Sostenere i prodotti a Km Zero, sempre più scelti dalle famiglie

Roma, 21 ottobre 2013 – Il settore agricolo, secondo l’Adoc, può fare da traino per il rilancio dell’intero sistema del Paese. Ma deve essere sostenuto e agevolato nel suo compito operando sia sul fronte della lotta alla contraffazione, come ricordato anche dal Presidente della Regione Lombardia Maroni, che della tutela del Made in Italy e dei prodotti a KmZero.

“Quello agricolo è un settore strategico per l’Italia, che può diventare il vero motore per la ripresa del Paese – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – affinché questo avvenga è necessario intraprendere una dura lotta alla contraffazione, come ricordato dal Presidente della Regione Lombardia Maroni durante il XIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione. I prodotti alimentari contraffatti muovono un giro d’affari di oltre un miliardo di euro, che diventano 60 se si considera il fenomeno dei prodotti “italian sounding”, più volte denunciato anche dalla Coldiretti. In questo senso l’Expo avrà un ruolo chiave in questo frangente, fin da ora l’Adoc offre tutto il suo supporto e collaborazione in questa lotta che deve vederci necessariamente vincitori. Va anche lodato il ruolo svolto dalle forze dell’ordine, in particolare dalla Guardia di Finanza e dal Nucleo Antisofisticazioni, baluardi a difesa dei consumatori e del Paese.
Non solo lotta alla contraffazione, va difeso anche tutto il “Made in Italy” alimentare, vanno difesi gli oltre 250 prodotti tipici a denominazione di origine riconosciuti (Dop/Igp) e va rilanciato e sostenuto il prodotto a KmZero, sia per un discorso legato alla territorialità e alla qualità che per ragioni di sostenibilità ambientale. Ad oggi gli acquisti a Km Zero costituiscono il 9% della spesa annuale delle famiglie, mentre quelli Made in Italy rappresentano il 32% delle spese. L’Italia cambia, i consumatori e le famiglie “investono” sempre più sulla qualità dei prodotti, cercano nuove e più vantaggiose forme di risparmio e non guardano più solo al prezzo ma anche alla “storia” dietro il prodotto, privilegiando aspetti quali la sostenibilità del prodotto o dell’azienda produttrice.”