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Consumatori

Crisi della spesa, gli italiani tagliano su tutto. Ecco l’elenco dei prodotti di cui si fa a meno

Tra il 2008 ed il 2013 la spesa media annuale delle famiglie italiane si è ridotta di oltre 1.500 euro. La cifra praticamente raddoppia a 2.988 euro di spesa in meno da inizio crisi per una famiglia tipo composta da due genitori con due figli piccoli. E’ quanto emerge da uno studio dell’Unione Nazionale Consumatori.

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In media una famiglia spende 1507 euro in meno rispetto al periodo precrisi. Dal 2008 al 2013 i consumi di una famiglia media (2,3 componenti) sono passati, infatti, da 29.816 a 28.309 euro, scendendo del 5,05%.

E’ questo il primo dato che emerge dallo studio che l’Unione Nazionale Consumatori ha condotto sui consumi delle famiglie dal 2008 al 2013. Durante la crisi sono precipitate le spese non obbligate e sono state danneggiate maggiormente le famiglie numerose.

Di seguito l’andamento dei singoli capitoli di spesa per alcune tipologie familiari (coppia con 2 figli, coppia con 1 figlio, single con meno di 35 anni, persona sola con 65 anni o più) e, nell’ultimo capitolo, il confronto, in termini reali, tra la spesa complessiva del 2008 (rivalutata al 2013)  e quella del 2013.

COPPIE CON DUE FIGLI: GIU’ ABBIGLIAMENTO (-26,49%), MOBILI ED ELETTRODOMESTICI (-19,96%) E SANITÀ (-19,76%)

Per le coppie con 2 figli, la classica famiglia, i consumi annui hanno avuto una riduzione percentuale del 7,93%, pari a 2987,64 euro. Il capitolo di spesa che ha subito la maggiore contrazione è quello dell’ “Abbigliamento e calzature” con un calo del 26,49%. In valore assoluto si tratta di una minor spesa pari a 719,52 euro. La voce che registra la seconda maggiore diminuzione percentuale, -19,96%,  è quella di “Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa”, una differenza tra il 2008 ed il 2013 pari a -389,16 euro.

“Si tratta, in entrambi i casi, di acquisti di beni superflui, rinviabili a tempi migliori ed indicano, nella migliore delle ipotesi, la volontà delle famiglie di risparmiare, mentre, nella peggiore, l’impossibilità di mantenere lo stesso tenore di vita” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori. Al terzo posto la voce “Sanità”, – 19,76%, -260,64 euro. “La contrazione di quest’ultima voce è quella che dovrebbe destare maggiore preoccupazione e allarme sociale, dato che di tratta di spese necessarie, difficilmente comprimibili. Indica la difficoltà delle famiglie ad arrivare a fine mese. Per alcune famiglie andare dal dentista è diventato un lusso che non si possono permettere” ha proseguito Dona.

Le 3 voci che registrano invece un aumento sono: “Abitazione”, “Combustibili ed energia” ed “Istruzione”. “Si tratta voci che, per quanto in controtendenza, non sono indicative di una congiuntura positiva. Si tratta, infatti, di spese tipicamente obbligate, non aumentate, quindi, per scelta o per un aumento della propensione marginale al consumo” ha concluso Dona.

Tabella 1: spesa media di una coppia con 2 figli per capitolo di spesa – Anni 2008/2013 (valori in euro)

Capitolo di spesa

Spesa annua

2008

Spesa annua

2013

Differenza %

2013/2008

(b)

Differenza spesa

2013/2008

Abbigliamento e calzature

2715,72

1996,2

-26,49

-719,52

Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa

1949,52

1560,36

-19,96

-389,16

Sanità

1319,28

1058,64

-19,76

-260,64

Comunicazioni

768,6

636,36

-17,21

-132,24

Tempo libero, cultura e giochi

1724,88

1486,92

-13,80

-237,96

Tabacchi

332,88

297,48

-10,63

-35,4

Trasporti

6300,48

5645,76

-10,39

-654,72

Altri beni e servizi

4328,04

3912

-9,61

-416,04

Alimentari e bevande

7322,04

6931,32

-5,34

-390,72

Abitazione

8400,72

8404,32

0,04

3,6

Combustibili ed energia

1821

1945,56

6,84

124,56

Istruzione

695,76

816,24

17,32

120,48

Totale non alimentari (a)

