Secondo Centro studi di Confindustria, la recessione finirà nel terzo trimestre 2013 e nel quarto trimestre ritornerà a variazioni positive (+0,3%). La spesa delle famiglie diminuirà quest’anno “solo” del 2,8%. Insomma, per Confindustria l’economia italiana sarebbe giunta ad un punto di svolta e la ripresa ormai arrivata.

Per il Codacons sarebbe una bella cosa poter credere a queste ottimistiche previsioni, ma i dati reali, quelli pubblicati ieri dall’Istat, gli unici che contano veramente, ci dicono per ora che nel secondo trimestre il Pil è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 2,1% nei confronti del secondo trimestre 2012. Per ritornare dai dati reali alle stime, si tratta di un netto peggioramento rispetto alla precedente stima Istat di un -0,2% su base congiunturale e di un –2% su base tendenziale. La spesa delle famiglie residenti nel secondo trimestre 2013 ha registrato un calo, in termini tendenziali, del 3,3%, un dato decisamente superiore al 2,8% di fine anno stimato da Confindustria.

Per il Codacons l’ottimismo di Confindustria confligge con 3 considerazioni. La prima è che questa stima non tiene conto degli effetti nefasti sui consumi legati all’aumento dell’Iva che, lo ricordiamo, non è per ora scongiurato. La seconda è che anche se fosse vera la tesi di Confindustria per tornare ai livelli del Pil pre-crisi bisognerebbe attendere il 2019, magra consolazione, dunque, il +0,3% del quarto trimestre. La terza è che l’Italia resterebbe comunque la Cenerentola d’Europa, dato che nell’Eurozona il Pil è già salito nel secondo trimestre di quest’anno dello 0,3% e, quindi, il nostro Paese continua a perdere competitività rispetto agli altri