posizione dominante, vale a dire l’utilizzo del proprio potere a danno dei consumatori come previsto dall’articolo 3 della Legge 287/90, precisamente al comma a): “imporre direttamente o indirettamente prezzi di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose”.

Per non parlare delle violazioni al Codice del Consumo, precisamente dell’articolo 21 (pratica commerciale ingannevole per informazioni non rispondenti al vero), articolo 24 (pratica commerciale aggressiva perché coercitiva e che induce ad assumere una decisione), articolo  25 comma d (ostacolo non contrattuale, oneroso o sproporzionato, imposto qualora un consumatore intenda esercitare diritti contrattuali).

Alla luce di tanto, l’Aduc ha presentato una segnalazione al Garante Privacy (2) ed un esposto all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (3) , ed invita gli interessati a non pagare l’importo di quattro euro richiesto da Crif S.p.A.

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RC-Auto, diffidate dei comparatori on line, ecco come fare per risparmiare. Il consiglio di Luigi Gabriele

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++++RC AUTO: LO SAI CHE PUOI RISPARMIARE UN SACCO DI SOLDI????++++++

Esiste un portale istituzionale che abbiamo pagato noi consumatori e gestito dall’IVASS, con il quale puoi vedere “tutte” le polizze per RC Auto e non solo quelle che i comparatori on line(che sono dei broker), ti fanno vedere perché sono incentivati a venderti.

Si chiama TuOpreventivatOre ed è lo strumento per confrontare – in base alla loro convenienza economica – i preventivi r.c auto di tutte le imprese presenti sul mercato. Il servizio è gratuito e anonimo: per attivarlo l’utente deve rispondere a un questionario, ma non occorre che dichiari le sue generalità; basta fornire un indirizzo e-mail valido dove ricevere i preventivi.

Per ragioni di semplicità il servizio di preventivazione prende in considerazione le ipotesi di polizza più comuni e diffuse, ovvero quelle basate su: la formula tariffaria bonus malus, il massimale minimo di legge, il caso della ‘guida libera’ (la garanzia dell’impresa opera qualunque sia il soggetto alla guida al momento del sinistro) e della ‘guida esperta’ (in questo caso se al momento del sinistro è alla guida del veicolo un soggetto di età inferiore a 26 anni, l’impresa può esercitare la rivalsa sull’assicurato).

E’ bene tenere presente che TuOpreventivatOre è uno strumento di ‘primo orientamento’ in grado di offrire un’informativa di carattere generale per un’ampia e rapida panoramica sui prezzi delle polizze r.c. auto disponibili sul mercato. Il servizio non è uno strumento di acquisto della polizza: una volta acquisite le informazioni sui prezzi grazie a TuOpreventivatOre, ci si potrà rivolgere direttamente alle imprese e agli intermediari per l’acquisto della polizza prescelta.

I preventivi elaborati dal sistema sono comunque vincolanti per le imprese per almeno 60 giorni dalla data del loro ricevimento e comunque non oltre la durata della tariffa in corso.

 

Luigi Gabriele Codici Associazione Consumatori

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Azionista o obbligazionista delle quattro banche, ecco come ottenere i rimborsi

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Azionista o obbligazionista delle quattro banche? il rimborso viene dalle Good Bank

 

Codici vi spiega come fare

A seguito del fallimento del 2015 di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife molti azionisti ed obbligazionisti degli stessi Istituti hanno visto ridurre al lumicino le speranze di vedere risarcito il danno provocato dagli intermediari nel collocamento di prodotti finanziari rischiosi ed inadeguati.

L’Arbitro per le controversie finanziarie della Consob con le decisioni del 9 gennaio 2018 ha fornito una nuova possibilità per i risparmiatori coinvolti dai crack delle vecchie quattro banche diventa possibile rivalersi sugli Istituti che le hanno comprate, cioè: UBI per Marche, Etruria e Chieti e BPER per Cariferrara. 

In sostanza le Good Bank rispondono per i danni cagionati dalle Bad Bank nell’attività di prestazione di servizi d’investimento.

La Good Bank infatti si è impegnata alla «continuità dei rapporti contrattuali» e quindi in caso di violazioni delle regole di correttezza e trasparenza nella prestazione di un servizio di investimento, deve risarcire il danno cagionato al risparmiatore. 

Queste decisioni seguono la sentenza di ottobre del Tribunale di Ferrara che ha parimenti condannato Nuova Carife del gruppo Bper al risarcimento di tutti i danni subìti da un risparmiatore che aveva comprato azioni per circa 19mila euro.

Gli interessati possono rivolgersi a CODICI per capire cosa fare contattandoci ai seguenti recapiti dello sportello al numero 06.5571996 o inviando una email a segreteria.sportello@codici.org. Lo sportello è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 in Via G.Belluzzo, 1 oppure scrivete a http://codici.org/servizi-bancari.html

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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