La crisi che ci troviamo ad affrontare è certamente economica e sociale. È anche però crisi dell’interpretazione della realtà e delle mancate politiche conseguenti. In questo contesto, le insicurezze delle persone, rispetto ai propri destini così come rispetto ai destini della società, aumentano e si manifestano con modalità del tutto nuove. Qualunque “exit strategy” richiede dunque una analisi molto più complessa dei vari fenomeni: il tema della misurazione e dei nuovi indicatori diviene quasi una esigenza, in ogni settore. Dallo sviluppo in termini di solo Pil si deve passare alla crescita del benessere, alla misurazione del progresso anche qualitativo della società. Parafrasando Amartya Sen, si può dire che solo così si possono definire i fini ultimi della società, i suoi obiettivi comuni. In questo contesto, il sistema deputato alla erogazione dei servizi, quali che siano, deve proseguire, incontrando ed ascoltando i consumatori, il proprio percorso per migliorarsi e per migliorare il benessere delle persone e promuovere il cambiamento sociale. Affinché tale azione possa svolgersi in modo appropriato ed efficace, tuttavia, sono necessarie alcune condizioni. Occorre che essi siano capaci di recepire ogni istanza del mutamento sociale, che siano collocati in contesti favorevoli allo sviluppo dei loro interventi, che vi siano politiche nazionali a supporto del loro agire.

Stefano Bruni