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DDL Concorrenza, cosa cambia per gli avvocati

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Fonte: labparlamento.it

Secondo approfondimento dedicato alle nuove normative introdotte dalla legge 124 del 4 agosto 2017

di Stefano Bruni

Perseguendo la tutela della concorrenza nell’ambito della professione forense (disciplinata dalla legge 31 dicembre 2012, n. 247) la legge 124 del 2017, meglio nota come Legge Concorrenza, interviene, all’art. 1, comma 141, sia sull’esercizio della professione in forma associata che in forma societaria, sia in materia di compenso professionale.

Per quanto riguarda l’associazione tra avvocati, la legge annuale per il mercato e la Concorrenza interviene, accogliendo i rilievi formulati dall’AGCOM, sull’articolo 4 della legge n. 247 del 2012, rubricato “Associazioni tra avvocati e multidisciplinari”, introducendo una serie di novità che prevedono, tra l’altro, che l’avvocato possa partecipare a più di un’associazione e che il domicilio professionale dell’avvocato non debba necessariamente coincidere con quello dell’associazione, eliminando, conseguentemente, la corrispondente sanzione disciplinare precedentemente prevista.

Quanto al tema dell’esercizio della professione in forma societaria, la lett. b) del suddetto articolo 1, comma 141, interviene sulla legge professionale forense aggiungendo l’articolo 4-bis, che regolamenta appunto le società tra avvocati.

La nuova disposizione supera la disciplina contenuta nel decreto legislativo n. 96 del 2001 (artt. 16 e ss.) nonché la delega cui all’art. 5 della legge n. 247 del 2012 (ormai scaduta) per la costituzione di società tra avvocati.

Il nuovo articolo 4-bis della legge 247/2012, rubricato Esercizio della professione forense in forma societaria”), stabilisce una serie di limiti e offre una serie di opportunità.

Anzitutto è previsto che l’esercizio della professione forense in forma societaria sia consentito esclusivamente a società di personesocietà di capitali o società cooperative, ma, recependo una segnalazione dell’Autorità Garante al Parlamento, il medesimo art. 4-bis, introduce la possibilità di svolgere la propria attività anche come soci di capitale.

Parimenti, il medesimo articolo precisa che comunque i soci professionisti (siano essi avvocati o professionisti iscritti ad altri albi) debbano rappresentare almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto. Il venir meno di tale requisito, non ripristinato entro sei mesi, determina la cancellazione della società dall’apposita sezione dell’albo degli avvocati. Inoltre, nella medesima sezione dell’albo, deve essere resa disponibile la documentazione storica sulla composizione della società.

I componenti dell’organo di gestione della società tra avvocati, poi, non possono essere estranei alla compagine sociale e i soci professionisti possono rivestire la carica di amministratori. Occorre peraltro che l’organo di gestione sia composto in maggioranza da soci avvocati, mentre è vietata la partecipazione societaria tramite società fiduciarie, trust o per interposta persona. La violazione di tale previsione comporta di diritto l’esclusione del socio.

Inoltre, la norma stabilisce che:

  • debba essere conservata la personalità della prestazione professionale, pur se conferita alla società;
  • la responsabilità della società e quella dei soci non esclude la responsabilità del professionista che ha eseguito la prestazione;
  • il socio che esercita la prestazione professionale ne risponde, dovendo assicurare, per tutta la durata dell’incarico la propria indipendenza e imparzialità, dichiarando eventuali conflitti di interesse o incompatibilità;
  • la sospensione o radiazione dall’albo del professionista costituisce causa di esclusione del socio dalla società. La disposizione, per come formulata, esclude dunque che l’avvocato sospeso dall’albo possa restare all’interno della compagine sociale in qualità di socio di capitale;
  • le società tra avvocati siano tenute a rispettare il codice deontologico forense e ad assoggettarsi alla competenza disciplinare dell’ordine di appartenenza.

Infine, in accoglimento ancora una volta del rilievo dell’Agcom al Parlamento, la Legge sulla Concorrenza disciplina, con una specifica disposizione, il preventivo della prestazione professionale, stabilendo che in ogni caso l’avvocato ha l’obbligo di comunicare al proprio cliente la previsione dei costi, in forma scritta e articolata per voci di spesa, sopprimendo così il riferimento alla (eventuale) richiesta del cliente.

In verità, molte altre proposte di modifica delle norme in materia di professione forense erano state da più parti sollecitate, ma in questa prima legge annuale per il mercato e la Concorrenza non hanno trovato spazio.

Forse se ne discuterà in occasione dell’approvazione di un altro provvedimento.

 

Leggi il primo speciale sulla Concorrenza, le novità per i professionisti 

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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