Pietro Giordano, Adiconsum: Un 2013 tutto in negativo per le famiglie. Non c’è più tempo da perdere. Adiconsum al nuovo Governo la “ricetta” per la ripresa a costo “zero”: taglio Irpef in busta paga, taglio costi sul lavoro e abbattimento della pressione fiscale.

I dati diffusi dall’Istat sull’andamento del commercio al dettaglio nel mese di dicembre 2013 e sull’andamento complessivo dell’anno 2013 confermano quanto vissuto pesantemente mese dopo mese dalle famiglie italiane causando un incremento progressivo del loro impoverimento. Ciò è accaduto in particolare per le fasce più deboli.

Non c’è più tempo da perdere – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale Adiconsum  – Bisogna passare da un’economia esclusivamente finanziaria ad un’economia reale basata sull’agricoltura e sull’industria capace di rilanciare il Paese. 

Il nuovo Governo appena insediato deve operare interventi reali per la ripresa del circuito virtuoso: consumi-produzione di beni e servizi-occupazione-reddito- consumi,quali:

·       tassazione delle rendite finanziarie e attivazione dello 0,05% per le transazioni

·       taglio del cuneo fiscale (400-500 euro/anno) a favore dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e liberazione di risorse a favore delle aziende per la ripresa dell’occupazione

·       abbattimento della pressione fiscale sulle bollette di energia elettrica e del gas delle famiglie ridimensionando il peso del “green” sulle spese energetiche

·       ridimensionamento dei poteri di spesa delle regioni ormai fuori controllo

·       taglio della spesa pubblica parassitaria (Province, enti inutili, accorpamento dei piccoli Comuni)

Tale circuito virtuoso taglierebbe la tassazione in eccesso liberando risorse e realizzando così una manovra a costo “zero” – prosegue Giordano – in quanto le minori entrate per l’Irpef verrebbero di fatto altamente compensate dai maggiori consumi e quindi dai maggiori introiti Irpef e IVA e dalle minori uscite per gli ammortizzatori sociali.

 Le risorse recuperate dai tagli delle spese improduttive unitamente a quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale – conclude Giordano –  non possono continuare a disperdersi nei meandri dei bilanci dello Stato, ma vanno investite unicamente nella creazione di nuovi posti di lavoro.