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Cyber bullismo – se mi posti ti cancello-

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Internet e minori: il cyber bullismo il pericolo maggiore secondo il 69% dei ragazzi under 18. Quando si viene presi di mira il 15% non si confida con nessuno.
In occasione del Safer Internet Day, al via a Roma la campagna “Se mi posti ti cancello” per non sentirsi soli in rete. L’invito a partecipare è a tutti gli adolescenti, con un video da postare su Semipostiticancello.it e una web serie

Il 23% degli under 18 in Italia trascorre tra le 5 e le oltre 10 ore su Internet (+4% rispetto al 2013), l’8% è connesso 24 ore su 24; il 44% non ha bisogno di una postazione per connettersi ma lo fa da qualsiasi posto, grazie alla diffusione del wifi e di dispositivi internet mobili come gli smartphone, posseduti dall’85% di under 182.
La rete è il luogo della “gioia” e della socialità, ma anche dei “ dolori” che arrivano ad esempio dal cyber bullismo, la principale minaccia nella vita di adolescenti e pre-adolescenti, secondo il 69% di essi (a seguire la droga per il 55%, le molestie/aggressioni da parte di adulti per il 45%).
Per questo oggi, in occasione del Safer Internet Day (la giornata istituita dalla Commissione Europea, nell’ambito del programma Safer Internet, per la promozione di un utilizzo sicuro e responsabile dei Nuovi Media tra i più giovani) viene lanciata la campagna “Se mi posti ti cancello”, un’iniziativa del progetto Generazioni Connesse – Safer Internet Center italiano, il partenariato composto da alcune tra le principali realtà italiane che si occupano di promuovere fra i minori un uso consapevole dei Nuovi Media (Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Polizia Postale e delle Comunicazioni, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del Cittadino), coordinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e co-finanziato dalla Commissione Europea.
Due ragazzi in tuta parlano ai coetanei dall’altra parte della telecamera: A: Stiamo cercando te! B: sì, proprio te che salti da una pagina all’altra per cercare immagini del tipo o della tipa… A (mentre corre): Oppure te, che superi i 100 profili all’ora. O te che scatti solo se si tratta di foto! (fa il movimento dello scatto)…..B: Insomma: stiamo cercando ragazzi e ragazze per fare una web serie. A: Si parla delle gioie e i dolori del web, come avrai capito B: Vai su www.semipostiticancello.it e esci allo scoperto con un video. A: “Raccontiamo insieme come vanno le cose in rete”.
E’ questo lo spot (http://bit.ly/EntraInSquadra) con cui stamattina – dal palco del Teatro la Cometa di Roma – è partita la campagna “Se mi posti ti cancello”. Un invito rivolto non solo ai circa 200 studenti di alcune scuole romane presenti ma idealmente a tutti gli adolescenti in Italia, a uscire allo scoperto e araccontare la loro “vita digitale” per condividerne lati buoni e meno buoni con i propri pari, attraverso un video e successivamente una web serie che accoglierà e svilupperà riflessioni e idee dei ragazzi stessi. Per realizzare il video, i ragazzi potranno utilizzare un simpatico video-tutorial, seguendo l’esempio del giovane protagonista (http://bit.ly/TutorialEntraInSquadra.
L’obiettivo è stimolare adolescenti e pre-adolescenti (11-16 anni il “target” della campagna) a dare voce a quella parte sempre più ampia del loro quotidiano che si svolge “online.
Perché in situazioni difficili, spesso la reazione è quella di chiudersi: nello specifico alla domanda i tuoi coetanei come si comportano se qualcuno li < >, il 15% dei ragazzi risponde non si confida con nessuno, il 28% ne parla con i genitori, il 41% con gli amici. E chiamati a indicare le principali conseguenze di atti di cyber bullismo, il 69% dei ragazzi e delle ragazze indicano l’isolamento e la perdita della voglia di uscire e frequentare gli amici, il 62% il rifiuto ad andare a scuola, a fare sport o altro, il 53% l’insorgere della depressione, il 45% il chiudersi nel silenzio e il rifiuto a confidarsi.
Reazioni non positive, che possono condurre ad un’amplificazione problema dei problemi e impedire la messa in atto di strategie auto-protettive anche semplici come per esempio cancellare un post indesiderato o chiudere il proprio profilo. Reazioni positive, appunto, del tipo “Se mi posti ti cancello”.

