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Demografia mondo, verso i 7 miliardi e mezzo di abitanti

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Firenze, 22 giugno 2017. I dati ONU sono espliciti (1). Oggi siamo 7 miliardi e mezzo. Un miliardo in piu’ entro il 2030. Quasi 10 nel 2050 e 11,2 nel 2100. Ovviamente, a parte gli Usa, gli incrementi sono tutti nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo, con la Nigeria al top e l’India che superera’ la Cina (2). Vari i trend, incluso l’altalenare dell’Europa, oggi in crescita, domani in calo.
Ne prendiamo atto e andiamo avanti come capita, o la politica ha un senso e un’utilita’ anche in questo ambito? La domanda non e’ semplice, visto che i binomi politica/ideologia e politica/religione sono purtroppo all’ordine del giorno. E tra ideologia e religione fanno a cazzotti a chi propone -spesso con metodi violenti e coercitivi delle liberta’ degli individui- di fare piu’ figli per la famiglia, la nazione, il proprio dio, l’economia, l’argine contro i migranti di vario tipo (rifugiati ed economici). Lo vediamo con tanti discorsi e allarmi e politiche: da quella nostrana sugli 800 euro regalati a chi figlia (3), a chi con atti terroristici vorrebbe obbligare tutti a sposare la sua religione che lui interpreta come macchina per far figli. Metodi diversi, ma finalita’ simili (dobbiamo far finta che non e’ cosi?). Entrambe -a nostro avviso- ci portano al suicidio. Tutti: Nazioni e Continenti. Oppure vuol dire che nel mondo sono in diversi che si sono
inventati, per esempio: la sovrapopolazione, l’effetto serra con conseguente scombussolamento climatico (4), l’urbanesimo sconclusionato, etc.. Tutte situazioni a cui sicuramente non giova l’aumento della popolazione.
Non che facendo meno figli automaticamente si migliora la situazione, ma va da se’ che se dobbiamo concepire politiche per 7 miliardi o per 10 miliardi di persone, l’impegno e la spesa e’ diversa. E visto che in questi anni in cui abbiamo una migliore percezione e migliori dati sulla situazione mondiale, la situazione e’ peggiorata, questo vuole dire che non abbiamo una buona capacita’ in merito.
Quindi: e’ meglio farsi meno male o si preferisce rincorrere le proprie ideologie del passato, nate quando la terra era creduta piatta?
Purtroppo la rincorsa di cui sopra, che coinvolge anche coloro che lo fanno solo per difendere un presunto valore prioritario economico e umano dell’italianita’, e’ all’ordine del giorno. Soprattutto perche’ la maggior parte delle persone, in Italia e nel resto del mondo, preferisce -con la non-partecipazione- a delegare tutto alle maggioranze di quella (grossomodo) meta’ degli elettori che partecipa col voto alla formazione dei governi e delle amministrazioni. Siamo quindi in uno sbando che diventa sempre piu’ tale, dove tutto regge grazie al fatto che le piu’ o meno solide democrazie ed istituzioni occidentali (ONU in primis) continuano ad essere dominanti pur con tutti i difetti possibili ed immaginabili.
Crediamo che occorra agire per un contenimento demografico tendente al ribasso. Una simile politica non potrebbe mai avere un effetto immediato, ma dovrebbe essere una tendenza di lungo respiro, i cui effetti positivi li vedremo solo molto in la’ nel tempo. E solo se, in contemporanea, gli altri problemi che stanno distruggendo il Pianeta verranno affrontati di petto.
Vediamo sul pratico del nostro quotidiano. Un solo esempio. La scellerata scelta di regalare 800 euro per ogni figlio nato in Italia, portera’ ad un aumento della popolazione. Ma se si vogliono aiutare le famiglie, perche’ non si danno agevolazioni su consumi e utenze a chiunque, sganciandoli dalla prolificita’? Certo, cosi’ si conquistano meno voti sull’onda della presunta popolarita’ del provvedimento, ma cosa diremo ai figli fatti in piu’ quando fra qualche anno prenderanno atto della precarieta’ della loro condizione di cittadini e lavoratori, aggravata dal fatto che insieme a quelli nati sul territorio ci saranno anche quelli arrivati in fuga da parti piu’ disgraziate del mondo, persone alle quali non e’ possibile opporre resistenze o chiusure, che’ altrimenti ci si ritorcono contro, sia sul nostro specifico territorio che su quello europeo e mondiale? Le uniche politiche possibili devono e possono essere concepite a livello mondiale, cercando in esse
-grazie anche a indicazioni e aiuti degli organismi europei e mondiali- di individuare il nostro specifico ruolo… ed e’ qui che conterebbe l’italianita’, non certo nel contrapporla alla richiesta di aiuto e di collaborazione del resto del mondo.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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Consumatori