30356,64

27759,84

-8,55

-2596,8

SPESA TOTALE (a)

37678,8

34691,16

-7,93

-2987,64

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su elaborazione dati Istat

Note:    –  dati arrotondati

–  tabella in ordine crescente per differenza %

COPPIA CON 1 FIGLIO: BASTA RISTORANTI

Per le coppie con 1 figlio i consumi annui hanno avuto una riduzione percentuale del 6,45%, pari a 2316 euro. Il capitolo di spesa che ha subito la maggiore contrazione dal 2008 al 2013 è, come per le coppie con 2 figli, quello dell’Abbigliamento e calzature, con un calo del 31,48%, pari a 772,20 euro. Al secondo posto si conferma, anche in questo caso, la voce “Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa”, con una caduta della spesa pari al 22,18%, – 435 euro. Al terzo posto la voce “Comunicazioni” (-14,46%,  – 103,32 euro). Anche se si colloca al quarto posto in termini percentuali, è significativo, in valore assoluto, il crollo della voce “Altri beni e servizi”, una contrazione di ben 537,24 euro. La voce, ricordiamo, include i servizi ricettivi e di ristorazione. “Potremmo tradurre questo dato dicendo che le coppie con 1 figlio hanno smesso di andare al ristorante” ha commentato Dona.

Tabella 2: spesa media di una coppia con 1 figlio per capitolo di spesa – Anni 2008/2013 (valori in euro)

Capitolo di spesa

Spesa annua

2008

Spesa annua

2013

Differenza %

2013/2008

(b)

Differenza spesa

2013/2008

Abbigliamento e calzature

2453,28

1681,08

-31,48

-772,2

Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa

1960,8

1525,8

-22,18

-435

Comunicazioni

714,6

611,28

-14,46

-103,32

Altri beni e servizi

4167,72

3630,48

-12,89

-537,24

Sanità

1284,96

1121,88

-12,69

-163,08

Tabacchi

348,24

305,52

-12,27

-42,72

Tempo libero, cultura e giochi

1610,28

1435,32

-10,87

-174,96

Trasporti

5830,44

5344,44

-8,34

-486

Alimentari e bevande

6690,84

6333,84

-5,34

-357

Abitazione

8649,96

9197,16

6,33

547,2

Combustibili ed energia

1766,88

1888,2

6,87

121,32

Istruzione

432,36

519,24

20,09

86,88

Totale non alimentari (a)

29219,52

27260,52

-6,70

-1959

SPESA TOTALE (a)

35910,36

33594,36

-6,45

-2316

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su elaborazione dati Istat

(a) Il totale differisce dalla somma delle singole voci per via degli arrotondamenti

(b) tabella in ordine crescente per differenza %

SINGLE CON MENO DI 35 ANNI: RINUNCIANO AL TEMPO LIBERO

Per i single, i consumi annui hanno avuto una riduzione percentuale dell’1,47%,  pari a 332,52 euro.  I single, durante la crisi, hanno dovuto ridurre, in particolare, quanto spendevano per il “Tempo libero, cultura e giochi”. E’ questo il dato che emerge dalla tabella 3. Prima della crisi spendevano molto per questo capitolo di spesa. Con 1.176 euro all’anno, infatti, nel 2008 risultano quelli che, in proporzione al numero di componenti della famiglia, spendono maggiormente. Nel 2013, invece, spendono meno rispetto ad una persona sola con 35-64 anni. Dal 2008 al 2013 la spesa per il tempo libero scende del 30,08%, con un calo di 354 euro. Ovviamente si tratta della riduzione di una spesa tipicamente non obbligata, il cui calo, quindi, non è indice di povertà e non desta allarme sociale. Al secondo posto “Abbigliamento e calzature”, -23,54% (- 356,28 euro), al terzo “Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa” con una diminuzione del 14,85%,  – 151,8 euro.