Giovanna Boda, Direttore Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione: “Il Miur assicura da anni un presidio costante di attenzione e promozione di progetti volti a sensibilizzare gli studenti all’utilizzo sicuro e responsabile della Rete e a contrastare i pericoli che si possono incontrare navigando su Internet. La Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione ha sostenuto sin da subito il progetto ‘Generazioni connesse’, perché crede nella necessità di formare i giovani, con il coinvolgimento indispensabile di docenti e genitori”.

Antonio Apruzzese, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni: “In questa importante giornata dedicata alla sicurezza nel web, ribadiamo quanto sia importante ‘condividere’: dare voce insieme, grandi e piccoli, a ciò che la rete offre di bello ma anche far emergere il negativo che da essa può scaturire. Uscire dal silenzio significa sfruttare l’effetto amplificatore della comunicazione che la Rete Internet offre per proteggere e difendere i più deboli, sempre.”

Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza: “La rete e’ un amplificatore straordinario della realtà, è una lente d’ingrandimento di umane virtù e debolezze. Occorre vigilare sugli eccessi e sui pericoli, investire nella scuola, nella cultura, aiutare i genitori e gli operatori sociali. Ma più di ogni altra cosa è necessario accrescere la consapevolezza dei ragazzi, tra spirito critico e condivisione di valori, rafforzando le occasioni di dialogo e l’ascolto.”

Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children: “Ricerche come quella realizzata da Save the Children sul cyber bullismo per la giornata odierna3 mostrano quanto valore i ragazzi danno al dialogo e ai propri amici nella soluzione dei problemi che si presentino in rete: ben tre quarti dei ragazzi intervistati infatti dichiara che parlare con qualcuno può essere utile in caso di difficoltà incontrate sul web. La campagna < > utilizzerà questa leva per promuove il dialogo con gli adulti e la condivisione con i pari, utilizzando strumenti e linguaggi familiari ai ragazzi e alle ragazze”.

Ernesto Caffo, Presidente Telefono Azzurro: “La sicurezza della rete va affrontata con responsabilità tutti insieme: bambini, adolescenti, genitori, educatori, istituzioni, mondo delle aziende, per dare risposte concrete al problema. Il web è infatti un moltiplicatore di possibilità, ma anche un volano di rischi latenti. Dobbiamo educare i ragazzi a muoversi con attenzione su internet senza frenarne l’entusiasmo ma non sottovalutando i pericoli che questo approccio comporta”.

Antonio Longo, Presidente Movimento Difesa del Cittadino: “Anche il mondo dei consumatori scende in campo per promuovere un uso consapevole della rete per le nuove generazioni, cittadini di domani. Genitori e insegnanti hanno un ruolo di primo piano in questo, ma sono soprattutto i più giovani a dover fare gruppo per sfruttarne appieno le possibilità ed evitare potenziali pericoli”.

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Consumatori

Addio alle maxi-bollette: prescrizione in 2 anni

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Codici: Abbiamo messo argine ad un’ingiustizia

Buone notizie per i consumatori: la Manovra di Bilancio 2018 segna l’addio per legge (speriamo definitivo) alle fastidiose maxi-bollette che troppi di noi conoscono bene e contro cui Codici combatte da ormai diversi anni. Infatti, secondo il provvedimento, nei contratti di forniture di acqua, gas e di energia elettrica il diritto al corrispettivo si prescriverà in due anni. Ovvero, non sarà più possibile richiedere al consumatore somme che vadano al di là dei due anni precedenti l’emissione della bolletta. Una bella novità, di cui beneficeranno sia gli utenti domestici che le microimprese.