Bollette polemica “Dalla Chiesa vs ENEL”| ADICONSUM: è il momento di cambiare

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Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale:
Basta costi extra sulla bolletta della luce.
Il PNIEC parta dalla riduzione del costo dell’energia,
a cominciare dalla revisione degli oneri generali di sistema
22 marzo 2019 – I costi extra della bolletta, i c.d. oneri generali di sistema, sono tornati alla ribalta grazie alla denuncia della nota conduttrice Rita Dalla Chiesa.

Da tempo – dichiara Carlo De MasiPresidente di Adiconsum nazionale – denunciamo questa pratica. Più volte e in varie occasioni, abbiamo sottolineato l’esigenza di una revisione della struttura tariffaria, a partire dagli oneri generali di sistema, adeguandola alle scelte energetiche che il Governo si darà.

La nostra proposta – prosegue De Masi – è di contenere e ridurre i costi, trasferendo una quota degli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale, come già avviene in altri Paesi. Ciò anche per combattere la povertà energetica e permettere a tutti di accedere all’energia. Anche a tal proposito, abbiamo presentato, in più occasioni, le nostre proposte.

Auspichiamo – conclude De Masi – che il Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, presentato dai tre Ministeri (Sviluppo Economico, Ambiente e Trasporti, diventi l’occasione, finora mancata, di una reale svolta del nostro Paese nella politica energetica per gestire in modo adeguato la transizione energetica in atto e il cambio di paradigma.

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Consumatori

Internet e luce insieme? Linkem e IREN si alleano

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Firmato l’accordo fra Iren e Linkem: nasce “Iren Casa Online”
L’accordo tra la multiutility italiana e il provider internet a banda ultra-larga permetterà alle famiglie di avere a disposizione in una sola offerta
il servizio di energia elettrica e quello di accesso a internet veloce

Torino, 21 marzo 2019 – Iren Mercato, società del Gruppo Iren, e Linkem hanno siglato un accordo grazie al quale la multiutility italiana offrirà direttamente alle famiglie un servizio di connettività internet a banda ultralarga.
Dal 1° aprile Iren fornirà un servizio per la casa di accesso a internet senza limitazioni di tempo e di traffico e con una velocità di connessione che raggiunge i 30 Mbps. Lo farà grazie a una partnership con Linkem, uno dei principali operatori del mercato italiano.
Iren è una delle più importanti e dinamiche multiutility, che opera nei settori dell’energia elettrica, del gas, dell’energia termica per teleriscaldamento, della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali e tecnologici. Iren Mercato è la business unit commerciale del Gruppo e vanta ad oggi 1.800.000 clienti.
Linkem – operatore leader del segmento Fixed Wireless Access che copre oltre il 65% della popolazione – metterà a disposizione di Iren oltre alla propria infrastruttura di rete, la propria rete di installatori capillare sul territorio nazionale e un servizio di assistenza tecnica dedicata.
“Siamo orgogliosi di aver firmato con un partner importante come Iren un accordo che rimane nel segno della tradizione di Linkem di rispondere alle esigenze di connettività delle famiglie in modo efficace e trasparente. L’azienda si conferma un importante player di riferimento per la sua presenza capillare sul territorio nazionale e la sua capacità di fornire servizi in grado di abilitare anche l’utilizzo di soluzioni smart per la casa”, ha sottolineato Davide Rota, Amministratore Delegato di Linkem. Gianluca Bufo, Amministratore Delegato di Iren Mercato, dichiara: “La partnership con Linkem costituisce la naturale evoluzione della nostra gamma di prodotti e servizi new downstream, dispositivi evoluti di domotica che, grazie alla connettività wireless, rendono le nostre case più smart e la nostra vita di ogni giorno più semplice. Linkem, in quanto provider internet proprietario della rete, ci dà garanzia di un servizio affidabile e sicuro. Questo è un importante passo in avanti nell’ampliamento della gamma multiservizi, che fa di noi un player nel mercato italiano delle telecomunicazioni con un modello di business di successo.”

