Roma, 2 dicembre 2013 – L’ennesimo crollo di un muro a Pompei è, secondo l’Adoc, il segno di un Paese che sta crollando anch’esso, che non fa i doverosi investimenti in un settore, quello turistico, che potrebbe portarlo fuori dal pantano economico.

“Pompei sta cadendo a pezzi, come l’Italia – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – l’incuria e la mala gestione di uno dei siti archeologici più importanti del Paese e del mondo non può essere tollerata. L’Italia deve tornare a investire pesantemente sulle strutture turistiche, in particolare nel Sud. E’ un settore che potrebbe ridare fiato all’intera economia, abbiamo a disposizione un patrimonio storico, culturale e artistico imponente, che sarebbe assurdo e controproducente non tutelare e rivalutare. Siamo convinti che investire nel turismo e nelle infrastrutture di collegamento sia un passo fondamentale e irrinunciabile per il Paese, che garantirebbe introiti economici e occupazione in modo continuo e importante. Senza investimenti, al contrario, il declino diventa inevitabile”.