Un altro diritto garantito all’utente dalla Manovra consiste nella possibilità di sospendere i pagamenti in attesa di una verifica della legittimità di condotta dell’operatore in questione, ad esempio nel caso in cui:

1)      Siano state emesse fatture a debito per conguagli relativi a periodi maggiori di due anni

2)      L’utente abbia presentato reclami riguardanti i conguagli nelle forme previste dall’Autorità

3)      L’Autorità garante abbia aperto un procedimento per l’accertamento di eventuali violazioni del codice del consumo: relative alle modalità di rivelazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione utilizzata dall’operatore interessato

Detto ciò, il diritto che, con ogni probabilità, interessa di più il consumatore consiste nell’obbligatorietà di ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati entro tre mesi (a titolo di indebito conguaglio), in caso di esito della verifica sulla legittimità della condotta dell’operatore. Eccezion fatta per casi in cui la mancata o l’erronea rilevazione dei dati di consumo sia da legarsi ad una responsabilità acclarata dell’utente. Dunque operatori che saranno finalmente “costretti” ad occuparsi in tempi meno biblici del conteggio dati, sempre che non vogliano perdere dei soldi.

Sono anni che Codici lavora a diversi tavoli di discussione per tutelare i cittadini dalle maxi-bollette. La nostra soddisfazione è tutta nelle parole di Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali e Regolatori: La Legge maxi-conguagli è il risultato di due anni di lavoro compiuti da Codici con il legislatore. Due anni fa il legislatore approvò una mozione che impegnava il governo a risolvere il tema dei maxi-conguagli su energia elettrica e gas: percorso infruttuoso, che non portò ad alcuna soluzione. Noi partecipammo a diversi tavoli di lavoro tecnici, che però apparivano più una perdita di tempo che altro. In Italia, da sempre sia il regolatore che il Ministero hanno una specie di soccombenza verso le organizzazioni distributrici, sia di energia elettrica che di gas: hanno sempre dileguato gli impegni da prendere senza intervenire fattivamente”. Ci sono voluti mesi e mesi di lavoro, ma l’associazione Codici, capofila per conto delle associazioni co

nsumatori, è riuscita a fare riprendere il tema: prima mettendo a punto il testo di legge e poi inserendolo all’interno della legge di bilancio.

Prosegue Gabriele: Abbiamo messo argine ad un fenomeno che l’Autorità per l’Energia ha sempre sottostimato, mentre i distributori di elettrico e gas percepivano fondi incredibilmente cospicui, che fanno buona parte dei loro bilanci, per svolgere un’attività che in effetti non svolgevano. Per fortuna oggi sono obbligati a farlo, pena la perdita del denaro”.

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Telefonia fissa e rete internet, stop fatturazione a 28 gg, aderisci alla campagna per ottenere i rimborsi

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Per clienti di H3G-WIND, Vodafone, Fastweb e Tim

Scopri come aderire

 

A fronte dei comportamenti scorretti adottati dalle compagnie telefoniche, attraverso la decisione unilaterale di ridurre da 30 a 28 giorni il periodo di fatturazione, incassando in questo modo indebitamente la tredicesima mensilità, Codici inviò a tempo debito una lettera aperta alle aziende chiedendo di fare autonomamente un passo indietro.

Non ebbe luogo l’immediato ripristino del periodo di fatturazione ordinario e delle condizioni contrattuali previgenti. Decisero di ignorare la Delibera dell’Agcom che lo prevedeva e siamo andati avanti, procedendo per via legislativa, ottenendo il ripristino della fatturazione su base mensile per la telefonia mobile, per la quale a partire dal 5 dicembre 2017 è stato stabilito che le compagnie telefoniche hanno 120 giorni per allinearsi. Quindi entro Aprile 2018.

