E’ battaglia tra associazioni dei consumatori sul caso Alitalia. A sollevare l’ascia di guerra la Federconsumatori, associazione costola della Cgil che ieri, intervenendo sulla crisi della compagnia aerea, attraverso un comunicato stampa e un tweet del suo presidente Rosario Trefiletti ha duramente contestato il Codacons, “colpevole” di voler tutelare i portafogli degli italiani contro qualsiasi ipotesi di salvataggio della compagnia aerea a carico della collettività.

L’aver ricordato con un comunicato diffuso ieri mattina che Alitalia è costata finora ai cittadini 7,4 miliardi di euro, con una spesa media di 308 euro a famiglia negli ultimi anni, ha indotto Federconsumatori ad accusare il Codacons di “forte insensibilità sociale” e “cecità economica”.

Una insensibilità e cecità che, tuttavia, avevano colpito la stessa Federconsumatori appena 3 anni fa!! L’associazione della Cgil, infatti, il 14 luglio del 2014 emanava un comunicato stampa nel quale sosteneva esattamente le stesse tesi avanzate oggi dal Codacons, allegando una tabella con i costi sostenuti dai consumatori per le operazioni Alitalia, definendosi “preoccupata che si possa ripetere ancora una volta quanto già accaduto per il precedente ‘salvataggio Alitalia’, con un costo di oltre 4 miliardi di euro addossato alla fiscalità generale, a viaggiatori, lavoratori, azionisti ed obbligazionisti”,  e affermando testualmente “vigileranno – anche con denunce all’Antitrust Europeo ed alle competenti commissioni – per non far replicare l’ennesima operazione avventurose dei capitani coraggiosi, a danno di consumatori e famiglie taglieggiate”.

Forse il presidente di Federconsumatori ha la memoria corta, e alla ricerca di facile visibilità cerca forse di legarsi alle denunce Codacons per ottenere citazioni sulla stampa, dimenticando che le tesi che oggi contesta sono le stesse che ha sostenuto in passato (vedere il seguente link: http://www.federconsumatori.it/Showdoc.asp?nid=20140714142657 ).

Farebbe bene l’associazione della Cgil a preoccuparsi degli interessi dei cittadini italiani, pensando anche a quegli utenti che negli ultimi anni hanno sborsato 7,4 miliardi di euro e che non sono disposti a ulteriori sacrifici per salvare la compagnia aerea – conclude il Codacons.

 

 Comunicato Federconsumatori:

Alitalia. Definire un serio piano industriale e tranquillizzare la clientela: atti fondamentali per non perdere un assetto industriale con migliaia di lavoratori e di utenti.

29/04/2017


Liquidare la vicenda Alitalia come “abbiamo già dato” non solo definisce una forte insensibilità sociale dato che siamo di fronte ad una grande impresa che occupa migliaia di lavoratori tra occupati diretti ed indiretti ma anche cecità economica per le ricadute finanziarie che il fallimento, o la svendita anche spezzettando l’impresa, comporterebbe. Senza ovviamente dimenticare gli effetti che simili disastrose conseguenze avrebbero su un settore delicatissimo quale quello del nostro turismo.

Si tratta quindi di operare al meglio perché la fase di commissariamento sia utile e proficua per ricercare soluzioni di risanamento attraverso seri piani industriali basati su accordi con altri gestori che non escludano la vendita,ma non la svendita, sulla modifica di rotte e su nuove e più convincenti politiche tariffarie.

Risanare significa insomma non desistere dal recuperare ruoli e funzioni ad una impresa che è già costata alla collettività oltre 7 MLD e che quindi si deve far di tutto perché quelle risorse non vadano perse definitivamente.

Inoltre – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – ribadiamo come sia necessario che gli utenti che hanno o vorrebbero optare per Alitalia siano tranquillizzati, che comunque ed in ogni caso eventuali biglietti e prenotazioni saranno  rimborsati o riprotetti con assoluta certezza, al fine di evitare fughe della clientela, che determinerebbero il sicuro fallimento di Alitalia.