Tabella 3: spesa media di un single con meno di 35 anni per capitolo di spesa – Anni 2008/2013 (valori in euro)

Capitolo di spesa

Spesa annua

2008

Spesa annua

2013

Differenza %

2013/2008

(b)

Differenza spesa

2013/2008

Tempo libero, cultura e giochi

1176,72

822,72

-30,08

-354

Abbigliamento e calzature

1513,44

1157,16

-23,54

-356,28

Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa

1022,04

870,24

-14,85

-151,8

Comunicazioni

486,96

425,88

-12,54

-61,08

Sanità

412,08

368,16

-10,66

-43,92

Altri beni e servizi

3162

2895,84

-8,42

-266,16

Trasporti

3475,92

3280,44

-5,62

-195,48

Combustibili ed energia

1058,76

1077,72

1,79

18,96

Alimentari e bevande

3504,72

3721,8

6,19

217,08

Abitazione

6280,2

7023,24

11,83

743,04

Tabacchi

238,56

271,08

13,63

32,52

Istruzione

236,28

320,76

35,75

84,48

Totale non alimentari (a)

19062,96

18513,36

-2,88

-549,6

SPESA TOTALE (a)

22567,68

22235,16

-1,47

-332,52

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su elaborazione dati Istat

(a) Il totale differisce dalla somma delle singole voci per via degli arrotondamenti

(b) tabella in ordine crescente per differenza %

PERSONA SOLA CON 65 ANNI O PIÙ: LA SPESA AUMENTA, MA PER IL CARO VITA

La tabella 4 indica che, per le persone sole con 65 anni, dal 2008 al 2013  tutti i capitoli di spesa sono aumentati. La spesa complessiva è salita di 2146,44 euro (+12,72). Il risultato può sembrare inaspettato e potrebbe indurre a ritenere che chi ha più di 65 anni vive bene, senza dover fare rinunce. In realtà gli incrementi di spesa indicano che i loro consumi, essendo già nel 2008 ridotti allo stretto necessario, non possono comprimersi ulteriormente.

Se consideriamo anche l’inflazione, infatti, come nella tabella 5, ecco che gli acquisti in volume, in termini reali, risultano, in realtà, diminuiti per la gran parte delle voci. Se in termini nominali, la spesa sale dal 2008 al 2013 di 2.146 euro, passando da 16.876 a 19.022 euro, la spesa in termini reali, infatti, scende, come risulta dalla tabella 5, di 89 euro, restando sostanzialmente stabile.

“Gli anziani nel 2013 hanno speso di più per far fronte all’aumento del costo della vita, ma dal punto di vista quantitativo consumano quanto consumavano nel 2008” ha dichiarato Dona. Le voci che hanno avuto il minor incremento, “Istruzione” a parte, sono, nell’ordine: Abbigliamento e calzature (+0,46%), Comunicazioni (+6,50), Sanità (+8,56).

Tabella 4: spesa media di una persona sola con 65 anni o più per capitolo di spesa – Anni 2008/2013 (valori in euro)

Capitolo di spesa

Spesa annua

2008

Spesa annua

2013

Differenza %

2013/2008

(C)

Differenza spesa

2013/2008

Istruzione

0

0

0

0

Abbigliamento e calzature

526,2

528,6

0,46

2,4

Comunicazioni

356,04

379,2

6,50

23,16

Sanità

846,24

918,72

8,56

72,48

Alimentari e bevande

3650,52

3990

9,30

339,48

Altri beni e servizi

1197,36

1315,2

9,84

117,84

Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa

1053,24

1176

11,66

122,76

Abitazione

6590,4

7382,28

12,02

791,88

Combustibili ed energia

1168,56

1346,28

15,21

177,72

Tempo libero, cultura e giochi

533,04

620,04

16,32

87

Tabacchi

66,72

77,76

16,55

11,04

Trasporti

884,04

1281,24

44,93

397,2

Totale non alimentari (a)