Nel frattempo però, per quanto riguarda la telefonia fissa, ed oramai la maggior parte degli abbonamenti internet, le Telco hanno continuato a stipulare contratti a 28 giorni.

Pertanto l’AGCOM, con la delibera N. 499/17/CONS del 19 dicembre 2017, ha sanzionatoFastweb, Tim H3G-WIND e Vodafone che hanno continuato a perpetrare questo comportamento scorretto e non si sono uniformate alla precedente Delibera N. 121/17/CONS che già lo imponeva.

Le sanzioni amministrative pecuniarie inflitte dal’’AGCOM sono significative: parliamo di più di 1 milione di euro ad azienda.

Codici quindi, attraverso la “Campagna contro i 28 giorni”, aiuterà tutti i consumatori che abbiano stipulato dei contratti per rete fissa e internet, a partire dal 23 giugno 2017, ad ottenere il rimborso.

Contattateci quindi all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org oppure al numero 06.5571996 al quale vi verranno fornite tutte le indicazioni del caso su modulistica e documentazione da fornire.

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Consumatori

Vodafone risarcisce cinquemila euro a un utente per servizi mai resi

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L’iniziativa risarcitoria, proposta tramite l’associazione Codici Lecce, muoveva dalla mancata esecuzione di un contratto “super adsl” da parte della Vodafone Italia, chiesto nel marzo 2015 da un utente salentino e avente ad oggetto una linea telefonica fissa, adsl e la spedizione della “Vodafone Station” presso la Sua dimora in Lecce.

Dopo aver atteso invano per alcuni mesi, l’utente inoltrava numerosi solleciti nei confronti al gestore, tramite il rivenditore autorizzato e il servizio clienti, senza ottenere mai alcun riscontro e, così, senza poter utilizzare il servizio telefonico e la linea adsl.

Come se non bastasse, alcuni mesi dopo la sottoscrizione del contratto, il cliente riceveva alcune fatture di pagamento per servizi mai attivati e, dopo aver ottenuto il relativo storno, veniva contattato da un’agenzia di recupero crediti che gli intimava, con ripetute telefonate dai toni bruschi e minacciosi e, successivamente, anche con missive, il pagamento immediato dell’importo di Euro 446,45 per fantomatiche morosità legate al contratto.

Esasperato dalla paradossale e stressante situazione e non riuscendo a ottenere chiarimenti neanche dal servizio clienti del gestore, l’interessato si rivolgeva a Codici Lecce che, in persona del segretario, avv. Stefano Gallotta, e dell’avv. Giovanni De Donno, dapprima costituiva in mora e, conseguentemente, citava in giudizio la società di telefonia presso il Giudice di Pace di Lecce, chiedendo lo storno di ogni addebito e il risarcimento di Euro 5.000,00 a titolo di indennizzo contrattuale.

Con sentenza n. 104/2018, pubblicata il 12.01.2018 e non passata in giudicato, il Giudice di Pace, dott.ssa Angela De Simone, ha accolto integralmente le richieste avanzate dai legali dell’attore e, dichiarato l’inadempimento contrattuale del gestore, lo ha condannato al pagamento di Euro 5.000,00 oltre interessi e spese legali.

Evidenzia l’Avv. Stefano Gallotta che spesso i gestori di telefonia pongono in essere comportamenti che, oltre ad essere contrari alla normativa nazionale ed europea, violano quegli stessi principi di qualità e trasparenza, stabiliti dalle Direttive dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai quali gli stessi dichiarano espressamente di ispirarsi. A fronte dell’inerzia delle compagnie telefoniche nei termini convenuti (in questo caso, a far data dal 21° giorno dopo la stipula del contratto), sono previsti indennizzi applicabili a ogni utenza, privata e aziendale, oltre al risarcimento per i disagi patiti dal cliente”.

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