Iren Casa Online potrà essere attivato a partire da aprile in Piemonte, e nei mesi immediatamente successivi anche in Liguria ed Emilia-Romagna. Sarà disponibile per coloro che sono già clienti Iren o che desiderano diventarlo, con un’offerta commerciale di sicuro appeal che prevede un canone mensile pari a 17.90€ al mese per i primi 48 mesi. Ai clienti che aderiranno all’offerta di energia elettrica abbinata al servizio di connettività internet verranno scontati i 5€ al mese, altrimenti previsti come costo di attivazione.
I servizi saranno venduti, attraverso gli spazi Iren, call center, sito web e agenzie autorizzate.

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Condomini, obbligo di telelettura entro il 2020

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il 40% dell’energia consumata in Europa è legata al riscaldamento degli edifici. Da anni ormai l’Unione Europea si esprime per cercare di far decrescere questi numeri allarmanti. Ci ha provato prima stabilendo i
dettami per una corretta ed equa ripartizione delle spese di climatizzazione invernale in edifici di tipo condominiale e dopo con l’obbligo di installazione dei dispositivi di contabilizzazione di calore negli edifici
serviti da impianto termico centralizzato. Gli obiettivi però sono stati raggiunti solo in parte, dato che non sono mai effettivamente partite le tanto vaticinate sanzioni tra i 500 e i 2.500 euro per chi non si fosse
adeguato a norma.
Ora l’Unione Europea alza l’asticella per raggiungere un obiettivo al quale miriamo tutti: consumi più trasparenti per i riscaldamenti centralizzati nei condomini. Per raggiungere questo traguardo ci saranno delle tappe che ci auspichiamo vengano rispettate da tutti:
 la prima – entro il 25 ottobre 2020 – prevede che tutti i nuovi contabilizzatori installati dovranno consentire la lettura a distanza.
 La seconda – entro l’1 gennaio 2027 – prevede la definitiva sostituzione degli odierni modelli che non consentono il controllo da remoto. Ciò significa che quelli già installati ma sprovvisti di tale capacità dovranno essere sostituiti.
 La terza, un vero e proprio obiettivo finale: aumentare l’efficienza energetica del 32,5% entro il 2030.
Chissà che questi nuovi obiettivi non siano uno stimolo per far ritrovare al mercato un’accelerazione che non si vede dal 2016. Si tratta di scelte che mirano ad un futuro migliore e rappresentano un passo avanti
importante nei confronti di quella Digital Transformation che sta rivoluzionando tutti i settori, l’obbligo alla telelettura non fa eccezione. L’Automatic Meter Reading, di cui Qundis fa uso da anni, infatti, rappresenta la più innovativa tecnologia nell’ambito della lettura automatica dei contatori: Attraverso dei semplici nodi di rete i dettagli sui consumi energetici del riscaldamento, dell’acqua, della corrente e del gas vengono raccolti e trasferiti direttamente all’ amministratore di condominio o alle società di SSP. Con estrema semplicità, quindi, i dati di consumo vengono trasmessi da un modulo radio a una centrale operativa di
raccolta e scaricati su un determinato dispositivo, il tutto all’insegna dello smart metering.
L’obbligatorietà alla telelettura implica anche maggiore sicurezza: tutti i dati che vengono trasmessi tra la rete AMR e il server, infatti, sono crittografati e durante il trasferimento dei dati non vi è alcun collegamento tra unità abitativa e il singolo dispositivo.

L’obietto dell’Unione Europea è quello di arrivare entro il 2050 a edifici ad impatto tendente allo zero e non si tratta di un obiettivo impossibile. Il solo monitoraggio di tutti i propri consumi insieme alla tempestiva
informazione del consumatore può far risparmiare fino al 30%; allo stesso modo l’installazione di contabilizzatori di calore nei condomini può ridurre i costi fino al 20%. Grazie alla telelettura obbligatoria arriveranno ulteriori vantaggi: si abbasseranno i valori di consumo e si potrà godere di una maggiore e tempestiva ricezione di tali dati, in modo che anche l’utente finale possa modificare il proprio comportamento nell’utilizzo dei vari strumenti messi a disposizione e contribuire attivamente al risparmio.
Sicuramente ogni cambiamento porta con sé delle criticità ma, soprattutto, delle concrete opportunità di miglioramento: nel caso degli operatori del settore, si tratta di ampliare la loro professionalità, avere accesso a nuove competenze, allargare il proprio giro d’affari e anche formarsi nel miglior modo possibile, nel rispetto della normativa. Ma al di là dell’obbligo di legge, è un’opportunità di cambiamento a livello globale che deve essere colta ora, proprio con la sensibilizzazione e l’azione dei singoli. La gestione delle risorse energetiche è un tema che non può più essere messo da parte e deve interessare tutti perché si connette direttamente alla qualità dell’ambiente e del mondo in cui viviamo.

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