13225,56

15032,64

13,66

1807,08

SPESA TOTALE (a)

16876,2

19022,64

12,72

2146,44

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su elaborazione dati Istat

(a) Il totale differisce dalla somma delle singole voci per via degli arrotondamenti

(b) tabella in ordine crescente per differenza %

SPESA COMPLESSIVA REALE CROLLA FINO A 9685 EURO

Dallo scoppio della crisi i consumi reali delle famiglie sono crollati. Per tenere conto della dinamica dei prezzi e confrontare i livelli di spesa in termini reali, nella Tabella 5 si è rivalutata al 2013 la spesa delle famiglie del 2008, comparandola poi con quella effettiva del 2013. Dal confronto si evidenzia che il crollo maggiore dei consumi in questi anni di crisi ha riguardato le famiglie numerose. Le coppie con figli, infatti, occupano, i primi 3 posti in classifica sia in termini di riduzione percentuale della spesa sia rispetto al calo della spesa in valore assoluto.

In particolare il crollo record, pari al 21,97% è quello dei consumi delle coppie con 3 o più figli, con una riduzione in valore assoluto ed in termini reali pari di 9.685 euro, da 44.092 euro (spesa del 2008 rivalutata al 2013) ai 34.407 euro del 2013.

Al secondo posto le coppie con 2 figli. I consumi annui per questa tipologia familiare scendono da 42.671 euro ai 34.691 del 2013, con una diminuzione in valore assoluto pari a 7.980 euro ed una riduzione percentuale del 18,70%.

Al terzo posto di questa poco confortante classifica le coppie con 1 figlio, che dal 2008 al 2013 hanno visto ridursi i consumi annui in termini reali del 17,39%, da 40.668 euro a 33.594, con un calo equivalente a 7.074 euro su base annua.

“Le famiglie con figli in questi anni di crisi hanno dovuto drasticamente ridurre i loro consumi. Avere un figlio in Italia, insomma, è sempre più un lusso. Gli stipendi delle coppie con figli non bastano più per arrivare a fine mese ed il crollo dei consumi, in termini reali, tra il 2008 ed il 2013, oscilla tra 9.685 a 7.074 euro. Cifre impressionanti” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

Tabella 5: spesa media consumi per tipologia familiare – Anni 2008/2013 (valori in euro)

Tipologia familiare

Spesa annua 2008 rivalutata al 2013

(A)

Spesa annua

2013

(B)

Differenza %

2013/2008 rival.

(C)

Differenza spesa

2013/2008 rival.

(D)

(B) – (A)

Coppia con 3 o più figli

44092

34407

-21,97

-9685

Coppia con 2 figli

42671

34691

-18,70

-7980

Coppia con 1 figlio

40668

33594

-17,39

-7074

Monogenitore

32983

27639

-16,20

-5344

Coppia senza figli con meno di 35 anni

38516

32487

-15,65

-6029

Coppia senza figli con 35-64 anni

38259

32316

-15,53

-5943

Persona sola con meno di 35 anni

25556

22235

-12,99

-3321

Persona sola con 35-64 anni

27228

24027

-11,76

-3201

Coppia senza figli con 65 anni o più

29553

28219

-4,51

-1334

Persona sola con 65 anni o più

19112

19023

-0,47

-89

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su elaborazione dati Istat

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Consumatori

GAS: LE VERITA’ NON DETTE SUL PIANO DI SOSTITUZIONE DEI CONTATORI

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fonte: orizzontenergia.it

Il piano di sostituzione dei contatori del gas è in corso già da diversi mesi; sono numerosi i consumatori che hanno ricevuto la notifica di sostituzione del contatore dal proprio operatore. L’Associazione Codici precisa che la sostituzione non è obbligatoria per ogni consumatore: se infatti il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività non è necessaria la sostituzione. Nel corso dell’articolo vengono forniti maggiori dettagli in merito.Migliaia di consumatori stanno ricevendo le lettere dal proprio distributore locale per la sostituzione del contatore del vecchio contatore meccanico del gas con il nuovo apparecchio elettronico che consente la tele-lettura dei consumi a distanza.

