Assolutamente deprimenti i dati del Cerved relativi ai fallimenti delle imprese nel primo trimestre del 2013. Lo afferma Comitas, l’associazione delle microimprese italiane, commentando il record delle chiusure aziendali, che hanno toccato quota +12% sul 2012.

La realtà delle imprese italiane è addirittura peggiore del quadro fotografato oggi dal Cerved – spiega Comitas – Alle attività che hanno dichiarato fallimento e a quelle in liquidazione, occorre infatti aggiungere una miriade di “imprese abbandonate”, ossia ferme o chiuse senza procedure di cancellazione, che sembrano attive ma in realtà non lo sono.

E il peggio deve ancora venire – spiega Comitas – Una ulteriore impennata nei fallimenti delle attività si registrerà in caso di aumento dell’IVA a luglio.  L’incremento dell’aliquota, infatti, avrà effetti diretti sui consumi: le famiglie reagiranno al rincaro dei prezzi riducendo gli acquisti, con una contrazione dei consumi compresa tra il -2,5% e il -3%.

Una ulteriore riduzione dei consumi, in un periodo in cui le vendite al dettaglio sono in costante ribasso, vorrebbe dire la morte certa per circa 50.000 piccole imprese, che saranno costrette a chiudere entro il 2013.

Per questo Comitas, a seguito dei dati diffusi oggi dal Cerved, chiede al Governo Letta di bloccare immediatamente l’aumento dell’Iva previsto per luglio, che produrrebbe effetti negativi a catena e un enorme danno per l’economia nazionale.