Questa sostituzione, in capo al distributore locale, è dettata da una delibera dell’Aeegsi n. 631/2013/R/gas del 27 Dicembre 2013, la quale prevede l’installazione dei contatori tele-letti. Questi dovrebbero facilitare la lettura attraverso display e la trasmissione del dato di lettura.

Ricordiamo al consumatore che non è obbligato a sostituire il contatore del gas come invece scritto nella lettera che viene recapitata a casa, infatti, come ci spiega Luigi Gabriele (Responsabile Affari Istituzionali e regolatori di CODICI): “In capo all’utente non c’è alcun obbligo di sostituzione del contatore”. “È il distributore ad essere obbligato a garantire che i contatori funzionino e ogni 15 anni “dovrebbe” fare un controllo metrico su ogni apparecchio per verificare che risponda alle condizioni metrico legali”.

Ma questi controlli hanno un costo elevato per i distributori che quindi preferiscono sostituire direttamente i contatori, ricevendo poi una cospicua remunerazione, prevista dalla stessa delibera dell’Autorità. Solo Italgas incasserà 3 miliardi e mezzo di euro da questa operazione.

L’unico obbligo che ha il consumatore è quello di accertarsi che il proprio contatore funzioni correttamente dopo 15 anni di vita. Ne deriva che, se il nostro apparecchio ha più di 15 anni, non siamo nelle condizioni di rifiutare l’operazione di sostituzione, mentre se abbiamo un contatore più moderno possiamo evitarla.

Il piano di installazione ha diverse scadenze a seconda del contatore e della dimensione del distributore.
Ad esempio al 30 Giugno 2017, secondo lo stato di avanzamento del piano di sostituzione dei contatori domestici pubblicato sul sito di Italgas Reti, risultano installati il 27% contatori, pari a 1.680.000 unità. L’obiettivo al 31 Dicembre 2018 è del 52% a fronte di un obiettivo minimo del 50% fissato dall’Autorità.

gas meter

L’operazione di sostituzione dei contatori del gas è sostanzialmente analoga a quella dei contatori dell’energia elettrica, ma ha fatto meno rumore perché c’è una differenza sostanziale – spiega Luigi Gabriele – Nel settore del gas, a differenza di quello dell’energia elettrica, la distribuzione è parcellizzata in un numero molto consistente di distributori, soprattutto a livello locale con decine di municipalizzate”.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Aeegsi, in Italia il 50% delle fatture è ancora basato su consumi stimati e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che milioni di contatori non vengono letti almeno una volta all’anno, come previsto dalle delibere dell’Autorità. Ed è anche per questo che i distributori si stanno affrettando a sostituire i contatori per cercare di riallinearsi con le letture.

CodiciCodici non ha aderito al Protocollo di intesa con Italgas; nonostante questa operazione massiva, non crediamo che magicamente avverrà la fine delle letture stimate e dei maxiconguagli, perché il distributore pur essendo remunerato in bolletta attraverso gli oneri di sistema non adempie ai propri obblighi.  Inoltre l’operatore, nella lettera recapitata a casa dei consumatori, continua ad affermare che il cliente non può rifiutare la sostituzione del contatore; noi ribadiamo che l’obbligo è in capo al distributore non al consumatore e quest’ultimo può liberamente scegliere di sostituirlo in base al fatto che il contatore abbia o meno 15 anni.

Il problema di detenere in modo esclusivo il dato di misura  conferisce al distributore un potere immenso e da questo deriva la madre di tutti i problemi, ovvero i maxiconguagli e le stime.

E’ stato sempre iniquo retribuire automaticamente in bolletta un’operazione che non veniva svolta e che nemmeno in futuro lo sarà, dato che anche il nuovo smart meter sarà tele-letto.

 

Articolo redatto da Codici in collaborazione con Orizzontenergia

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Consumatori

Consumatrice assicurata rinuncia a viaggio per il decesso del padre, la compagnia non vuole rimborsare

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Stefano Gallotta, Codici Lecce: “Fuori luogo chiedere cartelle cliniche, assurdo parlare di ragionevole prevedibilità dell’evento”

Prosegue la proficua collaborazione tra Codici e Radio Cusano Campus. Nell’appuntamento di martedì 16 gennaio si è parlato di un caso particolarmente delicato: quello di una consumatrice di nome Maria, che aveva acquistato due biglietti per il Canadastipulando una polizza extra per il rimborso e che purtroppo ha perso il padre a poche ore dalla partenza, trovandosi ovviamente costretta a rinunciare al viaggio. Maria ha ovviamente inviato il certificato di decesso alla compagnia aerea, che però chiede una documentazione extra (nello specifico la cartella clinica del padre) non prevista dal contratto di assicurazione stipulato.

Del caso si sta occupando Codici Lecce, nella persona dell’avvocato Stefano Gallotta, che innanzitutto ha spiegato come, secondo il codice civile, il consumatore debba essere tutelato anche in caso di clausole dubbie: “La signora Maria ha stipulato una polizza facoltativa che generalmente viene considerata in caso di viaggi particolarmente onerosi. Iniziamo col dire che esistono tantissime clausole contrattuali ed ipotesi di esclusione di operatività della polizza, ma che, in caso di clausola troppo generica, l’interpretazione dovrebbe essere sempre a favore del consumatore. Questo almeno ci dice il codice civile”.

Nel caso specifico di Maria la compagnia aerea si appella alla possibilità di esclusione indennizzo qualora l’evento provocante l’annullamento del viaggio fosse ragionevolmente prevedibile“Un concetto molto generico – prosegue Gallotta – che però ha dei paletti. Il padre della signora Maria purtroppo era malato di cancro, ma lo era da tanto tempo, non era ricoverato e non era ad uno stadio terminale: in questo caso mi pare chiaro come non si possa parlare di ragionevole prevedibilità dell’evento. In questo caso è bene ricordare che spesso i giudici ritengono particolarmente inefficaci clausole generiche come quella di cui stiamo parlando”. Anche per questo la richiesta di una cartella clinica non prevista da contratto è inaccettabile per l’avvocato di Codici, che non a caso ha parlato di atteggiamento inopportuno e fuori luogo da parte della compagnia aerea: “La richiesta dove va a parare? Va ad indagare sullo stato di salute del padre, che ripeto era malato ma non ad uno stadio terminale. Ribadisco che parliamo di un uomo purtroppo malato di cancro, ma che avrebbe potuto continuare a convivere con la malattia per anni, come succede a tanti altri. In questo caso siamo davvero fuori dal concetto di ragionevole prevedibilità.

Purtroppo tantissimi professionisti tendono ad approfittare di queste situazioni di incertezza a scapito dei consumatori e proprio per questo l’invito, sia di Stefano Gallotta che dell’associazione Codici nella sua interezza, è quello di affidarsi sempre e comunque a professionisti del settore per fare valere i propri diritti: Il fai da te purtroppo può fare il gioco del professionista. Il mio consiglio è sempre lo stesso: rivolgersi ad associazioni di tutela dei cittadini, che possano inviare una lettera di costituzione in mora, per cercare una ragionevole definizione di un indennizzo. Ogni volta che noi interveniamo per difendere i nostri diritti stiamo difendendo quelli di tutti i consumatori: capisco possa sembrare faticoso, ma rinunciare alla tutela dei propri diritti è sempre una sconfitta, perché sono diritti conquistati con decenni di battaglie. Il codice del consumo, quello del turismo e tanti altri sono il frutto di una conquista del cittadino e del consumatore, rinunciarvi è sempre qualcosa di disdicevole. Si tratta di un atto civico dovuto, di una questione di principio.

 

Codici lavora da anni a tutela del consumatore. Se ritenete di avere subìto un trattamento scorretto non esitate a contattarci: telefonando allo sportello legale al numero 065571996, oppure inviando una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org.

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Consumatori

Addio alle maxi-bollette: prescrizione in 2 anni

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Codici: Abbiamo messo argine ad un’ingiustizia

Buone notizie per i consumatori: la Manovra di Bilancio 2018 segna l’addio per legge (speriamo definitivo) alle fastidiose maxi-bollette che troppi di noi conoscono bene e contro cui Codici combatte da ormai diversi anni. Infatti, secondo il provvedimento, nei contratti di forniture di acqua, gas e di energia elettrica il diritto al corrispettivo si prescriverà in due anni. Ovvero, non sarà più possibile richiedere al consumatore somme che vadano al di là dei due anni precedenti l’emissione della bolletta. Una bella novità, di cui beneficeranno sia gli utenti domestici che le microimprese.

Un altro diritto garantito all’utente dalla Manovra consiste nella possibilità di sospendere i pagamenti in attesa di una verifica della legittimità di condotta dell’operatore in questione, ad esempio nel caso in cui:

1)      Siano state emesse fatture a debito per conguagli relativi a periodi maggiori di due anni

2)      L’utente abbia presentato reclami riguardanti i conguagli nelle forme previste dall’Autorità

3)      L’Autorità garante abbia aperto un procedimento per l’accertamento di eventuali violazioni del codice del consumo: relative alle modalità di rivelazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione utilizzata dall’operatore interessato

Detto ciò, il diritto che, con ogni probabilità, interessa di più il consumatore consiste nell’obbligatorietà di ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati entro tre mesi (a titolo di indebito conguaglio), in caso di esito della verifica sulla legittimità della condotta dell’operatore. Eccezion fatta per casi in cui la mancata o l’erronea rilevazione dei dati di consumo sia da legarsi ad una responsabilità acclarata dell’utente. Dunque operatori che saranno finalmente “costretti” ad occuparsi in tempi meno biblici del conteggio dati, sempre che non vogliano perdere dei soldi.

Sono anni che Codici lavora a diversi tavoli di discussione per tutelare i cittadini dalle maxi-bollette. La nostra soddisfazione è tutta nelle parole di Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali e Regolatori: La Legge maxi-conguagli è il risultato di due anni di lavoro compiuti da Codici con il legislatore. Due anni fa il legislatore approvò una mozione che impegnava il governo a risolvere il tema dei maxi-conguagli su energia elettrica e gas: percorso infruttuoso, che non portò ad alcuna soluzione. Noi partecipammo a diversi tavoli di lavoro tecnici, che però apparivano più una perdita di tempo che altro. In Italia, da sempre sia il regolatore che il Ministero hanno una specie di soccombenza verso le organizzazioni distributrici, sia di energia elettrica che di gas: hanno sempre dileguato gli impegni da prendere senza intervenire fattivamente”. Ci sono voluti mesi e mesi di lavoro, ma l’associazione Codici, capofila per conto delle associazioni co

nsumatori, è riuscita a fare riprendere il tema: prima mettendo a punto il testo di legge e poi inserendolo all’interno della legge di bilancio.

Prosegue Gabriele: Abbiamo messo argine ad un fenomeno che l’Autorità per l’Energia ha sempre sottostimato, mentre i distributori di elettrico e gas percepivano fondi incredibilmente cospicui, che fanno buona parte dei loro bilanci, per svolgere un’attività che in effetti non svolgevano. Per fortuna oggi sono obbligati a farlo, pena la perdita del denaro”.

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